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L'Aquila, Venerdì 23
Aprile 2010 - Dal Coordinatore
Regionale di Mia Casa, Pio Rapagnà, riceviamo e
pubblichiamo:
Il Documento di
programmazione economico-finanziario Regionale
2010-2012 afferma testualmente che: “Nel
settore dell'edilizia residenziale pubblica,
la necessità di intervenire sul patrimonio
edilizio danneggiato e su quello esistente per
la messa in sicurezza si incrocia con il
processo di riforma del settore e di
riordino delle Aziende operanti nel settore (ARET
e ATER), attualmente commissariate per
compiere ordinaria amministrazione. Chiediamo
al Presidente della Regione ed al Consiglio
regionale di “attuare la riforma del settore”
cominciando con la riduzione ad un solo “Ente
strumentale regionale” con “funzione e
amministrazione unitaria e coordinata” delle
attuali 5 ATER, restituendo alla Regione un
ruolo centrale di programmazione, che deve
essere posta in grado di fungere da stimolo alle
attività della Azienda non solo per programmi
adeguati alle esigenze nei singoli ambiti
locali, ma anche e soprattutto per il
reperimento di risorse per finanziare le
politiche del settore a cominciare da una
operazione di “messa in sicurezza” del
patrimonio abitativo pubblico, che è un
intervento di somma urgenza. La Regione,
immediatamente dopo il 6 aprile avrebbe dovuto
intervenire per mettere in sicurezza antisismica
il patrimonio residenziale esistente dentro e
fuori dal cratere, poiché questa era ed è ancora
una “necessità pubblica” e coincide con un
preciso obbligo di prevenzione e riduzione del
danno: sono 20.348 le abitazioni di
Edilizia Residenziale Pubblica di
proprietà o gestite e amministrate dalle attuali
5 ATER, delle quali 6.874 in Provincia di
L’Aquila, 5.146 in Provincia di Chieti, 5.556 in
Provincia di Pescara e 2.772 in Provincia di
Teramo. I 4 Comuni “capoluogo” di Provincia sono
proprietari di 4.259 “Case Parcheggio”, 5.784
sono gli appartamenti realizzati da Cooperative
e Consorzi e 876 sono le abitazioni
degli Enti vari a partecipazione pubblica e
privata. Sul territorio regionale esistono
ben 1.137 Edifici e Complessi malsani,
degradati, pericolosi per la sicurezza degli
inquilini, mentre 437
Edifici pubblici erano, e molti lo
sono ancora dopo il 6 aprile, fortemente a
rischio e ben in 743 Edifici pubblici è
riscontrabile una massiccia presenza di
strutture in amianto. |