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L'Aquila, Giovedì 11
Marzo 2010 - Intervento di Pio Rapagnà
depositato agli atti della seduta del
Consiglio regionale straordinario del 9 marzo
2010 poiché non è stata accolta la richiesta di
intervento in Aula nel corso dei lavori. La
seduta è stata “sciolta” in aticipo per mancanza
del numero legale a causa della “improvvisa
scomparsa” di buona parte dei Consiglieri di
maggioranza presenti.
Signori Consiglieri
regionali,
il Mia-Casa si rivolge a
Voi, nell’occasione della seduta straordinaria
del Consiglio regionale dell’Abruzzo sulla
(mancata) ricostruzione degli alloggi
dell’edilizia residenziale pubblica, per dirvi
una cosa semplice. Cioè la seguente:
Signori Consiglieri
regionali, l’Assemblea che vi vede quali
rappresentanti dei cittadini-elettori, proponga,
discuta ed approvi (sottolineo: approvi)
una legge regionale sulla riparazione,
ricostruzione e messa in sicurezza degli alloggi
pubblici di proprietà dell'ATER e dei Comuni.
Non si limiti a mere petizioni di principio:
eserciti la propria potestà legislativa e
legiferi. Altrimenti tradirà il mandato
popolare, che vuole la ricostruzione come un suo
naturaliter diritto.
Se non lo farete, signori
Consiglieri, sceglierete ancora una volta,
volontariamente a questo punto, di essere
sorpassati da ogni figura commissariale che vi
capiterà di incontrare; figure commissariali che
invece dovrebbero essere solo esecutive
di ciò che Voi avreste dovuto già decidere e che
finora non avete deciso.
Signori Consiglieri
regionali, la situazione dell’edilizia
residenziale pubblica è grave, e non mi soffermo
su dati e cifre che Voi dovreste conoscere
meglio di me. Vi dico, però, che dall’aprile del
2009 esiste un decreto, il cosiddetto “Decreto
Abruzzo”, poi divenuto legge, che dispone anche
sulla ricostruzione degli edifici pubblici (e le
case popolari lo sono) rimettendone la
competenza sotto la Presidenza della Giunta
regionale ed il Provveditorato alle Opere
Pubbliche.
Dalla primavera scorsa
l’azienda che gestisce, peraltro in forma
commissariale, l’edilizia pubblica avrebbe
dovuto provvedere. Ma non ha potuto, pare. E
proprio a causa, sembra, dell’operare politico
del Presidente della Regione in qualità di
Commissario governativo.
Se oggi le case popolari
versano come versano la responsabilità politica
è del Presidente della Regione. E non solo per
motivazioni di carattere generale. Non è
negabile, infatti, che dal luglio 2009 l’azienda
Ater abbia predisposto un avviso pubblico per
reperire tecnici in grado di procedere alla
ricostruzione. E, successivamente, abbia posto
in essere alcuni atti preliminari. Noi valutiamo
insufficiente l’operato dell’azienda, ma
riconosciamo gli atti per quel che sono.
Ben prima della “Ordinanza
di Ferragosto”, dunque, le norme davano la
possibilità di ricostruire. Ma qui viene il
paradosso. Perché proprio l’Ordinanza di
Ferragosto, che doveva accelerare l’iter, rende
invece tutto più complicato in quanto l’Ater,
con Ordinanza del Presidente del Consiglio dei
Ministri del 16.10.2009 n.3817, comma 2, art.4,
viene sollevata dall’incarico. Orbene, signor
Presidente della Regione e Commissario del
Governo, ci spieghi: come si verifica questo
sollevamento dell’azienda che Lei stesso ha
commissariato da un compito che l’attende per
via naturale?
Per il vero il
sollevamento è parziale, perché un mese e
mezzo dopo l’Ater viene reintrodotta nelle
competenze, ma limitatamente alle case “A”, “B”
e “C”. Restano fuori le “E”, per le quali si
insiste con il Provveditorato alle Opere
Pubbliche, e, soprattutto, non vengono messe a
disposizione del bilancio dell’Ater le somme
necessarie per i lavori.
Noi non vogliamo avere
retro-pensieri. Ma a scanso di equivoci, signori
Consiglieri, Vi chiediamo di impedire qualsiasi
ipotesi di vendita delle aree su cui insiste
l’edilizia pubblica residenziale qualora questa
sia l’intenzione di qualcuno o, se quella della
alienazione “a terzi estranei non aventi
diritto” del patrimonio residenziale dovesse
essere anche l’intenzione di qualcuno tra voi,
Vi chiediamo di dichiararlo lealmente, in modo
che i cittadini possano farsi un idea chiara del
contesto politico.
Signori Consiglieri, la
ricostruzione dell’Aquila, dei tanti borghi
storici dell’aquilano e “anche” dei cosiddetti
“Quartieri Popolari”, è nelle vostre mani. Se Vi
spoglierete di questo obbligo che la legge, i
cittadini e la Democrazia Vi affidano, verreste
meno innanzitutto ad un dovere politico e morale
che noi, per quanto nelle nostre piccole
possibilità, non lasceremo di denunciare come
tale alla pubblica opinione.
