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Teramo, Lunedì 17 maggio 2010 -
Domani, Martedì 18 maggio, dalle 9.30 alle
11.30, la sala Audiovisivi della Biblioteca
provinciale Melchiorre Delfico ospiterà la
riunione tra i soggetti partner del Progetto
Iris – Daphne finanziato dalla Commissione
Europea.
La
Provincia di Teramo, in qualità di partner
associato, si incontrerà con la Provincia e il
comune di Pescara, la Direzione AUSL di Pescara,
la Direzione Generale ASL di Teramo, l’Association
femmes Immigreès (ADI), IRIS Onlus Associazione
Interculturale a tutela della donna e del
minore.
Il progetto, della durata di 24 mesi
(2010\2011), approfondisce il tema della
violenza sulle donne e in particolare degli
abusi riconducibili ad alcune pratiche
tradizionali nocive come i matrimoni imposti, la
“fuitina”, le mutilazioni genitali e le molestie
sessuali. Alcune di questa pratiche riguardano
specificatamente le donne immigrate.
Altro scopo del progetto è di comprendere quali
soluzioni vengono offerte alle vittime e
sperimentare nuove forme di intervento come gli
“sportelli itineranti”.
Il progetto Iris – Daphne si sviluppa sul
territorio dell’Abruzzo e della Sicilia e su
quello spagnolo della Catalogna con la finalità
di potenziare gli ambulatori sanitari, primo
luogo di contatto con le vittime, coinvolgendo
le aziende ospedaliere e fornendo alle autorità
pubbliche informazioni per programmare, quindi,
eventuali Piani sanitari e regionali.
Iris- Daphne si rivolge agli operatori medici e
paramedici, a reti istituzionali antiviolenza e,
agli operatori ONG, alle donne vittime di
violenza prese in carico dai centri
antiviolenza, dai servizi sociali e dalle Forze
dell’Ordine.
SCHEDA SINTETICA
PREMESSA:
Il progetto,
della durata di 24 mesi (2010/2011),
intende approfondire, attraverso un’indagine, il
tema della violenza e abuso alle donne e giovani
donne, legate a pratiche tradizionali nocive,
quali: i matrimoni forzati, i rapporti sessuali
forzati, la “fuitina” (pratica tradizionale
della Sicilia), le mutilazioni genitali e le
molestie sessuali con particolare attenzione
alle donne immigrate (pratica rilevata nella
regione Abruzzo). Si desidera, inoltre,
comprendere quali soluzioni vengono offerte alle
vittime e sperimentare nuove forme d’intervento
(sportelli itineranti).
PARTNER
COBENEFICIARI:
Associazione
Ananke di Pescara
PARTENER
ASSOCIATI:
·
Provincia di Pescara
·
Comune di Pescara
·
Direzione Generale
AUSL Pescara:
Struttura di medicina e chirurgia
d’Accettazione e Urgenza e Coordinamento
Attività Consultoriali
·
Provincia di Teramo: Centro Antiviolenza Donne
“La Fenice” e Centro immigrati
·
Direzione Generale ASL Teramo
·
Association femmes Immigreés (ADI)
·
IRIS Onlus Associazione Interculturale a tutela
della donna e del minore
BENEFICIARI:
Operatori ed
operatrici, medici e personale paramedico -
Testimoni privilegiati dei sistemi d’intervento
locale - Reti istituzionali antiviolenza -
Operatori di ONG - Donne e giovani donne (anche
adolescenti) vittime di violenza prese in carico
dai centri antiviolenza, dai servizi socio
sanitari e dalle forze dell’ordine.
TERRITORI
D’ATTUAZIONE:
Il progetto ha
valenza sul territorio di due Regioni italiane
(Sicilia e Abruzzo) ed una Regione spagnola (la
Catalogna).
FINALITA’ DEL
PROGETTO:
1.
Dare impulso alla presa in carico
socio-sanitaria di donne vittime di violenza
legate a pratiche tradizionali nocive.
2.
Potenziare gli ambulatori sanitari, quali
luoghi di primo contatto con le vittime, al
fine di rilevare queste forme di violenza
(danni fisici e psichici, gravidanze precoci,
ecc.), e di effettuare interventi più adeguati
di presa in carico sociale.
3.
Sperimentare servizi integrati
nell’ambito socio-sanitario all’interno delle
Aziende Ospedaliere coinvolte e testare azioni
specifiche nei centri anti-violenza dei
territori coinvolti.
4.
Fornire alle autorità pubbliche
informazioni acquisite sulla base dei dati
emersi con il progetto, al fine di sostenere
un’adeguata programmazione dei Piani sanitari e
sociali regionali.
ATTIVITA’ DEL
PROGETTO:
1.
Realizzare scambi transnazionali.
2.
Costituire Coordinamenti Locali a Pescara
e Teramo.
3.
Realizzare ricerche a livello locale, i
cui risultati, comparati con gli obiettivi della
REC 2002 del Consiglio d’Europa in tema di
violenza di genere e con la normativa
internazionale e comunitaria in materia di
diritti umani, porteranno alla elaborazione e
produzione di un rapporto di ricerca.
4.
Diffondere i risultati del primo anno di
attività attraverso l’organizzazione di un
seminario (Fine 2010).
5.
Realizzare azioni formative rivolte ai
soggetti istituzionali e privati delle reti
antiviolenza locali.
6.
Attivare e sperimentare «sportelli di primo
contatto» a Pescara e Teramo.
7.
Accogliere e strutturare percorsi con le donne,
presso i centri antiviolenza, per la definizione
di progetti di uscita dalla violenza.
8.
Divulgare
i risultati del secondo anno di attività
attraverso l’organizzazione di un seminario
(Fine 2011). |