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L'Aquila, Giovedì 18 Febbraio 2010 -
Questa mattina ho partecipato alla prima
riunione del tavolo tecnico di concertazione
promosso dall'assessore regionale Daniela Stati.
Non posso che esprimere il
totale dissenso di Rifondazione Comunista
rispetto all´intenzione di aprire rapidamente la
strada agli inceneritori nella nostra Regione.
Sostituire la parola
"incenerimento" con "valorizzazione energetica"
è solo una trovata linguistica per nascondere i
dati di fatto.
Appare grave che la
giunta regionale, come già annunciato, si
prepari a modificare la norma che prevede il
divieto di realizzare impianti di
termovalorizzazione nella nostra regione fino a
quando non sia stata superata una percentuale di
raccolta differenziata di almeno il 40%.
Faccio presente che la
norma che Stati e Chiodi vogliono abolire è
stata fatta propria dalle due regioni che
successivamente all´Abruzzo hanno approvato
nuove leggi sul ciclo dei rifiuti.
Infatti sia Marche che
Umbria hanno inserito nella loro normativa la
prescrizione che avevamo introdotto in quella
abruzzese.
Se facciamo eccezione per
la Campania che non è certo un modello a cui
ispirarsi, il ricorso all´incenerimento di
solito avviene in territori in cui la raccolta
differenziata raggiunge percentuali elevatissime
e vengono conferiti negli impianti di
termovalorizzazione soltanto quantità residuali
di rifiuto trattato.
Invece l´Abruzzo raggiunge
purtroppo una percentuale di raccolta
differenziata molto bassa (21,9%), assai al di
sotto di quel 50% che avrebbe già dovuto
raggiungere nel 2009 secondo la direttiva
europea.
Soltanto 65 comuni
abruzzesi hanno attivato la raccolta porta a
porta e la maggioranza dei cittadini dovrà
pagare quindi il 20% in più di ecotassa.
Di fronte a questo quadro,
invece di puntare sul rilancio della
differenziata e del riciclo, l´assessore Stati e
il presidente Chiodi ci propongono di realizzare
gli inceneritori.
Maurizio Acerbo,
consigliere regionale PRC
RIFIUTI: ASSESSORE
STATI, L'ABRUZZO NON È IN EMERGENZA INSEDIATO
TAVOLO TECNICO PER MODIFICHE A LEGGE 45 (ANSA) -
PESCARA, 17 FEB - «L'Abruzzo non ha un'emergenza
rifiuti e non diventerà come la Campania»: lo ha
affermato l'assessore alla protezione civile,
Daniela Stati, nel corso dell'insediamento del
Tavolo tecnico di concertazione per il confronto
sulle modifiche e sulle integrazioni alla legge
regionale 45 del 2007 riguardante «Norme sulla
gestione dei rifiuti», respinge con decisione
ogni allarmismo. «A livello di volumetria - ha
spiegato l'assessore - si parla di circa un anno
e mezzo di autonomia delle attuali discariche
ma, nel frattempo, la Regione si è già mossa ed
ha autorizzato, e continuerà a farlo, l'apertura
di altri impianti di smaltimento e di
trattamento dei rifiuti». Intanto, si è tenuta
la prima riunione del tavolo tecnico di
concertazione del quale fanno parte le quattro
Province, l'ANCI, la Lega delle autonomie
locali, l'ARTA, i consorzi comprensoriali di
smaltimento dei rifiuti, le direzioni regionali
Ambiente e Protezione Civile ed alcune
organizzazioni e società che si occupano di
questioni ambientali. «Auspico - ha proseguito
l'assessore Stati - che entro giugno le
modifiche alla legge regionale 45 del 2007, dopo
il passaggio in Giunta regionale, siano portate
in Consiglio regionale per l'approvazione
definitiva. La finalità è quella di arrivare ad
una modifica importante che vada nella direzione
del recupero energetico che, tra l'altro, è tra
le priorità indicate nella Scheda Obiettivo
numero 9 del Programma di Governo del Presidente
Chiodi. Quella relativa all'ambiente ed alla
tutela del territorio». Al tempo stesso, sarà
rafforzata la campagna per la promozione della
raccolta differenziata porta a porta che
rappresenta un altro dei punti qualificanti
della strategia del Governo regionale insieme a
quello relativo alla costituzione di un unico
ATO (al momento ne esistono quattro) che accorpi
le funzioni di gestione del ciclo idrico
integrato a quelle di gestione dei rifiuti.
«Sarà un percorso condiviso - ha assicurato
l'assessore Stati - che, oltretutto, può già
fare leva sui primi incoraggianti dati che,
rispetto alla raccolta differenziata, segnalano
un discreto incremento percentuale». (ANSA). |