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} Di Michele (Provincia): "Sulla caccia, dialogo non polemiche pretestuose"

Teramo, Lunedì 18 gennaio - In merito alle affermazioni, diffuse a mezzo stampa, dal presidente della Federcaccia, Ermanno Morelli e dal coordinamento provinciale delle Associazioni venatorie nella persona del suo rappresentante, Gianluca Zarroli, l’assessore alle attività venatorie, Giuseppe Di Michele, replica quanto segue con preghiera di pubblicazione.

"Le associazioni venatorie che parlano di “atteggiamento antidemocratico” e in primis Federcaccia sono le stesse che spesso disertano gli incontri e che nell’ultima seduta della Consulta, hanno abbandonato la riunione con un pretesto mettendo a rischio la buona riuscita di una gara di segugi organizzata dall’Enci.

I rilievi mossi e i toni utilizzati appaiono del tutto pretestuosi e fuor di luogo considerato il buon livello di dialogo che questo assessorato coltiva a mantenere vivo con tutto il mondo venatorio.

Nel merito delle questioni poste, la nomina del sesto componente della commissione d’esame di caccia è stata espressamente richiesta dalla Regione e non è una prerogativa della Provincia come erroneamente scritto da Morelli; quanto al mancato rinnovo agli ATC della convenzione per i recinti di ambientamento, la nostra scelta si è basata esclusivamente su valutazioni di carattere amministrative ed economico nell’ottica di una sano rapporto costo/beneficio.

Per la gestione di 9 recinti di ambientamento e l’acquisto della selvaggina, in cinque anni, abbiamo versato agli ATC  la somma di circa 350.000 euro oltre ai fondi stanziati dalla Regione. Ebbene da una accurata analisi,  cui hanno concorso gli stessi cacciatori attraverso i censimenti della selvaggina, è emerso che i risultati ottenuti sono piuttosto modesti a fronte di una spesa che è di gran lunga superiore a quella investita direttamente dalla Provincia per lo stesso servizio.

La somma fino ad oggi trasferita agli ATC verrà quindi per le “zone di ripopolamento e cattura”  e la mia proposta sarà di aumentare queste aree fino a crearne una in ogni Comune -  fatti salvi i territori del Parco – e di farle adottare dagli stessi cacciatori residenti con due obiettivi: migliorare 

l’irradiazione della fauna sul territorio libero e far compartecipare i cacciatori all’attività di gestione insieme con la Provincia.

Vorrei sottolineare, infine,  che in questi mesi, ho dedicato buona parte del mio tempo di amministratore provinciale a dialogare direttamente con il mondo venatorio e che ho spesso rilevato delle contraddizioni fra le istanze dei caccioatori e le richieste di alcune delle Associazioni che li rappresentano.

La volontà di ascolto e dialogo, che si sintetizza nelle periodiche riunioni della Consulta dove sono rappresentate tutte le associazioni di riferimento, è  assolutamente testimoniata anche nelle iniziative già intraprese e in quelle che metteremo in campo in futuro.

Il dialogo, però, non può sostituire le naturali prerogative dell’ente e la responsabilità, politica e amministrativa, di chi è chiamato a decidere soprattutto se, come in questo caso, lo fa in maniera decisa e trasparente nell’interesse di tutti i cacciatori e per garantire il miglior utilizzo possibile delle risorse pubbliche”.

 

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