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Teramo 9 dicembre
2010 - Per la zona industriale
Vibrata-Tronto si è deciso di dare il via alla
procedura per il riconoscimento formale di “area
di crisi”. Il procedimento sarà avviato dalla
Regione Abruzzo con un’apposita deliberazione su
proposta del vicepresidente Alfredo Castiglione
che questo pomeriggio, insieme al presidente
Valter Catarra e all’assessore alle Attività
produttive, Ezio Vannucci, ha incontrato a Roma
Andrea Bianchi, Direttore generale delle
politiche industriali del Ministero dello
Sviluppo. Subito dopo il vicepresidente
Castiglione si è seduto al tavolo di
concertazione nazionale fra gli Assessorati
regionali allo Sviluppo e il Ministro Paolo
Romani, tuttora in corso.
Al Ministro è stato
consegnato il verbale, sottoscritto anche dalle
parti sociali, con il quale Regione e Provincia,
hanno individuato una serie di misure anti-crisi
per l’area Vibrata – Tronto e per la
sopravvivenza dell’ATR di Colonnella.
Anche sulla base delle
indicazioni emerse nel corso dell’incontro con i
tecnici del Ministro, il vicepresidente
Castiglione si è impegnato a chiedere al Governo
che l’area della Vibrata sia da considerare
“sito nazionale di interesse per l’istituzione
di una filiera del carbonio”. Castiglione,
infine, ha ribadito la volontà della Regione
Abruzzo, di utilizzare l’eventuale rimodulazione
dei Fas a favore del finanziamento di un accordo
quadro Vibrata – Tronto.
E’ stata esclusa dai
tecnici, invece, la possibilità di ottenere un
ulteriore proroga di tre mesi di cassa
integrazione per l’ATR a meno che il gruppo o
singoli rami d’azienda non vengano acquistati in
seguito al bando emanato alcune settimane fa. A
questo proposito il Ministero si è impegnato ad
aprire una “procedura negoziata” per favorire
l’acquisto dell’ATR e trovare commesse
pubbliche.
“Un passaggio
significativo, quello di oggi, reso possibile
grazie alla volontà della Regione Abruzzo e al
lavoro di concertazione svolto in queste ultime
settimane – ha dichiarato il Presidente a
margine della riunione – il riconoscimento
dell’area di crisi e l’individuazione in Val
Vibrata di una filiera del carbonio
consentirebbero l’accesso ad una serie di
programmi e di sostegni finanziari che,
ovviamente, renderebbe più appetibile la nostra
area ad eventuali investitori fornendo un aiuto
alle aziende già presenti. Molto concretamente
attendiamo di vedere formalizzati tutti gli atti
conseguenti alla riunione di oggi ma certamente
stiamo rispettando il cronoprogramma con il
quale ci eravamo impegnati a sottoporre
all’attenzione del Governo la situazione della
provincia teramana” |