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Teramo,
Venerdì 16 Aprile 2010 -
Le modalità di smaltimento
dei rifiuti inerti e dei fanghi delle cave sono
diventati un punto dolente per le imprese edili
che chiedono un aggiornamento della legislazione
regionale e un’univoca interpretazione della
normativa nazionale. "In realtà i rifiuti
edili rappresentano una grande risorsa sia da un
punto di vista ambientale, perché possono essere
riutilizzati nel settore delle costruzioni, sia
da un punto di vista economico: per provvedere
alla raccolta e allo smaltimento sono nate
specifiche realtà imprenditoriali; almeno una
trentina solo nell’ultimo anno" sostiene
l’assessore all’Ambiente, Francesco Marconi che,
rispondendo ad una sollecitazione arrivata
dall’Ance di Teramo ha istituito un tavolo
tecnico di lavoro nel quale siedono sia gli
esperti dell’Assessorato all’Ambiente che gli
stessi imprenditori edili. Alla prima riunione
hanno partecipato, fra gli altri, il
vicepresidente e il direttore dell’Ance Teramo,
Valentino Piergallini e Marco Fabiocchi; il
dirigente del settore ambiente, Ferdinando Di
Sanza. Dalla collaborazione ci si aspetta :
"La risoluzione dei problemi ricorrenti nella
gestione dei rifiuti da costruzione e
demolizione; una maggiore chiarezza circa le
numerose disposizioni in materia ambientale:
l’affermazione della cultura e del mercato del
recupero". Le problematiche oggetto del
tavolo di lavoro sono di stretta attualità: il
sisma dello scorso anno, fra le altre
problematiche, ha determinato l’aumento
eccezionale della mole di "rifiuti" da
demolizione. "A
partire dalla Provincia, coinvolgendo il settore
della Viabilità e quello dell’Edilizia, per
arrivare ai Comuni, chiederemo che per la
realizzazione di
opere pubbliche venga utilizzato materiale di
recupero in una percentuale fra il 30 e il 50%;
la normativa va aggiornata ma esiste e bisogna
vincere le resistenze culturali e professionali
che si manifestano"
spiega l’assessore Marconi,
il quale, supportato dal tavolo tecnico
costituito dalla Provincia e dall’Ance, si farà
portavoce della richiesta di modifica della
legge regionale 45/07 per innalzare al 50%
l’obbligo per il "pubblico" di impiegare
"materiali e prodotti riciclati a condizione che
gli stessi siano dotati di apposita
certificazione che ne attesti caratteristiche e
prestazioni".
Nell’agenda del tavolo di
lavoro anche la questione dello smaltimento dei
fanghi di lavorazione delle cave; uno degli
aspetti più controversi, secondo i cavatori,
della normativa attuale e principale causa delle
numerose sanzioni comminate agli imprenditori.
Anche in questo caso, la Provincia, si è offerta
di fornire consulenza tecnica e legislativa alle
aziende, favorendo una corretta modalità di
stoccaggio e smaltimento. |