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Teramo, Venerdì 10
Settembre 2010 -
Presentata la Stagione di Prosa 2010/2011
dell'Associazione Primo Riccitelli. Il
programma:
Teramo,
Teatro Comunale
Direttore Artistico
UGO PAGLIAI
Martedì 19 ottobre ore
21 (Turno A)
Mercoledì 20 ottobre
ore 21 (Turno B)
Giovedì 21 ottobre ore
17 (Turno C)
Teatro Eliseo
LEO GULLOTTA
“LE ALLEGRE COMARI DI
WINDSOR”
di William Shakespeare
traduzione e adattamento
di Fabio Grossi e Simonetta Traversetti
con Alessandro Baldinotti,
Paolo Lorimer, Mirella Mazzeranghi, Fabio
Pasquini, Rita Abela, Fabrizio Amicucci,
Valentina Gristina, Cristina Capodicasa, Gerardo
Fiorenzano, Gennaro Iaccarino, Federico Mancini,
Giampiero Mannoni, Sante Paolacci, Sergio
Petrella, Vincenzo Versari
scene e costumi di Luigi
Perego
musiche di Germano
Mazzocchetti
coreografie di Monica
Codena
luci di Valerio Tiberi
assistente alla regia
Mimmo Verdesca
regia di Fabio Grossi
Fu per volontà della
regina Elisabetta I che il Bardo riesumò Sir
John Falstaff, fatto morire nella sua precedente
opera, l’Enrico V: nacque così LE ALLEGRE COMARI
di WINDSOR.
Ad accreditare questo
aneddoto fu infatti John Dennis, che nel 1702 lo
riferì per la prima volta affermando che la
commedia fu scritta su preciso ordine della
regina Elisabetta e su sue precise istruzioni e
che, capricciosamente ansiosa di vederla
rappresentata quanto prima, diede disposizioni
insindacabili affinché la sua scrittura fosse
terminata nel giro di soli quattordici giorni.
La smania della regina, come precisò pochi anni
dopo un altro attento cronista shakespeariano,
Nicholas Rowe, derivava da un suo divertito
“invaghimento” per la poderosa figura comica di
Falstaff così come appariva nelle due parti
dell’Enrico IV; invaghimento che le
istillò il desiderio (piuttosto balzano , a ben
guardare, visto che il grasso cavaliere era
stato fatto morire in sordina già all’inizio
dell’Enrico V) di vederlo, in un altro
dramma, innamorato. Sicché, per non venir meno
al dictat dell’imperiosa Elisabetta,
Shakespeare avrebbe, non già “resuscitato”
Falstaff, che è moderno espediente da
soap-opera, ma escogitato l’intreccio narrativo
delle Allegre comari collocandone la
vicenda in un tempo immediatamente precedente
alla morte del cavaliere, narrata da Mistress
Quickly nell’ Enrico V. Anche questa
Nostra edizione, benché passati parecchi secoli,
nasce sotto l’occhio vigile e severo della
GRANDE Regina: intrighi, scherzi e maramaldate,
sfileranno così secondo il divertito gusto
shakespeariano. Protagonista della vicenda è Sir
John, con le sue esuberanti smargiassate da
guascone, la sua pletorica figura, la sua
ridondante simpatia cialtrona, il suo amore per
la crapula e il bicchiere e la sua
irresistibile, endemica disonestà viziosa e
bonaria. Ma la tessitura della commedia stessa,
va oltre l’apparenza e, per andar al di là del
detto che “l’apparenza inganna”, proprio
d’inganni e scherzi, per lo più perfidi, questa
è avviluppata.
Vi si racconta di una
società, che vive sotto l’occhio della Corte,
dove il dileggio l’uno dell’altro dei componenti
della comunità, fa da quotidiano passatempo.
