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Provincia: Mediazione in carcere, Teramo tra le migliori
Il “Laboratorio” attivato nella casa circondariale di Castrogno e i progetti della Provincia figurano tra le buone prassi a livello nazionale

Teramo, Lunedì 22 Marzo 2010 -  Il ruolo svolto dai mediatori è fondamentale per gestire l’integrazione degli stranieri nel tessuto sociale, dunque il riconoscimento della loro professionalità va sostenuto a vari livelli a cominciare da quello giuridico. È un impegno corale quello emerso, nel corso dei vari interventi, dai relatori del  convegno sulla mediazione interculturale, svoltosi questa mattina nell’auditorium “Alessandrini” dell’Itis per iniziativa di Provincia e Casa circondariale di Teramo.

Al convegno ha partecipato anche il direttore generale dell'Ufficio del Personale e della Formazione dell'Amministrazione penitenziaria, Massimo De Pascalis, il quale ha ricordato come sia “necessaria una sensibilità diversa rispetto al problema della presenza degli stranieri nei nostri istituti, visto che nel corso degli anni sono cambiate le esigenze”. “Il ruolo dei mediatori è molto importante, ma su questo tema deve migliorare anche la consapevolezza sociale” ha aggiunto.

L’Abruzzo e la provincia di Teramo, rispetto al quadro nazionale in cui la presenza degli stranieri nelle carceri si attesta intorno al 40% (alta soprattutto nelle regioni del nord), fanno registrare dati al di sotto della media (30% nel territorio teramano e 24% circa nell’area abruzzese e molisana) ma comunque da tenere sotto controllo.

Maria Celeste D’Orazio, dirigente della casa circondariale di Teramo, e Fiammetta Trisi, dirigente dell’area detenuti e trattamento del provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, hanno posto l’accento proprio sul ruolo svolto da chi negli istituti di pena svolge attività di mediazione, ricordando come l’esperienza teramana sia stata segnalata come buona prassi a livello nazionale. Il “Laboratorio di mediazione interculturale” attivato a Castrogno è stato infatti premiato di recente al concorso Buone Prassi dell’Amministrazione Penitenziaria, così come i progetti della Provincia di Teramo figurano come esperienze eccellenti in ambito regionale e nazionale.

Nel Teramano, come noto, lavorano una trentina di mediatori - tra Centri per l’impiego, Questura, scuole e carcere -, di cui la maggior parte con incarichi di lavoro saltuari. Il riconoscimento formale del loro ruolo, uno dei problemi in discussione, potrebbe aiutare a risolvere questo problema.

“Occorre puntare molto su qualifica specifica e professionalità dei mediatoriha detto l’assessore al Lavoro e alla Formazione, Eva Guardiani che, come accade nei Centri per l’impiego, erogano servizi in favore di un’utenza la cui percentuale è in costante aumento. Proprio per questo motivo occorre che a livello giuridico il loro ruolo venga pienamente riconosciuto”.

“La sensibilità della Provincia su questi temiha affermato il vice presidente e assessore alle Politiche sociali, Renato Rasicciè dimostrata dai diversi progetti  che stiamo portando avanti nelle scuole, in carcere e in Questura. Crediamo molto in questi progetti, ci stiamo dando molto da fare e auspichiamo che possano essere implementati anche con il sostegno della Regione”.

Al convegno sono intervenuti, tra gli altri, anche l’assessore comunale alle Politiche sociali, Giorgio D’Ignazio, il responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale, Lantino Romani, il manager della Asl, Mario Molinari, e Nazzareno Guarnieri, presidente della Federazione Romanì.

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Teramo, Sabato 20 Marzo 2010 -  Ruolo, riconoscimento e potenzialità della figura dei mediatori sono al centro di un convegno, dal titolo “La mediazione interculturale in Abruzzo: quale riconoscimento?”, promosso da Provincia e Casa circondariale di Teramo e patrocinato dalla Regione Abruzzo, che si terrà lunedì 22 marzo, alle ore 9,30, nell’auditorium “Alessandrini” dell’Itis di Teramo. Favorire processi virtuosi di coesione sociale, di integrazione e di tutela delle pari opportunità: questi i compiti della mediazione interculturale, un’esperienza che in Italia è iniziata più di quindici anni fa, con la legge sull’immigrazione del 1998 che ha istituzionalizzato la figura dei mediatori,  e si è man mano consolidata attraverso esperienze professionali di qualità. Tra queste è da annoverare anche l’esperienza teramana, che tuttora vede coinvolti i mediatori in diversi ambiti e sedi (dai Centri per l’impiego della Provincia alla Questura, dalle scuole al carcere). In provincia lavorano attualmente una trentina di mediatori, di cui la maggior parte con incarichi di lavoro saltuari. Proprio la discontinuità di impiego ed il rischio di interventi effettuati da  figure non professionali sono alcuni dei problemi in discussione sui quali, da parte della categoria, si chiedono chiarezza e una regolamentazione specifica a livello regionale.

Il convegno, in particolare, sarà l’occasione per discutere i vari problemi alla luce delle “Linee di indirizzo per il riconoscimento della figura professionale del mediatore interculturale”, definite dal Gruppo di Lavoro Istituzionale per la promozione della Mediazione Interculturale coordinato dal Ministero dell’Interno e presentate lo scorso dicembre.

Al convegno, curato da Anna Rita Silvestri, referente del progetto Laboratorio di mediazione interculturale della Casa circondariale di Teramo e dai mediatori della casa circondariale, interverranno il vice presidente e assessore alle Politiche sociali Renato Rasicci e l’assessore al Lavoro e alla Formazione Eva Guardiani; il direttore generale dell’Amministrazione penitenziaria, Massimo De Pascalis; il provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Salvatore Acerra; Klodiana Cuka, tra le promotrici del sindacato dei mediatori culturali; Nazzareno Guarnieri, presidente della Federazione Romanì. Coordinerà il dibattito Daniela Cozzi, dirigente del Settore Lavoro e Formazione della Provincia. In conclusione l’intervento di Gianluca Sadun Bordoni, docente di Diritti dell’Uomo presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università  degli Studi di Teramo.

 

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Lunedì 22 Marzo, alle ore 9.30, nell'auditorium "Alessandrini" dell'Itis di Teramo un convegno promosso da Provincia e Casa circondariale. Interverrà il direttore generale dell’Amministrazione penitenziaria, Massimo De Pascalis

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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