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Teramo, Sabato 18
Dicembre 2010 -
Papa Benedetto XVI ha
ringraziato l’Italia per la difesa del
Crocifisso nelle scuole italiane. Lo ha fatto
venerdì 17 dicembre 2010, in Vaticano, nel Suo
discorso col quale ha accolto le Lettere
credenziali del nuovo ambasciatore dell’Italia
nella Santa Sede, Francesco Maria Greco.
Per la Lega
Nord la difesa del Crocifisso è una scelta laica
e politica. Da Nord a Sud la nostra civiltà
deriva da ciò che il Cristianesimo ha portato in
tutta Europa: un immenso patrimonio culturale e
storico-artistico fondante della nostra cultura.
Senza il Cristianesimo oggi non avremmo ospedali
e università. Senza l’opera dei monaci e dei
frati mendicanti (agli amanuensi si deve la
salvezza delle opere classiche ereditate dal
mondo antico e conservate nelle biblioteche di
monasteri, conventi e università d’Europa) oggi
avremmo soltanto ruderi, paludi e zanzare.
Grazie
all’azione della Lega Nord sul territorio (in
provincia di Teramo la Lega Nord Abruzzo ha
raccolto più di mille firme in difesa del
Crocifisso) il Governo Berlusconi di
Centrodestra si è battuto contro la decisione
della Corte europea, in difesa del crocifisso
come simbolo religioso di civiltà. Un’azione
volta sia a contrastare ogni forma di
imposizione e di prevaricazione che non è mai
appartenuta alla nostra formazione sia a
rivendicare con orgoglio la nostra educazione e
identità nazionali.
Nel
discorso sulla “libertà religiosa, via della
pace” scritto per la 44ma Giornata Mondiale
della Pace che si celebra il primo gennaio 2011,
il Santo Padre, ricorda che l’avvio delle
celebrazioni per il 150° anniversario dell’unità
d’Italia “è occasione per una riflessione non
solo di tipo commemorativo, ma anche di
carattere progettuale, assai opportuna nella
difficile fase storica attuale, nazionale ed
internazionale. Sono lieto che anche i Pastori e
le varie componenti della Comunità ecclesiale
siano attivamente coinvolti nella rievocazione
del processo di unificazione della Nazione
iniziato nel 1861. Ora, uno degli aspetti più
rilevanti di quel lungo, a volte faticoso e
contrastato, cammino, che ha condotto
all’odierna fisionomia dello Stato italiano è
costituito dalla ricerca di una corretta
distinzione e di giuste forme di collaborazione
fra la comunità civile e quella religiosa,
esigenza tanto più sentita in un Paese come
l’Italia, la cui storia e cultura sono così
profondamente segnate dalla Chiesa cattolica. Di
qui l’importanza dei Patti del Laterano e
dell’Accordo di Villa Madama, che fissano le
coordinate di un giusto equilibrio di rapporti,
del quale si avvantaggiano la Sede Apostolica
così come lo Stato e la Chiesa in Italia.
Infatti il Trattato Lateranense, configurando lo
Stato della Città del Vaticano e prevedendo una
serie di immunità personali e reali, ha posto le
condizioni per assicurare al Pontefice e alla
Santa Sede piena sovranità e indipendenza, a
tutela della sua missione universale. A sua
volta, l’Accordo di modifica del Concordato mira
fondamentalmente a garantire il pieno esercizio
della libertà religiosa, di quel diritto cioè,
che è storicamente e oggettivamente il primo tra
quelli fondamentali della persona umana. È
perciò di grande importanza osservare e, allo
stesso tempo, sviluppare la lettera e lo spirito
di quegli Accordi e di quelli che ne sono
derivati, ricordando che essi hanno garantito e
possono ancora garantire una serena convivenza
della società italiana”.
Sulla libertà
religiosa, il Papa afferma che “il retto
esercizio e il corrispettivo riconoscimento di
questo diritto consentono alla società di
avvalersi delle risorse morali e della generosa
attività dei credenti. Per questo non si può
pensare di conseguire l’autentico progresso
sociale, percorrendo la via dell’emarginazione o
perfino del rifiuto esplicito del fattore
religioso, come ai nostri tempi si tende a fare
con varie modalità. Una di queste è, ad esempio,
il tentativo di eliminare dai luoghi pubblici
l’esposizione dei simboli religiosi, primo fra
tutti il Crocifisso, che è certamente l’emblema
per eccellenza della fede cristiana, ma che,
allo stesso tempo, parla a tutti gli uomini di
buona volontà e, come tale, non è fattore che
discrimina. Desidero esprimere il mio
apprezzamento al Governo italiano che a questo
riguardo si è mosso in conformità a una corretta
visione della laicità e alla luce della sua
storia, cultura e tradizione, trovando in ciò il
positivo sostegno anche di altre Nazioni europee.
Nonostante gli insegnamenti della storia e
l’impegno degli Stati, delle Organizzazioni
internazionali a livello mondiale e locale,
delle Organizzazioni non governative e di tutti
gli uomini e le donne di buona volontà che ogni
giorno si spendono per la tutela dei diritti e
delle libertà fondamentali, nel mondo ancora
oggi si registrano persecuzioni,
discriminazioni, atti di violenza e di
intolleranza basati sulla religione. In
particolare, in Asia e in Africa le principali
vittime sono i membri delle minoranze religiose,
ai quali viene impedito di professare
liberamente la propria religione o di cambiarla,
attraverso l’intimidazione e la violazione dei
diritti, delle libertà fondamentali e dei beni
essenziali, giungendo fino alla privazione della
libertà personale o della stessa vita. Vi sono
poi forme più sofisticate di ostilità contro la
religione, che nei Paesi occidentali si
esprimono talvolta col rinnegamento della storia
e dei simboli religiosi nei quali si
rispecchiano l’identità e la cultura della
maggioranza dei cittadini. Esse fomentano spesso
l’odio e il pregiudizio e non sono coerenti con
una visione serena ed equilibrata del pluralismo
e della laicità delle istituzioni, senza contare
che le nuove generazioni rischiano di non
entrare in contatto con il prezioso patrimonio
spirituale dei loro Paesi. La difesa della
religione passa attraverso la difesa dei diritti
e delle libertà delle comunità religiose. I
leader delle grandi religioni del mondo e i
responsabili delle Nazioni rinnovino, allora,
l’impegno per la promozione e la tutela della
libertà religiosa, in particolare per la difesa
delle minoranze religiose, le quali non
costituiscono una minaccia contro l’identità
della maggioranza, ma sono al contrario
un’opportunità per il dialogo e per il reciproco
arricchimento culturale. La loro difesa
rappresenta la maniera ideale per consolidare lo
spirito di benevolenza, di apertura e di
reciprocità con cui tutelare i diritti e le
libertà fondamentali in tutte le aree e le
regioni del mondo”.
Nella lotta
contro le violazioni degli inalienabili diritti
umani, la Lega Nord sta già facendo la sua parte
in Italia, in Europa e nel mondo,
coscientemente, auspicando che cresca la
consapevolezza di queste problematiche in tutte
le forze politiche, sociali e culturali.
La Lega
Nord Abruzzo Segreteria Provinciale di Teramo,
nell’augurare a tutti i cittadini i più fervidi
voti augurali di Buon Natale e Felice Anno
Nuovo, auspica l’immediata cessazione delle
persecuzioni contro i cristiani e delle
violazioni della libertà religiosa in atto in
varie parti del mondo, la fine dei vari traffici
umani (soprattutto di minori, per l’espianto
degli organi) che offendono la dignità e la vita
delle persone, e la giusta condanna dei
responsabili. |