Quindi, amori e amanti , guasconi maldestri e
burocrati vacui, mariti gelosi e gelosi
mercanti, ci racconteranno la storia che, come
nelle migliori tradizioni teatrali, verrà in
alcuni parti rafforzata dalla partitura
musicale. Alla fine, l’amore giovanile uscirà
trionfante, la smania tardiva gabbata, in un
turbinio, ammantato da magiche visioni, che
concluderà riportando nelle proprie case gli
astanti, lasciando il Nostro Grasso e Grosso
protagonista a tirar le fila di una vita vissuta
ai margini, ma con l’onor d’una filosofica
consapevolezza. Rispettando appieno la struttura
voluta e pensata da Shakespeare, si lascerà
indubbia la correlazione ai Nostri tempi e alle
Nostre vicende sociali, allo spettatore,
sottolineando qua e là lo scherzo, acre e
cattivo, dominante una società che
pedissequamente ripete i suoi stilemi.
Mercoledì 24 novembre
ore 21 (Turno A)
Giovedì 25 novembre ore
17 (Turno C)
Giovedì 25 novembre ore
21 (Turno B)
A.T.D.C. – Fondazione
Sciascia – Teatro di Racalmuto
SEBASTIANO SOMMA
“IL GIORNO DELLA
CIVETTA”
di Leonardo Sciascia
adattamento teatrale di
Gaetano Aronica
con Gaetano Aronica,
Morgana Forcella, Roberto Negri, Alessio Caruso,
Maurizio Faraoni, Paolo Gattini, Federico
Vigorito
e con la partecipazione di
ORSO MARIA GUERRINI
regia di Fabrizio
Catalano
Un paese di poche migliaia
di abitanti, nell’entroterra siciliano. Un
freddo mattino d’inverno. La luce d’un pallido
sole riflessa sull’asfalto bagnato. Una piazza.
Un autobus – il motore già acceso – che
s’appresta a partire. Gli ultimi passeggeri
s’affrettano a salire, mentre gli altri
aspettano fiduciosi la partenza dell’autobus,
dietro i finestrini appannati. Un uomo, vestito
di scuro, s’avvicina, di corsa. Posa il piede
sinistro sul predellino dell’autobus, sta per
rivolgersi all’autista.
All’improvviso, un
bagliore, seguito da un rumore sordo: l’uomo
rimane quasi sospeso, per qualche istante, prima
di afflosciarsi sull’asfalto. Morto. “Il giorno
della civetta” racconta la storia dell’inchiesta
condotta, a partire da questo omicidio, da un
capitano dei carabinieri appena arrivato in
Sicilia, dalla lontana Parma, all’inizio degli
anni ’60. Il capitano Bellodi è un uomo onesto
ed intelligente, pronto ad affrontare qualunque
difficoltà, pur di far bene il proprio dovere.
Davanti a lui, c’è adesso un cammino lungo,
faticoso, irto di ostacoli. In fondo a questo
percorso, c’è la verità; ma la verità, spesso,
in Sicilia, ha troppe facce. La Sicilia di
questo spettacolo è poco convenzionale. L’azione
si svolge principalmente in una piccola caserma
dei carabinieri, in una cittadina
dell’entroterra. Umido, freddo, freddissimo,
durante l’inverno. Negli anni ’60, la sera, le
famiglie si riuniscono attorno al braciere, in
cerca d’un po’ di calore, prima d’andare a
letto, dove, avvolti in lenzuola e coperte
bagnaticce, uomini, donne, bambini, si
addormenteranno ascoltando l’ululato dei cani
randagi, per essere infine svegliati dallo
stridio delle ruote d’un carretto, sulle strade
lastricate di porfido. Un’isola silenziosa,
dura, che a Bellodi sembra incomprensibile, a
tratti ostile. È la Sicilia dei grandi spazi,
dove gli uomini e le menti si perdono. Paesaggi
immoti, rischiarati da una luce senz’aria,
incorniciati dentro una finestra priva d’infissi
od un muro scrostato. Atmosfere che fanno della
Sicilia un luogo metafisico, un avamposto in cui
l’Europa, l’Africa e l’Oriente s’incontrano, ma
il cui orizzonte è perennemente vuoto. Nella
riduzione teatrale de “Il giorno della civetta”
che intendiamo mettere in scena, l’azione si
svolge in una Sicilia trasfigurata, territorio
dell’anima prima ancora che elemento geografico.
