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Teramo, Lunedì 1
Febbraio 2010 - Gravissimo,
incomprensibile e scorretto: un comportamento
che equivale ad una unilaterale rottura del
tavolo delle trattative. Le dichiarazioni a
mezzo stampa dei rappresentanti sindacali della
Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil in merito
alla costituzione di una società in house da
parte della Provincia, hanno suscitato la
reazione “indignata” del Presidente Catarra.
“Non è ammissibile che
dopo un incontro concluso anche con un loro
esplicito assenso all’ipotesi di costituzione di
una società strumentale con l’accordo di
rinviare ad un successivo appuntamento gli
approfondimenti sulle tipologie di servizi da
affidare, le organizzazioni sindacali rilascino
alla stampa dichiarazioni fondate su una
profonda distorsione dei fatti e della normativa
vigente” afferma Catarra che aggiunge: “è
inaccettabile che i sindacati facciano scaturire
da una iniziativa che nasce dall’obiettivo
prioritario della valorizzazione del ruolo
“pubblico” dei servizi, fantasiose ipotesi di
“privatizzazione”, condite anche da misteriose
insinuazioni sui settori che sarebbero
esternalizzati”.
Al centro della riunione
con i sindacati, che si è svolta venerdì scorso,
vi erano le problematiche connesse al personale
a tempo determinato (Por e Cococo) impegnato in
diversi settori dell’ente; personale “ereditato”
dalle precedenti amministrazioni e sulla cui
possibilità di assunzione a tempo indeterminato
esistono precise limitazioni legislative e di
bilancio. “La promessa di stabilizzazione
fatta dalla Giunta D’Agostino era totalmente
illusoria come tutti,
sindacati compresi, ben
sanno”.
“Vorrei sottolineare
che mentre noi ci interessiamo innanzitutto dei
servizi ai cittadini e della sorte dei precari –
continua il Presidente – i sindacati
hanno esplicitamente sostenuto la irrealizzabile
stabilizzazione di una parte di questi ultimi,
lasciando in secondo piano soprattutto i Cococo”.
Nell’ambito di un Piano di
razionalizzazione e riduzione delle numerose e
“in alcuni casi insostenibili” partecipazioni
societarie attivate dalle precedenti
amministrazioni, la Giunta sta valutando la
possibilità di costituire una società
strumentale, cosiddetta in house, che la
normativa equipara “ad un servizio stesso
dell’ente”.
“Il suo obiettivo
primario sarebbe quello di migliorare i servizi
attraverso un utilizzo ottimale delle risorse
europee, nazionali e regionali e
rappresenterebbe l’unica strada possibile
per continuare a garantire gli attuali livelli
occupazionali. In assenza di un dialogo o di un
confronto basato sulla correttezza e sul
rispetto reciproco, e a questo proposito mi
aspetto un chiarimento da parte dei dirigenti
provinciali del sindacato, riteniamo inutile ed
improduttivo continuare ad offrire la nostra
aperta disponibilità”, conclude il
Presidente. |