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Teramo, Martedì 3
Agosto 2010 -
“I fatti rilevati non riguardano la
mia amministrazione anche perché dal nostro
insediamento abbiamo posto particolare cura nel
controllo e nella verifica degli atti affidando
un mandato pieno al Segretario Generale
dell’ente. Noi non siamo giudici ma
politici e ben prima dell’ispezione del
Ministero abbiamo rilevato un ente mal
organizzato e mal gestito, sull’orlo del
collasso finanziario. Io credo che ci sia
bisogno di un nuovo patto etico, che premi le
brave persone e i più meritevoli, per restituire
ai dipendenti la passione per il lavoro e il
senso d’appartenenza all’istituzione; per
garantire ai cittadini le risposte a quei
bisogni che rimangono inevasi a causa di una
cattiva amministrazione ”. Le affermazioni
del presidente Catarra fanno seguito alla
riconsegna, da parte del Ministero delle
Finanze, dei risultati dell’ispezione
realizzata alcuni mesi fa e trasmessi all’ente
martedì scorso.
L’ispezione ha riguardato
gli anni 2004-2009. Si tratta di un’ispezione
“a campione” prevista dalla legge 165 del 2001
(art 60 comma 5) e dall’art 14 (1comma lettera
D) legge 196 del 2009. L’amministrazione
provinciale non ha fatto alcuna richiesta
d’ispezione né ha inviato esposti.
Dalla relazione
dell’ispettore - inviato quindi dal Ministero
dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento
della Ragioniera generale dello Stato – emerge
una serie di criticità a carico della gestione
amministrativa dell’ente e, quindi, della
struttura dirigenziale: procedure irregolari e
anomale, negligenze e carenze. In particolare
vengono mossi rilievi sulla gestione del
personale e sulla modalità di ripartizione delle
risorse ad esso destinato; sulla gestione degli
appalti; sulla gestione dei residui e del debito
Dalla relazione, inoltre, emerge
un’amministrazione con notevoli criticità
organizzative che si chiede all’ente di
rimuovere.
La relazione è stata
inviata, oltre che alla Provincia, alla Procura
regionale e nazionale dei Corte dei Conti; al
Collegio dei revisori dei conti dell’ente; alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri; alla
Regione Abruzzo; al Ministero dell’Interno.
La Provincia, ora, dovrà
ottemperare a quanto richiesto dal processo
ispettivo con una serie di atti amministrativi
la cui natura è particolarmente delicata in
quanto coinvolge personale dell’ente: a
sovrintendere a questa fase sarà, come da
mandato della Giunta, il segretario generale
dell’ente, Gianna Becci alla quale spetterà il
compito, coadiuvata da personale interno e da
esperti esterni - “per garantire la piena
neutralità” - di predisporre specifiche
analisi anche alla luce delle controdeduzioni
che i Dirigenti dell’ente, responsabili della
gestione amministrativa, vorranno formulare. La
specifica “struttura” coordinata dal Segretario
generale non avrà alcun costo per l’ente in
quanto ad essa saranno destinate risorse di
bilancio.
“E’ una vicenda grave e
delicata e, con estremo rispetto e correttezza,
sia per il lavoro svolto dal Ministero sia per
le persone coinvolte, non voglio e non posso
entrare nel merito dei rilievi. Saranno attuate
tutte le procedure necessarie per agevolare il
lavoro degli organi competenti e per consentire
la presentazione delle controdeduzioni da parte
di chi è coinvolto” dichiara il
presidente Valter Catarra.
Il Presidente, considerata
la natura della vicenda, ne rileva gli aspetti
più squisitamente politici: “Sin dal campagna
elettorale e poi, subito dopo il nostro
insediamento, abbiamo parlato di un ente
ingessato, con notevoli problemi organizzativi,
carico di debiti e largamente inefficiente. Oggi
un soggetto terzo, neutrale, al di là delle
singole ed eventuali responsabilità dei singoli,
certifica uno stato di cose che ha compromesso
la regolarità e la funzionalità della Provincia”
continua il Presidente che aggiunge: “Adesso
è chiaro a tutti che non avevamo puntato il dito
sulla precedente amministrazione per un cinico
gioco delle parti. In questi mesi e ancora ora
siamo alle prese con la difficile ricomposizione
di un quadro rigoroso, rispettoso degli aspetti
regolamentari ma soprattutto attento alle
esigenze della collettività, sensibile al bene
comune, meno autoreferenziale. E’ altrettanto
chiaro che questo sforzo e questa fase ha
limitato molte delle nostre azioni e rallentato
l’attuazione del nostro programma di governo.
Senza nulla togliere alla capacità e alle
competenze dei singoli è la logica di sistema
che pervade l’ente che non ci piace e che stiamo
provando a cambiare. Anche alla luce di quanto
sta accadendo in questi giorni appaiono del
tutto fuori luogo e quelle si ciniche e
strumentali, i continui attacchi di Ernino
D’Agostino alle presunte inefficienze della mia
Giunta. Del resto i cittadini si sono accorti
prima di noi di quanto fossero poco credibili
bocciando nell’urna le sue argomentazioni”.
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