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Teramo, Giovedì 11
Febbraio - Tornare a
“investire” sul sociale non solo per sostenere i
più deboli ma anche per qualificare e migliorare
i servizi; razionalizzando l’uso delle risorse,
evitando sprechi e sovrapposizioni, restituendo
alla Provincia un ruolo di coordinamento ma
anche di “controllo rispetto a risorse e
risultati”.
Questo il
messaggio del vicepresidente Renato Rasicci
agli assessori alle politiche sociali dei
Comuni, chiamati a raccolta sia per presentare
il programma 2010 dell’Assessorato che per
ascoltare le esigenze degli enti locali e creare
le condizioni per “tornare a lavorare in una
logica di rete”.
Grande
attenzione, quindi alle imprese sociali e a
tutte le organizzazioni del cosiddetto Terzo
settore che “nel rispondere ai bisogni
mostrano dinamicità e capacità di operare
secondo logiche d’impresa e che contribuiscono a
innalzare qualità e varietà dei servizi” e,
a questo proposito, Renato Rasicci, ha
annunciato che la Provincia vuole entrare nella
rete delle “Fattorie sociali” e che su questo
progetto vuole costruire un percorso insieme ai
Comuni.
In provincia
di Teramo abbiamo già un’esperienza di successo;
quella realizzata dalla Ricciconti ad Atri con
Rurabilandia; una fattoria sociale dove sono
stati reintegrati e lavorano persone con
disabilità.
“Abbiamo
il territorio giusto – ha affermato
Rasicci – siamo ricchi di tipicità,
abbiamo casali e fattorie da recuperare ad uso
turistico facendo leva sulle eccellenze
ambientali e culturali”.
A spiegare nel
dettaglio gli obiettivi del progetto è stato
Roberto Carnessale, professionista teramano che
fa parte del direttivo dell’associazione delle
Fattorie Sociali. “La Rete Fattorie Sociali
è un’associazione nazionale nata nel 2005 che
raggruppa diversi soggetti a vario titolo
coinvolti in esperienze di agricoltura sociale
- ha spiegato - con l’obiettivo di
realizzare nuovi modelli imprenditoriali che
prevedono l’impiego di persone con disabilità”.
Attenzione e
riscontri positivi da parte dei Comuni anche
per l’intenzione della Provincia di promuovere
la figura dell’amministratore di sostegno;
istituita con una legge nel 2004, molto poco
utilizzata nella nostra provincia e
“determinante in tante tipologia di assistenza e
sostegno” .
La Provincia
l’ha già prevista all’interno del servizio di
assistenza dei non udenti e non vedenti. Un
tutore legale in grado di assolvere alle molte
incombenze amministrative e legali di persone in
difficoltà. Come ha sottolineato l’assessore
alle politiche sociali del Comune di Teramo,
Giorgio D’Ignazio: “attualmente tutti i
problemi ricadono sui servizi sociali dei Comuni
che non possono far fronte a tutte le necessità”.
L’Assessorato
alle Politiche delle sociali si farà carico di
organizzare un incontro con il presidente del
Tribunale di Teramo (organismo quest’ultimo che
nomina su richiesta gli amministratori di
sostegno) e organizzerà uno specifico Forum
sull’argomento.
Nel corso
della riunione, inoltre, sono state illustrate
nel dettaglio le iniziative che saranno
realizzate dall’ente nel 2010: quelle per
prevenire la violenza nei confronti di donne e
minori; quelle rivolte ai giovani; quelle per
sostenere il mondo dell’associazionismo e del
volontariato; quelle volte a favorire
l’integrazione.
Ad illustrare
le modalità di attuazione della Rete
antiviolenza è stata Roberta Pellegrino,
presidente dell’associazione Ananke mentre la
dirigente provinciale del settore Politiche
sociali, Renata Durante, si è soffermata sulle
novità che saranno introdotte per i progetti di
servizio civile: per il futuro, infatti, la
Provincia si farà carico di un “riequilibrio
territoriale” stimolando la partecipazione
diffusa degli enti e delle organizzazioni in
maniera che in tutte le aree della provincia vi
siano esperienze di servizio civile.
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