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Teramo, Martedì 22
Giugno 2010 -
Sono ben 185 le domande presentate da piccole e
medie imprese
della zona montana e pedemontana, che hanno
colto come un’occasione preziosa gli aiuti
messi in campo dalla Provincia di
Teramo con il Pit per il cofinanziamento
di progetti d’innovazione tecnologica. Una
risposta che è il chiaro segno
dell’apprezzamento degli imprenditori
all’iniziativa promossa con il primo bando del
Progetto Integrato Territoriale - Ambito Teramo,
che punta al sostegno di programmi
d’investimento mirati all’innovazione
tecnologica, di processo e di riorganizzazione
dei servizi, Asse I, Attività 2.1.
La crisi rende difficile la stessa sopravvivenza
delle imprese, soprattutto in aree meno
competitive, come appunto quelle che rientrano
nel raggio d’azione del Pit. L’opportunità del
sostegno finanziario nella congiuntura di segno
negativo, rappresenta quindi una spinta di
vitale importanza, una risposta concreta al
problema, e, per questo, gli imprenditori locali
hanno a loro volta risposto numerosi con la
presentazione delle istanze di cofinanziamento.
La loro adesione è ancora più positiva se si
considera che per il Pit sono disponibili
2.858.710,97 euro, cioè una somma non
elevatissima.
I fondi possono essere utilizzati, come detto,
da piccole e medie imprese (anche in forma
cooperativa), alle quali sono destinati
2.286.968,78 euro, e dalle società consortili
(571.742,19 euro), che si trovano nel
territorio di 28 comuni teramani montani e
parzialmente montani indicati dalla zonizzazione
europea. I finanziamenti a fondo perduto, che
rappresentano il 50% dell’investimento totale
del singolo progetto, sono elargiti per una
somma massima di 50.000 euro.
Ecco, in sintesi, gli interventi che vengono
finanziati.
Progetti d’innovazione che consistono
nell’ammodernamento degli impianti esistenti,
oppure per il miglioramento della qualità e
l’incremento della quantità di prodotti e
servizi; l’ottimizzazione dei processi e del
sistema organizzativo, lo sviluppo del
marketing per una promozione e valorizzazione
globale di risorse industriali, artigianali e
del territorio.
“La risposta degli imprenditori è stata
davvero notevole e partecipata, un buon
risultato - afferma soddisfatto
l’assessore alle Attività produttive,
Ezio Vannucci -, perché gli operatori
sono venuti numerosi agli incontri informativi
che abbiamo organizzato nei comuni interessati
dal Pit, e sono stati poi in tanti a presentare
le domande, nonostante la somma dei
finanziamenti non sia molto alta. Voglio
evidenziare che il numero di domande pervenute,
è ancora più significativo se si considera che
nelle aree montane il rapporto fra numero
d’imprese e territorio è molto più basso
rispetto a quello della zona costiera. Infine,
mi preme sottolineare che per tale iniziativa,
l’istruttoria è avvenuta in modo differente,
cioè è stata svolta completamente dal personale
della Provincia, che è stato a disposizione
degli interessati per fornire informazioni con
un rapporto diretto fra l’ente ed i cittadini,
puntando così ad istaurare un nuovo corso della
Provincia sempre più vicina alla gente”.
Questi i Comuni montani e parzialmente montani
indicati dal Pit: Arsita, Basciano, Bisenti,
Castel Castagna, Castellato, Castelli,
Castiglione Messer Raimondo, Castilenti, Cellino
Attanasio, Cermignano, Colledara, Cortino,
Crognaleto, Fano Adriano, Isola del Gran Sasso
d’Italia, Montefino, Montorio al Vomano, Penna
Sant’Andrea, Pietra Camela, Rocca Santa Maria,
Torricella Sicura, Tossicia, Valle Castellana
(centri totalmente montani); Atri, Campli,
Canzano, Civitella del Tronto, Notaresco
(parzialmente montani). |