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Pescara, Giovedì 8 Ottobre 2010 -
Dal Wwf Abruzzo riceviamo e pubblichiamo: Questa mattina si è tenuta a Pescara presso il
Caffè Letterario una conferenza stampa
organizzata dal Forum Italiano dei Movimenti per
l’acqua, l’Abruzzo Social Forum ed il WWF per
fare il punto sulla campagna referendaria contro
la privatizzazione dell’acqua. Alla conferenza
era presente Marco Bersani di ATTAC e componente
della Segreteria nazionale dei Forum dei
Movimenti per l’Acqua che ha promosso il
referendum. In Abruzzo, da tre anni, i 6 Enti
d’Ambito per la gestione del Servizio Idrico
sono commissariati, e non c’è alcun confronto
con la cittadinanza su quale prospettiva avrà
nella nostra Regione la gestione del servizio
idrico integrato. Nel frattempo, la
campagna per la raccolta delle firme è stato uno
straordinario successo. 25.000 firme in Abruzzo,
oltre 1.400.000 in Italia raccolte sui tre
quesiti referendari: nessun referendum nella
storia repubblicana ha raccolto un numero così
elevato di sottoscrizioni. Una dimostrazione
della volontà di tanti cittadini di affermare
un’idea di pubblico e di gestione del bene
comune completamente diversa dai carrozzoni
clientelari che abbiamo visto in azione sui
nostri territori. Il prossimo obiettivo sarà
portare almeno 25 milioni di italiani a votare
tre “sì” per fermare la privatizzazione,
ripubblicizzare le società per azioni che
attualmente gestiscono il servizio idrico e
cancellare qualsiasi forma di profitto dalla
tariffa dell’acqua.
È evidente la forte richiesta di partecipazione sul
tema della gestione dell’acqua che i cittadini
abruzzesi sottoscrivendo i tre referendum hanno
espresso. È incredibile che l’Assessore
Regionale Angelo Di Paolo non apra
un confronto serio e continuato con il più
grande movimento di cittadini nella nostra
regione attivo sul tema dell’acqua che vede
per la prima volta riuniti insieme, ben 8
comitati locali, associazioni ambientaliste,
sindacati, diocesi, partiti e singoli cittadini.
Di fronte agli scandali che continuano a
colpire la classe dirigente abruzzese, a partire
dalla cattiva e clientelare gestione proprio di
quei beni e servizi pubblici essenziali alla
collettività come l’acqua (ricordiamo lo
scandalo dell’acqua contaminata a Bussi), la
sanità e per ultimo i rifiuti, ci sembra
gravissimo ignorare una tale richiesta di
partecipazione. Ancora più grave appare il
tentativo su scala regionale di aumentare le
tariffe dell’acqua: solo nell’Ato di Pescara la
protesta popolare ha fatto sì che si aprisse un
confronto e di fatto ha congelato gli aumenti.
In Abruzzo il solo valore delle tariffe è pari a
110 milioni di euro, rispetto a queste cifre non
può essere un commissario a determinare il
futuro dell’acqua in Abruzzo. Inoltre non
mancano i tentativi di realizzazione di grandi
opere dispendiose e di dubbia utilità come ad
esempio il prelievo di 34 milioni di metri cubi
all’anno di acqua dal Lago di Campotosto (bacino
del Fiume Vomano) da reimmettere nel Fiume
Aterno di cui poco o nulla si conosce visto che
anche qui si procede per via commissariale ed
emergenziale. Sul tema dell’acqua si apra un
dibattito pubblico, la Regione Abruzzo
promuova incontri su tutto il territorio
regionale sul futuro della gestione del servizio
idrico, il piano di tutela dell’acqua, il
disinquinamento dei fiumi abruzzesi, il
ripristino della buona qualità delle acque. Così
ha dichiarato Marco Bersani, della Segreteria
nazionale del Forum dei Movimenti per l’acqua:
”Il governo regionale, i deputati ed i
senatori abruzzesi, se vogliono davvero evitare
la privatizzazione, devono battersi per
l’approvazione della moratoria degli affidamenti
dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi,
almeno fino alla data di svolgimento del
referendum. Le Amministrazioni Comunali devono
procedere a modifiche degli statuti comunali
dichiarando l’acqua bene comune e la gestione
del servizio idrico integrato un
servizio privo di
rilevanza economica, quindi non
privatizzabile”. Concludendo ha dichiarato:
”La regione Abruzzo è un territorio ricco di
acqua, l’avvelenamento dei pozzi Sant’Angelo
nei pressi delle discariche a Bussi, il caso
dell’inquinamento del Vibrata che ha portato la
Magistratura ad aprire un inchiesta per epidemia
colposa devono portare ad un cambio di rotta
inderogabile. I cittadini abruzzesi non si sono
tirati indietro ora tocca agli amministratori
fare la proprio parte”. |