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Teramo,
Martedì 5 Ottobre 2010 -
La disponibilità a valutare le azioni che le
istituzioni, in primis la Regione Abruzzo,
sono pronte ad attivare per scongiurare
l’annunciata riduzione del personale da 81 a 6
unità e, dunque, la sostanziale chiusura
dello stabilimento La Perla di Roseto.
È la promessa che, dopo il
lungo incontro tenutosi nel pomeriggio nella
sede dell’ente, mentre i lavoratori
manifestavano in strada, il tavolo convocato
in Provincia ha incassato da parte dei
rappresentanti de La Perla, l’azienda con
sede a Bologna specializzata nella
produzione di abbigliamento intimo.
In gioco ci sono gli 81
posti di lavoro che l’azienda ha finora
garantito nello stabilimento rosetano, dove è
ancora in corso la cassa integrazione
straordinaria concessa per motivi di
“riorganizzazione”, ma gli ammortizzatori
sociali scadranno il prossimo 14 gennaio.
L’organico risulta
sovradimensionato rispetto ai piani aziendali
che prevedevano, già nel 2009, per Roseto,
la trasformazione a polo tecnico destinato alla
gestione dei laboratori dell’indotto situati nel
sud Italia. La delocalizzazione, secondo
l’attuale piano industriale, dovrebbe avvenire
in Puglia.
Su proposta dell’assessore
regionale al Lavoro Paolo Gatti, che ha
chiesto all’azienda di aprire “un ulteriore
spazio di confronto esaminando le misure che
siamo in grado di mettere in campo per rendere
la permanenza nel sito ancora competitiva”, e
degli assessori provinciali alle Attività
produttive (Ezio Vannucci) e al Lavoro (Eva
Guardiani), i quali hanno posto l’accento
sulla “grave perdita che il territorio potrebbe
subire se il piano venisse attuato, circostanza
questa che deve essere scongiurata ricorrendo a
tutti gli strumenti possibili”, i rappresentanti
dell’azienda hanno accettato di dare spazio ad
un ulteriore esame della situazione. Proposta
condivisa anche dal sindaco di Roseto, Franco
Di Bonaventura, che, accompagnato
dall’assessore Enzo Frattari, ha ribadito
la propria preoccupazione per le intenzioni
annunciate dall’azienda e per i riflessi che il
piano potrebbe avere sui lavoratori.
All’incontro erano
presenti per la Regione anche il dirigente del
servizio Politiche del lavoro,
Giuseppe
Sciullo,
mentre l’azienda era rappresentata da
Emilio Manzotti, direttore operativo del
gruppo, e Giuseppe Toninelli,
responsabile per l’Italia dell’azienda. Era
invece assente per altri impegni
l’amministratore delegato, Alain Prost,
al quale Manzotti e Toninelli riferiranno
l’esito dell’incontro. Si attende per domani, in
ogni caso, la conferma della presenza dello
stesso Prost all’incontro promosso
dall’assessore Gatti presso il Ministero
dello Sviluppo Economico e programmato per
venerdì 8 ottobre.
“Prendiamo atto del
fatto che si è aperta una fase di interlocuzione
fra azienda e istituzioni locali –
dichiarano congiuntamente i sindacati,
rappresentati da Giovanni Timoteo ed
Emanuela Loretone (Cgil), Gianluca Di
Girolamo ed Emidio Angelini (Uil) e
Giampiero Daniele (Cisl) - . In ogni
caso eventuali soluzioni condivise devono ancora
maturare. Infatti, ad oggi, resta sul tavolo
solo un Piano di rioganizzazione dall’azienda
che cancella il polo produttivo di Roseto. Le
organizzazioni sindacali e i lavoratori in
riferimento all’attuale contesto valuteranno in
assemblea ogni iniziativa utile alla vertenza”. |