“Il più grande peccato della Sicilia è stato ed
è sempre quello di non credere nelle idee. Ora,
siccome questa sfiducia nelle idee, anzi, questa
mancanza di idee, si proietta su tutto il mondo,
la Sicilia ne è diventata la metafora”. Ne “Il
giorno della civetta”, Salvatore Colasberna,
unico impresario onesto della provincia, viene
minacciato, ricattato ed infine ucciso, perché
non ha voluto piegarsi ai voleri della
mafia, perché s’è
rifiutato d’uniformarsi ai comportamenti dei
suoi rivali, perché costruiva le case con il
cemento piuttosto che con sabbia e sterco. Chi
comanda non può permettere che non si rispettino
le regole, anche se queste nascono dal sopruso e
dall’ingiustizia. Oggi, guardandoci intorno,
leggendo i giornali, viaggiando, possiamo, in
tutta sincerità, dire che soltanto in Sicilia i
soprusi e le ingiustizie vengono imposti con la
violenza? Ed in Italia, in Europa, nel mondo,
non vige forse la legge del più forte? Chi tocca
gli interessi dei potenti, che quasi mai
coincidono con quelli del comune cittadino,
muore. Chi ha il potere, ne abusa. In pochi
protestano, in pochi si oppongono. Per queste
ragioni, in questo spettacolo, dovremo curarci
di rifuggire ogni rassicurante stereotipo: è
comodo avere dei cattivi con un accento
pronunciato, con la voce roca ed un sigaro
cubano tra i denti, ma i mafiosi che ne “Il
giorno della civetta” violentano la giustizia
non potrebbero essere faccendieri,
rappresentanti del clero, industriali, ministri
e perfino presidenti dei
giorni nostri? Superfluo
precisare che Bellodi, alla fine, perderà la sua
battaglia. Dopo essere arrivato ad arrestare
tutti i veri colpevoli, su, fino al vertice
della piramide mafiosa, fino a don Mariano,
anello di congiunzione con il principale partito
di governo, il capitano sarà premiato con una
licenza ed una promozione, e trasferito; e così
anche il maresciallo, d’origine siciliana, che
lo aveva coraggiosamente seguito nell’inchiesta;
mentre i mafiosi verranno scagionati dalla
testimonianza di persone insospettabili, mentre
la responsabilità morale del delitto cadrà su
Rosa, moglie dell’uomo che aveva riconosciuto
l’assassino e poi misteriosamente scomparso,
colpevole soltanto d’essere bella, ma
ingiustamente accusata d’avere una relazione con
Colasberna. Anche Rosa andrà via, come Bellodi,
come il maresciallo. Chi sta dalla parte della
giustizia, deve ritirarsi. Ancora una volta. Ma
non sarà sempre così.
Mercoledì 1 dicembre
ore 21 (Turno A)
Giovedì 2 dicembre ore
17 (Turno C)
Giovedì 2 dicembre ore
21 (Turno B)
Nausicaa
MANUEL FRATTINI
“ALADIN” Il Musical
di
Stefano
D’Orazio
con Valentina
Spalletta, Simone Sibillano, Andrea Spina,
Silvia Di Stefano, Antonio Romano, Alex
Mastromarino, Maurizio Semeraro
e con la
partecipazione di ROBERTO CIUFOLI
Ensemble: Bianca
Balido, Samuele Cavallo, Alessio Conforti, Aldo
Esposito, Chiara Monteforte, Gianluca Roncari,
Chiara Scipione, Gioia Vicari e Claudia
Campolongo
musiche dei Pooh
scene di Aldo De Lorenzo
costumi di Sabrina Chiocco
direzione musicale Giovanni Maria Lori
regia e coreografie di
Fabrizio
Angelini
“...che le storie
degli antichi siano un esempio per i moderni
affinchè l'uomo rispetti le parole di coloro che
furono e impari considerando ciò che ad essi
toccò. Perciò sia fama a colui che conservò i
racconti degli antichi come esempio per i
posteri. Tali sono i racconti chiamati MILLE E
UNA NOTTE con tutto ciò che essi contengono di
fatti straordinari...” (Le mille e una notte -
prologo)
Sulle ali di
un vero tappeto volante lasciatevi trasportare
nella favola di “Aladin, il Musical”, nel mondo
di Stefano D’Orazio e dei Pooh. Lo “scugnizzo”
coraggioso e scapestrato Aladin è Manuel
Frattini che ritorna in questa nuova avventura
al fianco di Roberto Ciufoli nel ruolo del
magico e mirabolante Genio della Lampada.
