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Teramo, Venerdì 29 Ottobre
2010 -
Facendo leva su “quel senso di responsabilità
che ci viene dalla rappresentanza collettiva” il
presidente Valter Catarra, intervenendo questa
mattina al convegno organizzato nel capoluogo
dai sindacati confederali “Teramo un caso
nazionale” ha invitato a “dialogare sulle
cose che possiamo fare”.
“Non abbiamo la
sindrome dell’accerchiamento perché non ci
sentiamo fra i cattivi – ha detto Catarra che
è intervenuto al convegno insieme all’assessore
alle politiche del Lavoro, Eva Guardiani –
buona parte del protocollo sottoscritto dalle
organizzazioni sindacali e dalle associazioni di
categoria ripropone azioni e interventi del mio
programma elettorale. Facciamo le stesse analisi
e arriviamo alle stesse conclusioni. Del resto
con i sindacati ci ritroviamo ogni giorno sui
tavoli delle relazioni industriali e abbiamo già
dimostrato che, di fronte ai gravi problemi del
sistema produttivo e di fronte alle crisi
aziendali, siamo in grado di fare squadra.
Questo spirito, che ha già dato i suoi frutti di
fronte a vertenza che parevano perse in
partenza, ci deve guidare in futuro. Il 18
novembre tutti gli attori dello sviluppo si
ritroveranno attorno al tavolo dell’Osservatorio
dello sviluppo convocato dalla Provincia di
Teramo. Quello è il nostro banco di prova: da
quel tavolo dobbiamo alzarci con un programma e
un cronoprogramma. Con un’agenda in mano e degli
obiettivi concreti avremo l’autorevolezza e la
credibilità per farci ascoltare”.
Rispetto alla crisi in
atto, Catarra, sottolineando che è dal 2007 che
si parla di “vertenza Teramo” ha fatto rilevare
che “non bisogna
fare l’errore del passato quando non ci si è
accorti che un modello produttivo e
imprenditoriale stava vacillando e non si è
fatto nulla, come ad esempio nel Nord – Est, per
arginare i danni e lavorare sul
cambiamento”.
Alcune notazioni sui dati:
“E’ vero che oggi registriamo il picco più
alto di cassa integrazione straordinaria ma è
vero anche che almeno nel 20% di quei casi
l’azienda si è presentata con una richiesta di
mobilità e che l’approccio della Provincia ha
consentito di tenere in vita un rapporto di
lavoro nell’ aspettativa che un auspicabile
miglioramento delle condizioni di mercato possa
permettere la ripresa delle attività”.
Il Presidente, quindi, ha
ricordato che la Provincia, come chiesto dai
sindacati è l’unica in Abruzzo ad aver
sottoscritto un accordo con le banche per
l’anticipo della cassa integrazione guadagni;
che ha promosso la revisione della aree 87.3c
come si era impegnata a fare con le imprese e
che, oggi: “mettendo sul piatto le risorse
certe del Fondo sociale europeo abbiamo chiesto
a voi, sindacati e imprese, come e dove
spenderli per ottenere risultati efficaci”. |