|
Roma, Mercoledì 7
Luglio
2010 - Dal Presidente della FEDERAZIONE
NAZIONALE DELLA STAMPA ITALIANA -
Unione Nazionale Cronisti Italiani-
riceviamo e pubblichiamo:
INTERCETTAZIONI: SCIOPERO
COMPATTO CONTRO IL DDL ALFANO
Diritto
d’informazione: una lotta iniziata nel 1993
“Silenzio rumoroso”
per dire no al silenzio di Stato. Il diritto di
cronaca è dei cittadini
E’ dal 1993, dall’epoca di
Mani pulite, che la classe politica tenta
periodicamente di mettere un freno ai giudici e
un bavaglio alla stampa. Ogni volta la reazione,
prima dei giornalisti e poi dell’opinione
pubblica, è riuscita a scongiurare i danni più
gravi.
E’ per evitare che le
parti peggiori del disegno di legge Alfano sulle
intercettazioni divengano legge dello Stato che
i giornalisti sono chiamati domani e dopodomani
a scioperare. Uno sciopero che si svolge con
l’obiettivo dichiarato di salvaguardare il
diritto dei cittadini ad essere informati in
modo corretto, completo e tempestivo.
I cronisti sono stati
sempre in prima fila a contrastare i tentativi
di soffocare la libertà di stampa: nel 1993
all’epoca della proposta di legge di Giuseppe
Gargani, nel 2005 contro quella di Roberto
Castelli, nel 2006 contro quella di Clemente
Mastella. Dal giugno del 2008 si stanno battendo
contro il ddl Alfano con manifestazioni e
volantinaggi in tutta Italia, convegni,
dibattiti, libri, cortei e biciclettate.
Dapprima da soli poi, in modo convinto, con
Fnsi e Ordine dei giornalisti. Negli ultimi
tempi la battaglia ha visto scendere in campo la
cosiddetta “società civile” che ha riempito
piazza del Popolo in ottobre, piazza Navona la
scorsa settimana e il web. Anche i giornali,
dallo scorso 24 maggio quando la Fnsi ha
organizzato una riunione con i direttori, hanno
scoperto l’importanza della vicenda.
Già lo scorso anno,
proprio di questo periodo, era stato previsto
uno sciopero contro il ddl Alfano, rinviato per
l’intervento del presidente Napolitano. In
questo periodo governo e maggioranza hanno
pervicacemente mantenuto i capisaldi del ddl,
anzi al Senato hanno introdotto dei
peggioramenti. Chi vuole dare risalto a questi
argomenti sulle proprie testate può farlo
liberamente, magari tutti i giorni.
Per far comprendere a
maggioranza e governo che il ddl Alfano non può
passare è ora necessario lo sciopero: una
giornata di “silenzio rumoroso”, come è stata
definita, per far capire ai cittadini cosa
vorrebbe dire il silenzio di Stato imposto per
legge |