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} Mercante (IdV): Costa Blu o Nera?

Teramo, Giovedì 1 Luglio 2010 - E’ sotto gli occhi di tutti il disastro provocato dalla piattaforma petrolifera della British Petroleum in Lousiana nel golfo del Messico, che sta producendo e produrrà per i prossimi decenni  danni irreversibili all’ecosistema ambientale ed economico. Questo ancorché prima dell’evento la compagnia dichiarasse l’assoluta sicurezza e avanguardia Riccardo Mercante, Consigliere della Provincia di Teramo: Il rappresentante dell'Idv rivendica il merito delle opposizioni se l'acqua in Provincia resta pubblica tecnologica degli impianti estrattivi. A confronto  il mare Adriatico può essere considerato poco più di uno stagno rispetto all’oceano ATLANTICO, luogo dell’incidente, essendo chiuso e di profondità bassa, e le conseguenze di un’eventuale catastrofe simile a quella del golfo del Messico non sarebbero neanche lontanamente immaginabili. Visto che il 51 % del territorio Abruzzese è interessato da richieste da parte delle multinazionali petrolifere di prospezione, ricerca, trivellazione e stoccaggio di idrocarburi (come la Petroceltic Elsa, Vega Oil, Cygam Gas, solo per citarne alcune) e che questa percentuale si eleva al 67% per quanto riguarda il territorio della provincia di Teramo, pare evidente che le stesse abbiano scelto l’Abruzzo come terra del bengodi per i loro profitti favorite dall’immobilismo e dal permissivismo delle istituzioni locali.

Senza considerare che le bassissime royalties per le attività estrattive pari solo al 4% contro una media che va dal 30 al 90%, da un lato ci svelano quale sia il reale valore che le istituzioni pubbliche abruzzesi intendono attribuire al nostro territorio; dall’altro, rappresentano un insopportabile ed offensivo schiaffo, soprattutto se si considerano gli incalcolabili danni che le medesime attività determineranno. Per segnalarne alcuni: inquinamento atmosferico per mezzo dei gas provenienti dalle estrazioni, danneggiamento del marchio Costa Blu e del marchio Abruzzo regione dei parchi, interazioni con la pesca e tutto il suo indotto, aumento del traffico navale e del rischio collisioni petroliere, compromissione del paesaggio e dell’intero sistema turistico. Senza sottovalutare il fenomeno della subsidenza, ovvero il progressivo abbassamento verticale Siamo convinti che la pesca, la vinicoltura, le attività enogastronomiche, l’arte, l’artigianato, siano un patrimonio da proteggere e da valorizzare.

Alla luce di quanto detto, considerandone l’importanza abbiamo presentato un ordine del giorno per invitare l’attuale giunta a prese di posizione nette e senza ambiguità sul tema. Dato che dovrebbe essere interesse primario dell’ente Provincia salvaguardare il suo territorio in senso lato, e preservarlo da attività economiche, come quelle legate all’estrazione di idrocarburi, che ne determinerebbero una irrimediabile alterazione delle connotazioni paesaggistiche-turistiche-economiche, ed una loro irreversibile deturpazione.

Riccardo Mercante

Consigliere della Provincia di Teramo

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