Entreremo
nell’incanto delle notti arabe, percorreremo le
strade della fatata Baghdad e ci immergeremo nei
tesori della Caverna delle Meraviglie per poter
esprimere ogni giorno tre nuovi desideri che
faranno sì che l’amore trionfi e che le
avventure dei nostri eroi finiscano volando
verso nuove storie e nuovi incontri.
Una bella
favola per grandi e piccini all’insegna
dell’evasione e del divertimento intelligente
perché noi produciamo quella cultura
chiamata teatro, mettiamo un tetto sopra la realtà quotidiana, cercando
di creare quella magia propria dell’oscurità in
cui ogni spettatore possa, con il nostro aiuto,
costruire una nuova relazione con essa.
Mercoledì 15 dicembre
ore 21 (Turno A)
Giovedì 16 dicembre ore
21 (Turno B)
Venerdì 17 dicembre ore
17 (Turno C)
Elledieffe srl
Compagnia di Teatro di Luca De Filippo
LUCA DE FILIPPO
“LE BUGIE CON LE
GAMBE LUNGHE”
di Eduardo De Filippo
con Nicola Di Pinto, Anna
Fiorelli, Fulvia Carotenuto, Carolina Rosi,
Massimo De Matteo, Gioia Miale, Giuseppe
Rispoli, Antonio D’Avino, Chiara De Crescenzo,
Alessandra D’Ambrosio, Carmen Annibale, Boris De
Paola
scene di Gianmaurizio
Fercioni
costumi di Silvia Polidori
luci di Stefano Stacchini
regia di Luca De
Filippo
Nella seconda parte
dell’anno 2010, continuer. il nostro lavoro
sulla drammaturgia di Eduardo, in particolare su
quella del dopoguerra con la messa in scena de
''Le bugie con le gambe lunghe”, commedia
scritta nel dicembre 1946 - subito dopo il
debutto napoletano di ''Filumena Marturano” -
che venne rappresentata solo un anno dopo: lo
straordinario successo di Filumena infatti ne
fece rinviare continuamente il debutto. Come sar.
poi ''Le voci di dentro”, ''Le bugie con le
gambe lunghe” . una commedia sul tema della
verità e della menzogna, in cui la vena
amara che scorre in sottofondo alla
comicità a tratti quasi farsesca del primo
atto si accentua con il procedere dell’azione,
tanto da far scrivere a Gerardo Guerrieri come
Eduardo ”…scansa gli effetti e le
situazioni gi. fatte, accenna, colpisce di
striscio con una padronanza del mezzo
tecnico impressionante…”, conferendo al testo un
suo carattere insieme ''antico” e sperimentale.
La storia vive dei reciproci intrighi che
alcune coppie intrecciano intorno a Libero
Incoronato, un uomo modesto, onesto, insieme
dignitoso e fiero, la cui vita tranquilla viene
sconvolta dai vicini che tentano in ogni modo
di coinvolgerlo, suo malgrado, nelle loro
squallide storie. Prima ingenuamente
ostinato nello smascherare le clamorose
menzogne spacciate per verit., di cui .
testimone, Libero decide alla fine di
adeguarsi in modo provocatorio alla regola
generale, rilanciandola e amplificandola fino al
paradosso. Ed ecco il titolo della commedia, che
rovescia il proverbio popolare: le bugie con le
gambe corte sono quelle dei bambini, quelle
puerili, mentre quelle con le gambe lunghe sono
quelle ''che tutti noi dobbiamo aiutare a
camminare per non far cadere l’impalcatura della
società” (Eduardo nell’intervista a Sergio
Romano).
Un personaggio e una
commedia che anticipano modalità
drammaturgiche molto moderne, fortemente
presenti nell’Eduardo a venire.
