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Pineto, Giovedì 13
Maggio 2010 - E’ stato sorpreso dalla
motovedetta dell’Ufficio Circondariale Marittimo
di Giulianova mentre pescava nel bel mezzo della
neo-istituita Area Marina Protetta “Torre del
Cerrano”. Per tale motivo, il comandante di una
unità dedita alla pesca delle vongole con
sistema turbo-soffiante è stato deferito
all’Autorità Giudiziaria per la violazione della
normativa che disciplina le attività consentite
nella predetta area. I militari della Guardia
Costiera hanno inoltre provveduto al sequestro
dell’attrezzatura utilizzata nell’attività di
pesca e circa 50 kg. di vongole, pescate in zona
vietata. L’Area Marina Protetta “Torre del
Cerrano” è stata istituita con Decreto del
Ministero dell’Ambiente del 21 ottobre 2009
(pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie
Generale n. 80 del 07.04.2010). Con Decreto 28
luglio 2009 n. 218 (pubblicato sulla medesima
G.U.), è stato adottato e reso esecutivo il
Regolamento di disciplina delle attività
consentite nelle diverse zone della predetta
Area Marina Protetta. L’Area Marina Protetta del
Cerrano si estende tra i comuni di Pineto e
Silvi. La sua superficie è di circa 37 km² e
ricomprende una ristretta “zona B”, un quadrato
di circa 1 km di lato di fronte a Torre Cerrano,
una “zona C” di 14 km², che si sviluppa per
l’intera estensione del fronte mare fino a circa
2 km dalla costa e un’ampia “zona D” di forma
trapezoidale, di circa 22 km² che si estende
fino al limite delle 3 miglia. Ad ogni zona
corrisponde un differente grado di tutela e, più
rigido e stringente per la “zona B” e sempre più
proteso ad un utilizzo maggiore nelle “zone C e
D”. La gestione provvisoria dell’Area Marina
Protetta è stata affidata al Consorzio “Co.Ges.
A.M.P. Torre Cerrano”, costituito tra la Regione
Abruzzo, la Provincia di Teramo ed i Comuni di
Pineto e Silvi. Le Capitanerie di porto, ai
sensi della legge 394/91, esercitano la
sorveglianza sulle aree marine protette,
svolgendo controlli ad ampio spettro
sull’attività di pesca, sulla navigazione da
diporto, curano il monitoraggio antinquinamento
e la tutela sull’ecosistema marino nonchè la
vigilanza archeologica sui beni sommersi, non
mancando di assicurare la prioritaria attività
istituzionale di salvaguardia della vita umana
in mare. |