|
Teramo, Martedì 1
Giugno 2010 - “La parola
stabilizzazione nel pubblico impiego non esiste
più; la possibilità di assumere direttamente chi
ha maturato tre anni di lavoro con contratti a
tempo determinato è stata definitivamente
abolita con il Decreto Brunetta del 1 luglio
del 2009, continuare a parlare di
stabilizzazione dei precari significa prendere
in giro i lavoratori e i cittadini in un gioco
delle parti che sta diventando irresponsabile”
così il presidente Valter Catarra replica
ai segretari della Funzione Pubblica dei
sindacati conferederali che ieri, nel corso di
una conferenza stampa, sono tornati ad attaccare
la Provincia.
“La Provincia, come
qualsiasi altro ente locale, può bandire dei
concorsi e il numero di posti disponibile è
determinato dai vincoli posti: dalla spesa per
il personale, dal Patto di stabilità, dal numero
di persone che va in pensione. Limiti resi
ancora più stringenti dalla manovra finanziaria
approvata ieri che continua a bloccare il
turn-over. Sulla base dei calcoli elaborati
dall’ufficio del personale, la Provincia,
potrebbe bandire meno di 20 concorsi in tre anni
e non tutti per ruoli amministrativi: ci
sarebbero anche tecnici e operai. Se
dovessimo decidere la strada dei concorsi quale
unica alternativa alla costituzione della
società in house, almeno 70 persone rimarrebbero
da subito senza lavoro. Questo i sindacati
lo sanno bene; quindi non capisco di cosa stiamo
parlando e a chi torni utile la tanta, troppa
demagogia che si sta facendo attorno a questa
vicenda. Certo non ai precari. Così come non
capisco di cosa si sta parlando quando si dice
che con la società “in house si privatizzano i
servizi”. La titolarità dei servizi rimane della
Provincia e lo statuto di “Teramo Lavoro” è
certamente simile agli statuti di tante altre
società in house sparse per l’Italia, create da
enti governati dal centrodestra come dal
centrosinistra, per citarne uno quello della
Provincia di Firenze, perché segue specifici
dettami di legge. Non solo non si privatizza
nulla ma si coglie un’opportunità, l’unica
possibile, per recuperare risorse professionali
e posti di lavoro. Il tutto attraverso procedure
di evidenza pubblica, così come, ancora una
volta, stabilisce la legge. Tutto il resto è
pura strumentalizzazione: i precari non sono
stati stabilizzati dal centrosinistra perché non
si poteva fare e non vengono stabilizzati da noi
perché non si può fare.
Il pensiero e l’impegno
della mia Giunta è totalmente rivolto verso
quelle decine di lavoratori doppiamente beffati
dal centrosinistra e dai sindacati: comprendo il
loro affanno ma sono certo che in un confronto
diretto e sereno, sgombrato il campo dalla
demagogia di chi sta facendo politica sulla loro
pelle, capiranno che quella che stiamo
percorrendo è l’unica strada possibile per
evitare che alla scadenza naturale dei contratti
cessi ogni loro rapporto con l’ente”. |