Lunedì 31 gennaio ore
21 (Turno A)
Martedì 1 febbraio ore
21(Turno B)
Mercoledì 2 febbraio
ore 17 (Turno C)
Chi è di scena
VINCENZO SALEMME
“L’ASTICE AL VELENO
“
di Vincenzo Salemme
con Benedetta Valanzano,
Antonella Morea, Nicola Acunzo, Domenico Aria,
Antonio Guerriero, Giovanni Ribaud
scene di Alessandro Chiti
musiche originali di
Antonio Boccia
regia di Vincenzo Salemme
L’astice al veleno è una
commedia scritta nell’autunno appena trascorso.
E’ basata su un meccanismo comico farsesco ma ha
un linguaggio tipico della commedia brillante e
romantica. Protagonisti sono Barbara e Gustavo.
Lei è un’attricetta, amante, addolorata e
delusa, del regista dello spettacolo che sta
provando, il quale regista è a sua volta è un
inseparabile ammogliato.
Gustavo invece è un pony
express che porta in giro pacchi dono per il
natale imminente. La vicenda infatti nasce e
finisce nella giornata del 23 dicembre. Si
svolge nel teatro dove Barbara debutterà tra
pochi giorni ma in scena coi protagonisti ci
saranno 4 figure molto particolari: sono le
statue raffigurate nella scenografia, una
lavandaia del cinquecento, uno scugnizzo di
Gemito, un poeta rivoluzionario tratto dal Regno
delle Due Sicilie, un “munaciello”, figura
mitologica dell’iconografia popolare napoletana,
che si esprime come un primitivo. Barbara è una
bellissima donna ma molto suscettibile e
sognatrice e proprio per questa sua fragilità
psicologica, parla con queste figure inanimate
che però nella sua fantasia prendono vita. Solo
lei (e il pubblico in sala) le vede “vivere”.
Sono come gli amici immaginari dei bambini. E
invece quando in teatro arriva Gustavo col
costume di Babbo Natale per consegnarle il dono
di una ditta teatrale, anche per lui le statue
si muovono. E’ il segno che tra i due c’è molto
in comune.
Barbara però per mettere
fine alla sua relazione con il regista adultero
ha un piano diabolico: invitarlo a una cenetta a
lume di candela lì in teatro e avvelenarlo con
un vino al cianuro di potassio e poi togliersi
la vita allo stesso modo.
Quindi l’arrivo di Gustavo
complica le cose perché le statue gli
impediscono di uscire dal teatro in modo che la
sua presenza renda impossibile il piano omicida
di Barbara. Il tutto condito dalle incursioni di
un astice vivo da cucinare ma che nessuno ha il
coraggio di ammazzare. Infine il ritmo delle
battute sarà ammorbidito da una decina di pezzi
inediti cantati dai nostri personaggi. L’idea di
introdurre questi passaggi musicali in un
meccanismo narrativo di genere assolutamente
comico rappresenta uno degli elementi di
maggiore novità nella mia proposta per la
prossima stagione. Sarà uno spettacolo molto
natalizio ma non per questo meno adatto a
portare nei teatri una ventata di festosa
allegria anche negli altri periodi dell’anno.
Martedì 8 febbraio ore
21 (Turno A)
Mercoledì 9 febbraio
ore 17 (Turno C)
Mercoledì 9 febbraio
ore 21 (Turno B)
Murciano Iniziative in
associazione con Just pour Rire France
ARTURO BRACHETTI
“BRACHETTI, CIAK SI GIRA!”
