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Giulianova,
Giovedì 12 Agosto 2010 - Il lavoro
sinergico profuso nel corso di complesse
indagini di Polizia Giudiziaria condotte
congiuntamente dai militari della Guardia
Costiera del Compartimento Marittimo di Pescara
e del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia
di Finanza di Teramo sotto la direzione della
Procura della Repubblica di Teramo, ha condotto
alla denuncia di nr.4 persone per svariati reati
tra cui Frode nelle pubbliche forniture, Falso
ideologico del pubblico ufficiale in atto
pubblico, Utilizzo di fatture per operazioni
inesistenti.
Le indagini sono
scattate in relazione a presunti illeciti
operati nell’ambito dell’appalto per la
realizzazione di un’ “Oasi Marina protetta
per la protezione e lo sviluppo delle risorse
acquatiche dei comuni di Pineto e Silvi”,
finanziata con fondi erogati dalla Regione
Abruzzo, ma di provenienza comunitaria, per un
importo totale di euro 340.000,00
circa.
La gara per la
realizzazione della suddetta opera, indetta
dalla Provincia di Teramo, veniva aggiudicata da
una società operante ed avente sede nella
Regione Veneto ma, di fatto, in sub appalto, i
lavori dovevano essere eseguiti a cura di una
società Abruzzese, specializzata nel particolare
settore.
Lo specchio d’acqua
interessato dal predetto progetto di sviluppo
delle risorse acquatiche, si estende su una
superficie di circa 4 milioni di metri quadri ed
è localizzato ad una distanza di circa 3 miglia
dalla costa antistante i comuni di Pineto e
Silvi Marina.
Sulla base del
progetto approvato, la società appaltatrice
avrebbe dovuto realizzare e posizionare
all’interno dello specchio d’acqua sopra
descritto, n°24 strutture di tipo piramidale
conica con la base di circa 10 mt. di raggio ed
un’altezza di 3 mt, utilizzando n° 240 massi
artificiali
antistrascico di mt3
1, n°
289 massi artificiali di
mt3 1,
8084 tonnellate di massi naturali.
Le indagini
tecniche sui luoghi interessati dal
posizionamento delle predette strutture,
eseguite con l’ausilio di unità navali della
Guardia Costiera, supportate dal personale del
Nucleo Sommozzatori di stanza a San Benedetto
del Tronto, hanno permesso di accertare che il
quantitativo di materiali depositati
effettivamente sui fondali di mare prospiciente
la costa compresa tra i comuni di Pineto e
Silvi, è risultato essere di molto inferiore ai
quantitativi effettivamente commissionati e
pagati dalla Regione Abruzzo.
Il quadro
complessivo messo in evidenza dagli
investigatori, attraverso la capillare
ricostruzione delle operazioni commerciali
complementari, necessarie alla realizzazione
dell’opera, ha delineato uno scenario
caratterizzato da:
Ø
utilizzo di fatture per operazioni inesistenti
per varie decine di migliaia di Euro, emesse da
varie società pugliesi, attestanti acquisti da
parte della ditta abruzzese di tonnellate di
massi che, come successivamente accertato, non
sono mai stati depositati sui fondali dello
specchio di mare interessato;
Ø
la
presentazione alla Regione Abruzzo, da parte di
due funzionari della Provincia di Teramo, di
materiale fotografico attestante la corretta
esecuzione dei lavori, completamente inidoneo a
tale scopo;
Ø
la
redazione, da parte dei due predetti funzionari,
di verbali falsamente attestanti la regolarità
nell’esecuzione dei lavori, motivo per il quale,
i medesimi dovranno rispondere anche del reato
di falso ideologico del pubblico ufficiale in
atto pubblico. |