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Teramo, Martedì 30
Novembre 2010 - L’autosufficienza nella
gestione dei rifiuti. Questo “l’imperativo”
della Provincia che oggi ha riunito i Consorzi e
le società di gestione: “Dobbiamo chiudere la
fase della diffidenza e della mancanza di
solidarietà fra Consorzi e Comuni che ci ha
caratterizzato fino ad oggi e che ci ha portato
ad un passo dl finire come Napoli ed aprirne una
completamente nuova” ha affermato il
Presidente affiancato dall’assessore provinciale
all’ambiente Francesco Marconi; poi, ha
sottolineato: “Entro marzo tutte le
competenze sui rifiuti torneranno alla Provincia
(oggi sono ancora in capo all’ATO unico, l’AdaTe
ndr) e se non decidete voi sarò io a farlo”.
Le questioni sul tavolo:
trattamento e smaltimento dei rifiuti,
abbassamento dei costi del servizio,
realizzazione della discarica provinciale, la
chiusura dei “cancelli” a Cerratina: come dire,
l’emergenza e la prospettiva.
Alla riunione sono
intervenuti anche i consiglieri provinciali
Enrico Mazzarelli e Raimondo Micheli,
rispettivamente segretario generale della
Presidenza della Regione e presidente della
Team.
Concretamente, sono stati
individuati alcuni passaggi chiave.
Trattamento. Cirsu
e Team possono trattare i rifiuti di tutta la
provincia e i rifiuti trattati (codice 191212)
possono essere smaltiti fuori regione senza
alcuna autorizzazione superando questo momento
di emergenza che “obbliga” i Comuni teramani a
rivolgersi a Cerratina e Casoni, dove, fra
l’altro, da gennaio scatterà un nuovo aumento di
30 centesimi al quintale
Integrazione.
Piuttosto che essere concorrenziali i Consorzi
teramani devono diventare integrati in maniera
da rendere economicamente sostenibili le
attività di ognuno.
Discarica provinciale.
La discarica del Cirsu, cosiddetta Grasciano2,
potrebbe diventare la discarica consortile di
tutti i Comuni ma devono essere fornite garanzie
rispetto a Piano industriale e proprietà.
Durante la riunione c’è anche chi ha proposto
che la discarica diventi di proprietà di tutti e
47 i Comuni teramani.
Discarica provvisoria.
La discarica consortile del Piomba-Fino può
accogliere circa 90 mila metri cubi di rifiuti.
Potrebbe essere la soluzione intermedia – al
massimo due anni – mentre si realizza quella
provinciale. Per riaprire quella di Tortoreto,
soluzione intermedia ottimale, occorre un
investimento di circa 2 milioni di euro che oggi
non è coperto.
Cerratina. Enrico
Mazzarelli, segretario della Presidenza della
Regione, si è detto possibilista sul fatto che
i problemi che hanno determinato la decisione di
chiudere le porte di Cerratina ai rifiuti di
fuori provincia possano essere risolti in queste
ore anche se, ha specificato: “sono ragioni
comprensibilissime”.
“Le discariche
provinciali potrebbero essere anche due– ha
affermato Catarra – se mettiamo insieme le
volumetrie di Tortoreto, Atri e Notaresco
superiamo il milione. Non è questo il punto. E’
arrivato il momento che la politica faccia un
passo indietro e lasci spazio ai professionisti.
Presto, entro lunedì o martedì, i tecnici dei
Consorzi teramani torneranno a riunirsi per
tradurre in atti e azioni concrete quanto ci
siamo detti stamattina. Io farò i passaggi
istituzionali con i Sindaci ma le decisioni da
assumere non sono più rinviabili: come Provincia
siamo
determinati ad arrivare all’autosufficienza del
trattamento e dello smaltimento entro breve
tempo e nel giro di qualche settimana deve
essere pronto quello che potrebbe essere
definito come una sorta di “piano industriale”
condiviso da tutti i
Consorzi e quindi da tutti
i Comuni”. |