regia di Serge Denoncourt
Dopo alcuni anni di
assenza come tuttosolista del suo spettacolo,
Brachetti ritorna nel ruolo di mattatore in un
One Man Show che racchiude il meglio del suo
repertorio, per creare uno show dal divertimento
mitragliante di sorprese, come già ne "l'Uomo
dai 1000 volti” e in “Change”, lo spettacolo che
è stato in cartellone a Londra per 3 mesi. La
nuova tournée "Ciak si gira!" in cartellone
dalla prossima stagione teatrale 10/11 parte
dall’Italia, si trasferisce in dicembre e
gennaio a Parigi al teatro Folies Bergere, dove
il pubblico francese lo sta aspettando con
grande impazienza e, tornerà nei teatri italiani
nei primi mesi del 2011 per proseguire poi
nuovamente in Europa. "Ciak si gira!": frase
magica che evoca il momento in cui l'artefice
del cinema crea il sogno, è il titolo con il
quale l'artefice Brachetti ci porta in un
sorprendente viaggio nell'universo cinema. In
una serie di numeri, momenti teatrali ed
evocativi, con una nuova ambientazione
scenografica, Arturo rivive il suo amore per la
settima arte e cerca di riportare la meraviglia
degli effetti speciali e delle magie del cinema
in uno spettacolo dal vivo dove vola, sparisce
si trasforma da solo in una sessantina di
personaggi. Lo spettacolo ha inizio con un
enorme televisore in cui Arturo interpreta, con
cambi fulminei di costume, i personaggi che
popolavano i film del pomeriggio TV, quelli che
tutti noi abbiamo visto e amato fin da piccoli:
Zorro, Mary Poppins, Maciste, Crudelia De Mon,
cowboys, corsari e avventurieri. Arturo,
ricordandosi di quando ancora adolescente al
museo del cinema fu catturato dalla sezione
Horror, improvvisamente crea, dal vivo, un
divertentissimo delirio di incontri, dove il
prete esorcista si trova faccia a faccia con
Nosferatu, servito dal becchino di turno. Il
mostro di Halloween, dopo aver fatto a pezzi la
bimba indemoniata, perde letteralmente la testa
per un fantasma birichino… Brachetti racconta e
fa rivivere con trasformazioni e cambi di
truccatura lampo, tutti i personaggi più famosi,
quelli che lo impressionarono molto fin dalle
sue primissime uscite al cinema: da Baby Jane ai
musicals… ma anche la storia di Lon Chaney che,
chiamato anche lui l'uomo dai 1000 volti, fu il
pioniere dei trucchi facciali di personaggi
diventati icone, come il fantasma dell'opera,
Quasimodo e Fu-Manchu. Nello spettacolo si
alternano anche momenti più intimi, in cui
Arturo crea le sue ombre cinesi, immaginandole
come il più antico cartone animato del mondo,
oppure si cimenta con il cappello del nonno con
il quale si trasformava, da piccolo in decine di
personaggi, ed offre al pubblico un numero di
fantasia dove "con nulla si fa tutto".
L'evocazione del mondo di Fellini chiude la
prima parte dello spettacolo, come massimo
connubio tra invenzione scenica e evocazione
onirica. Questo pezzo teatrale era già uno di
momenti più toccanti e visualmente inventivi in
precedenti show di Brachetti. La seconda parte
dello spettacolo è quasi interamente dedicata ai
grandi film hollywoodiani con una parata di
personaggi da fare invidia a una cineteca:
Charlie Chaplin, Gene Kelly, King Kong, Liza
Minneli, Gollum, Harry Potter, Carmen Miranda,
E.T., Darth Vader, e molti, molti altri, in uno
zapping cinematografico esilarante e
sorprendente che regala emozioni e sogni di cui
noi in fondo abbiamo sempre bisogno, ma che
facciamo fatica a rivivere nella vita reale.
Martedì 22 marzo ore 21
(Turno A)
Mercoledì 23 marzo ore
17 (Turno C)
Mercoledì 23 marzo ore
21 (Turno B)
Star
Dust International s.r.l.
ENNIO
FANTASTICHINI
ISABELLA FERRARI
”IL CATALOGO”
di Jean Claude Carrière
adattamento di Valerio Binasco
scene e luci di Massimo Bellando Randone
costumi di Sandra Cardini
musiche di Arturo Annecchino
regia di Valerio Binasco
Jean-Jacques, giovane avvocato in carriera, noto
Don Giovanni della Parigi bene, conduce una vita
da scapolo esemplare, perfettamente organizzata
tra ufficio, serate mondane e nottate con donne
sempre diverse. Ha però un difetto: non ha
memoria, ed è perciò costretto a catalogare in
un album tutte le sue conquiste. Un giorno
piomba a casa sua Suzanne, una giovane donna
alla ricerca di un certo Philippe Ferrand. La
donna è stanca e, senza troppi preamboli, decide
di istallarsi a casa di Jean-Jacques
sconvolgendo così l’ordine maniacale del suo
monolocale e della sua vita…
Si tratta di un tragicomico incontro-scontro di
universi paralleli e apparentemente estranei.
