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Il Presidente del
Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi,
che torna in Abruzzo per consegnare le chiavi
della ricostruzione, e il Commissario delegato e
Presidente della Regione Abruzzo Dott. Gianni
Chiodi, che le riceverà, “avrebbero” il dovere
morale e politico di lanciare un messaggio di
solidarietà e di speranza “anche” alle famiglie
assegnatarie di alloggi pubblici, e spiegare,
tra l'altro, per quali arcani motivi, dopo dieci
mesi, la ricostruzione e la riparazione degli
alloggi pubblici non è stata nemmeno avviata.
Purtroppo, buona parte
delle 4.000 abitazioni di Edilizia
Residenziale Pubblica, dentro e fuori del
“cratere” sono state danneggiate, lesionate
ed in parte irrimediabilmente distrutte.
Si doveva intervenire sin
da subito per ripristinare l'agibilità e
l'abitabilità degli alloggi classificati A-B
e C, per ridare un tetto “certificato
antisismicamente” alle famiglie sfollate: era
questa la prima cosa da fare, utilizzando i
150 milioni di euro assegnati alla Regione
Abruzzo e messi nella disponibilità del
Presidente della Giunta Regionale in qualità di
Commissario delegato, ma questo,
incomprensibilmente, non è stato fatto!
Dal canto loro,
sull'esempio dell'Umbria e del Friuli, anche la
Regione Abruzzo, i Comuni dentro e fuori del
famigerato cratere, le 5 ATER e tutte le imprese
da anni operanti con le Pubbliche Isitituzioni
su tutto il territorio regionale, invece di
lasciare al completo abbandono e al degrado
sociale ed economico un
“prezioso patrimonio
pubblico”, avrebbero “potuto e dovuto”
intervenire immediatamente, concentrando tutte
le forze disponibili e ogni “strutture” di
servizio dei tantissimi “enti strumentali”, per
restituire a migliaia di famiglie le loro
abitazioni classificate A, B e C ed
iniziare la ricostruzione “pesante” degli
alloggi ed edifici pubblici classificati E.
Gli inquilini ed
assegnatari abruzzesi sono profondamente
indignati e si attendono una risposta chiara
e precisa a tre “importantissime” domande
che da diversi mesi ogni giorno insieme al Mia
Casa stanno sottoponendo alla attenzione di
tutte le autorità locali e alla Protezione
Civile:
1. Quando verranno redatti
e resi esecutivi i “piani per la
ricostruzione” previsti dalle norme e dalle
ordinanze, strumenti questi imprescindibili per
ogni azione concreta che non voglia essere
casuale e persino controproducente?
2. Quali saranno i tempi
esatti e le modalità di sistemazione e
consolidamento delle case classificate
“A” e di recupero delle case
classificate “B” e “C” e, soprattutto, la
tempistica esatta della ricostruzione e
riparazione con adeguamento sismico delle
case classificate “E” ed “F”?
3. Il Governo e la Regione
intendono provvedere con l'urgenza che la
situazione di rischio richiede, a mettere in
sicurezza antisismica il patrimonio residenziale
pubblico dentro e fuori il cratere costruito in
zona sismica? |