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Giulianova, Sabato
26 Giugno 2010 -
E’ allarme in provincia di Teramo per la
preoccupante crescita di abusivi nei settori
dell’acconciatura e dell’estetica. Il fenomeno,
segnalato nello scorso mese di aprile dalla
Confederazione Nazionale dell'Artigianato,
settore Benessere e Sanità, che ha attivato lo
scorso 3 maggio uno specifico numero verde (800.589676),
sarà al centro del convegno “Non aiutare
il lavoro sommerso: scegli di stare alla luce”
fissato per lunedì 28 giugno, alle
ore 17:30, nei locali del
Sottobelvedere di piazza della Libertà a
Giulianova Alta.
Al convegno prenderanno
parte il sindaco, l'assessore al Commercio
Fabio Ruffini, il magg. Giuseppe Micelli,
comandante della Compagnia della Guardia di
Finanza di Giulianova, il magg. Roberto
Iustini, comandante della locale Polizia
Municipale, il Direttore della Cna di Teramo,
Gloriano Lanciotti, la Responsabile Cna
Benessere e Sanità, Elvira Di Giuseppe, e
la Responsabile del progetto CNA Gabriella
Corona.
“Quello di Giulianova
– dice in proposito il sindaco Francesco
Mastromauro – è il primo Comune che ha
aderito volontariamente e con entusiasmo al
progetto della CNA. Io e l'assessore Fabio
Ruffini abbiamo voluto questo importante momento
di analisi e confronto, che segue il convegno
avutosi lo scorso 3 maggio nella sala convegni
della CNA di Teramo, perché il fenomeno nei
settori dell'acconciatura e dell'estetica ha
superato ormai i livelli di guardia, ed è perciò
necessario non solo operare, come in effetti la
CNA sta facendo, con una vasta campagna di
sensibilizzazione, ma anche, ovviamente, porre
in essere adeguate iniziative per arginarlo”.
“Chi decide di aprire
un’attività in questo settore – interviene
il direttore provinciale della CNA Gloriano
Lanciotti - ricorre a costi elevati sia
per l’apertura di un negozio, sia per tenersi al
passo con la formazione necessaria. Formazione
che per le nostre imprese è una costante e che
sempre più spesso vede collaborazioni anche con
medici. Con il lavoro irregolare, invece, gli
abusivi non pagano i tributi dovuti, non
rispettano le norme igienico-sanitarie previste
dalla legge a tutela del consumatore, ed è
chiaro che se si riuscisse a ridurre la
concorrenza sleale provocata dal fenomeno del
lavoro nero, anche grazie alle segnalazioni
degli operatori e dei cittadini, le imprese
avrebbero maggiori possibilità di ridurre le
tariffe e di assumere giovani e apprendisti”. |