L’incomunicabilità, e dunque la solitudine, sono
le due dimensioni in cui vivono i personaggi
Martedì 29 marzo ore 21
(Turno A)
Mercoledì 30 marzo ore
21 (Turno B)
Giovedì 31 marzo ore 17
(Turno C)
Compagnia Glauco Mauri
- Roberto Sturno
GLAUCO MAURI
ROBERTO STURNO
"L’INGANNO"
di Anthony Shaffer
traduzione e adattamento
di Glauco Mauri
scene di Giuliano Spinelli
costumi di Simona Morresi
musiche di Germano
Mazzocchetti
Regia di Glauco Mauri
Nel 1972
Anthony Shaffer
(fratello gemello di Peter Shaffer, autore dei
fortunati Equus e Amadeus)
ricevette il prestigioso “Premio Award” per la
migliore commedia dell’anno Sleuth, che cominciò
così la sua fortunatissima carriera teatrale.
Sleuth
thriller-psicologico,
lo definì subito la critica, che
nell’elaborazione di Glauco Mauri prende il
titolo di L’inganno, ebbe un tale successo che
fu, per ben due volte, adattato per il cinema.
Nel 1972 con la regia di Joseph L. Mankiewicz
con Laurence Olivier e Michael Caine, e nel 2007
con la regia di Kenneth Branagh, con Michael
Caine e Jude Law e la sceneggiatura di Harold
Pinter
La prima
teatrale della commedia fu a Londra, al
Ambassadors Theatre con Anthony Quayle e Keith
Baxter diretti da Clifford Williams,
successivamente la pièce debuttò al Music Box
Theatre di Broadway. Nella città di New York
rimase in scena per ben 4 anni mentre a Londra
le repliche si protrassero per 8 anni. Citiamo
anche il fortunato adattamento francese dal
titolo Le Limier che vide tra i suoi interpreti
principali Jacques Weber e Philippe Torreton, e
rimase in cartellone a Parigi per più di una
stagione. Tuttora lo spettacolo viene replicato
nei maggiori teatri di tutto il mondo. Qual è il
motivo di tanto successo e tanto gradimento del
pubblico? Anthony Shaffer certamente propone in
questo suo testo tutte le sue abilità di
sceneggiatore di gialli. Di rilievo sono le sue
collaborazioni con Alfred Hitchcock e numerosi
sono gli adattamenti per lo schermo di alcuni
dei più famosi romanzi di Agatha Christie. Ma
c’è qualcosa di molto di più nel fascino di
questa commedia: ironia, dramma, gioco, comicità
e sorprendenti colpi di scena danno a questo
testo il dono di creare un’ atmosfera di grande
divertita tensione. Due uomini giocano a
ingannarsi, a ferirsi nei loro più intimi
sentimenti in un gioco che spesso sfocia in una
farsa feroce. Ma, come accade spesso nella vita,
la farsa che umilia le debolezze dell’uomo si
tramuta in un dramma dove l’uomo rimane vittima
di se stesso. E non a caso il gioco termina con
lo sghignazzo di un pupazzo meccanico che inerte
ha assistito alla scena e che ci dice, lui senza
anima, quanto pazzi siano gli uomini che giocano
a ingannarsi e a farsi del male. Si ride, ci si
diverte ma ci si ricorda anche che l’uomo rimane
sempre il protagonista, nel bene e nel male, del
suo destino.
Martedì 5 aprile ore 21 (Turno A)
Mercoledì 6 aprile ore 17 (Turno C)
Mercoledì 6 aprile ore
21 (Turno B)
Napoliteatro s.r.l.
