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Teramo, Lunedì 26
Luglio 2010 - Gli enti gestori di
usi civici, siano essi Comuni o amministrazioni
separate, non possono imporre “autonomamente
contributi per la raccolta funghi”.
A ribadirlo è la
Provincia che con una nota inviata ai Sindaci di
Crognaleto e Rocca Santa Maria e
all’Amministrazione separata di quest’ultimo
comune ( e per conoscenza al Prefetto,
all’assessore regionale all’Agricoltura,
all’Avvocatura della Regione, al Corpo
forestale, alla Polizia Provinciale) avverte: “Il
persistente uso di tabellazioni per indicare
aree di raccolta a fini economici senza la
regolare autorizzazione rilasciata dalla
Provincia” rappresenta una violazione della
legge regionale e sarà sanzionata. La questione
non è di lana caprina visto che riguarda circa
7000 “fungaioli” che al momento sono costretti a
pagare due volte: la prima alla Provincia per il
rilascio del tesserino per la raccolta, così
come previsto dalla legge regionale (30 euro
l’anno) e la seconda per accedere alle aree
gestite dai Comuni e dalle Amministrazioni
separate che impongono un ticket giornaliero con
l’utilizzo di tabellazioni e limitazioni
d’ingresso. Comuni e Amministrazioni separate si
appellano alla Legge sugli usi civici, la
Provincia alla legge regionale 34 del 2006
modificata 3 mesi fa che vieta (articolo 5 comma
4) espressamente per “Comuni, Comunità Montane e
Amministrazioni separate” la possibilità di
“imporre autonomanente contributi aggiuntivi e
di diversificare fra residenti e non”.
“La Provincia non si è
mai espressa contro gli usi civici e ha chiesto
più volte chiarimenti alla Regione in merito ma
fino a disposizioni di segno diverso è nostro
dovere far rispettare quanto previsto dalla
legge regionale” afferma l’assessore
Giuseppe Antonio Di Michele che aggiunge: “la
nostra non è una battaglia di principio ma una
difesa del cittadino che per raccogliere i
funghi si vede chiedere i soldi due volte.
Questo mi sembra davvero inaccettabile”.
A questo punto, scrive
l’assessore Di Michele, sostenuto dal parere
dell’Avvocatura dell’ente e dal dirigente del
settore: “ogni violazione alla normativa
regionale sarà debitamente accertata e
sanzionata”. Val la pena di ricordare che le
somme che la Provincia incassa per il rilascio
dei tesserini vengono reinvestite interamente
nell’organizzazione di circa dei Corsi Micologia
(25 circa) resi obbligatori dalla stessa norma,
tutti completamente gratuiti per gli utenti.
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