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Teramo, Giovedì 1
Luglio 2010 - Al momento Comuni,
Amministrazioni separate e Enti Parco non
possono imporre pagamenti aggiuntivi ai
cercatori di funghi. Lo chiarisce l’assessore
all’attività venatoria, Giuseppe Antonio Di
Michele, in seguito a notizie difformi apparse
nei giorni scorsi e che hanno dato adito a
numerosi equivoci. Infatti, al servizio
provinciale competente, sono arrivate numerose
telefonate dei cercatori di funghi che cercano
spiegazioni.
“Si è aperta una vera e
propria guerra sul possesso dei funghi, in
particolare in provincia di Teramo dove esistono
realtà locali che gestiscono gli usi civici; la
legge è però chiarissima perché all’articolo. 5
stabilisce che i Comuni, le Amministrazioni
Separate e gli Enti Parco non possono imporre ai
cercatori pagamenti aggiuntivi per la raccolta
dei funghi”.
I fungaioli, precisa
quindi il Servizio Caccia e Pesca della
Provincia, devono dotarsi del tesserino
rilasciato dalle Province - gratuito per alcune
categorie - e valido sull’intero territorio
della Regione Abruzzo con ovvi vantaggi in
termini di raccolta e di acquisizione dello
stesso.
Le somme che la Provincia
incassa per il rilascio dei tesserini,
sottolinea l’assessore Di Michele, vengono
reinvestiti interamente nell’organizzazione di
circa dei Corsi Micologia (25 circa) resi
obbligatori dalla stessa norma, tutti
completamente gratuiti per gli utenti.
La legge, continua
l’Assessore Di Michele, è stata cambiata già tre
volte in tre anni: “Senza nulla togliere alla
funzione legislativa della Regione ci si augura
che se si dovesse arrivare ad una nuova modifica
lo si faccia interpellando anche le Province
proprio come prevede la legge quadro nazionale”. |