Claudio e Tullio
Mattone
“C’ERA UNA VOLTA…
SCUGNIZZI”
musiche e testi di
Claudio Mattone
prosa di Claudio
Mattone ed Enrico Vaime
scene di Bruno
Garofalo
movimenti
coreografici di Gino Landi
costumi di Silvia
Polidori
regia di Claudio
Mattone e Gino Landi
E’ la storia di due
giovanissimi ospiti dell’istituto di correzione
di Nisida, Saverio De Lucia e Raffaele Capasso
detto “‘o russo”, che si incontrano dopo
vent'anni. Il primo fa il prete "di strada" e si
dedica al volontariato ed in particolare al
recupero dei ragazzi del quartiere, l´altro è un
camorrista e quei ragazzi li usa come corrieri
per i suoi loschi traffici. Tra i due nasce uno
scontro che si acuisce sempre di più, fino al
punto che “‘o russo”, accecato dall’ira e
incapace di affermare se stesso se non
attraverso la violenza, arriverà ad uccidere
Saverio. Ma il suo gesto, che all’inizio sembra
una vittoria, segnerà in realtà la sua
sconfitta. L’uccisione di Saverio darà a tutto
il gruppo dei ragazzi la forza di ribellarsi
alla camorra e di lanciare contro di essa un
grido di protesta, disperato e liberatorio, che
diventa il grido di tutta la città. E' una
storia semplice e popolare che si sviluppa tra
riferimenti alla realtà e pura fantasia,
ambientata a Napoli, ma riconducibile ad una
realtà vicina a tutti i ragazzi del mondo.
Premio ETI Olimpici del
Teatro come miglior musical dell’anno.
2 David di Donatello
alle musiche.
Nastro d'Argento alle
musiche.
Globo d'Oro alle
musiche.
Ciak d'Oro alle
musiche.
Orario spettacoli
Turno A (serale): ore 21
Turno B (serale): ore 21
Turno C (pomeridiano): ore 17
Abbonamento
spettacoli (9 rappresentazioni – Turni A, B e
C)
PLATEA A
intero 190,00 euro – ridotto 160,00 euro*
PLATEA B
intero 150,00 euro – ridotto 130,00 euro
GALLERIA A intero
110,00 euro – ridotto 95,00 euro
GALLERIA B
intero 85,00 euro – ridotto 70,00 euro
* Il settore di
Platea A non è soggetto ad abbonamento ridotto
per gli spettacoli serali.
Abbonamento ridotto
per donatori di sangue, iscritti al Circolo
Amici della Musica e del Teatro “Primo
Riccitelli”, over 65, insegnanti, enti e
associazioni convenzionate, studenti
universitari fino a 26 anni.
Abbonamenti
convenzionati agli spettacoli pomeridiani per
gli studenti delle scuole primarie e secondarie.
Ingresso gratuito
per portatori di handicap e biglietto ridotto
per le categorie di diritto e per gli
accompagnatori dei portatori di handicap, previa
prenotazione del posto a ogni spettacolo.
Vendita abbonamenti:
Società della Musica e del Teatro “Primo
Riccitelli”dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15,30
alle 18,30 - tutti i giorni esclusi il sabato e
i festivi, dal 27 settembre al 18 ottobre 2010
– vendita online su:
www.primoriccitelli.it.
Per non creare
disturbo agli artisti e al pubblico già
presente, è richiesto il rispetto dell’orario di
inizio dello spettacolo. Il personale addetto
disciplinerà l’ingresso degli eventuali
ritardatari che solo durante l’intervallo
potranno raggiungere il proprio posto.
Cause di forza
maggiore potranno determinare modifiche al
programma degli spettacoli. Eventuali variazioni
saranno comunicate in tempo utile.
A conclusione di
Stagione, dal 9 maggio al 30 giugno 2011, si
potrà esercitare il diritto di prelazione sul
posto occupato per la Stagione di Prosa
2011/2012.
Per informazioni:
- Ente Morale
Società della Musica e del Teatro “Primo
Riccitelli” – Via Nazario Sauro, 27 – 64100
Teramo - tel. 0861/243777 – fax 0861/254265
www.primoriccitelli.it –
info@primoriccitelli.it
- Teatro Comunale –
Via Rozzi, 3 – 64100 Teramo - tel. 0861/246773 –
fax 0861/241520 |