Foss’anche che questo
impegno che ci siamo imposti per la
ricostruzione e messa in sicurezza, fuori o
dentro il cratere, dell’edilizia residenziale
pubblica, non dovesse interessare, come pare non
interessi, la riflessione culturale di
architetti, ingegneri, associazioni
ambientaliste e di cultura; foss’anche tutto
questo, potrete star certi, signori Consiglieri,
che noi del Mia-Casa non demorderemo. Perché
crediamo di essere nel giusto. Perché siamo
certi di non avere interessi personali da
difendere. Perché non ci fa paura la battaglia
culturale prim’ancora che politica; anzi, per
una diversa “ragione sociale” della politica.
Le persone che ci siamo
preso la briga di difendere, gli inquilini e
assegnatari degli alloggi pubblici, non sono
categorie “forti”. Non riescono a fare lobby,
non hanno la proprietà a loro favore e
forse votano per uno dei vostri partiti magari
credendo nell’animo di ricevere il diritto alla
casa.
Ma voi, signori
Consiglieri, non vi potete approfittare di
questo “stato di necessità”. Lasciate da parte
ogni tentazione di cinismo della politica.
Signori Consiglieri, non lasciatevi
commissariare; non abdicate alle vostre
prerogative; non abbiate timore di proporre
leggi regionali, che è la vostra ragione
d’esistenza come soggetti istituzionali.
Poi nell’articolato,
eventualmente, ci sarà confronto, e ci
confronteremo, e magari non condivideremo le
vostre leggi. Ma in nome della Democrazia
Rappresentativa e Partecipativa una sola cosa Vi
si chiede: una legge, una legge, una legge sulla
ricostruzione. |
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Il Mia
Casa d'Abruzzo, in occasione della seduta del
Consiglio regionale straordinario sulla Edilizia
Residenziale Pubblica convocato a L'Aquila per
la giornata di martedì 9 marzo alle ore 15.30,
ha chiesto al Presidente del Consiglio Dott.
Nazario Pagano ed ai Capi-Gruppo Consiliari di
poter intervenire in aula nel corso dei lavori
per potere esporre il proprio punto di vista
circa lo stato attuale della Edilizia
Residenziale Pubblica dentro e fuori il
“cratere” e le iniziative legislative, di
indirizzo e immediatamente operative di
competenza del Consiglio regionale, del
Presidente della Regione e Commissario delegato,
dell'ATER quale ente strumentale della Regione e
dei Comuni interessati. Il Mia Casa d'Abruzzo,
con lettera ufficiale del 9 febbraio 2010, aveva
chiesto la convocazione di un Consiglio
straordinario “aperto” sulla riparazione,
ricostruzione, messa in sicurezza e salvaguardia
del patrimonio abitativo di Edilizia
Residenziale Pubblica di proprietà dell'ATER e
dei Comuni dentro e fuori del “cratere”. Le
Istituzioni della Regione Abruzzo, a 11 mesi dal
terremoto, devono fare quanto di loro competenza
affinchè, attraverso un provvedimento di
legge “ad hoc” e specifici “atti di
indirizzo”, si inizino finalmente gli
interventi per la riparazione e la ricostruzione
di tutte le unità abitative classificate A, B, C
ed E e per la messa in sicurezza
antisismica degli alloggi realizzati in zone ad
alto rischio sia dentro e sia fuori del
“cratere”, consentendo così, tra l'altro nel
giro di pochissimo tempo, anche il “ritorno a
casa ed in Città” di migliaia di Inquilini e
di famiglie ancora sfollate. Una delegazione del
Mia Casa d'Abruzzo sarà presente presso il
Palazzo dell'Emiciclo per assistere ai lavori
del Consiglio. |
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L'Aquila, Martedì 2
Marzo 2010 - Dopo tanti mesi di
impegno, iniziative pubbliche, audizioni e
sollecitazioni di ogni tipo, finalmente, su
richiesta del Mia Casa, “fatta propria e
trasmessa” dal Consigliere regionale Maurizio
Acerbo con la firma di altri Consiglieri
regionali, la Conferenza dei capi-Gruppo ha
convocato una seduta straordinaria del
Consiglio Regionale per affrontare la
questione della ricostruzione della Edilizia
Residenziale Pubblica di proprietà dell'ATER e
dei Comuni.
La riunione straordinaria
del Consiglio regionale si terrà A L'AQUILA
MARTEDI 9 MARZO prossimo, con inizio alle
ore 15.30, presso la Sala dell'Emiciclo del
Palazzo della Regione alla Villa Comunale in Via
Jacobucci, 4. La seduta sulla edilizia
residenziale pubblica avrà inizio alla ripresa
dei lavori pomeridiani e, in ogni caso, subito
dopo la conclusione dei lavori della seduta
ordinaria che si svolgerà nella mattinata.
Da parte mia, per lo
straordinario impegno che è stato profuso per
ottenere questo primo risultato “istituzionale”,
sarebbe bello, di grande aiuto, incoraggiamento
e concreto gesto di solidarietà umana, anche per
la rilevanza sociale e per un evidente
significato “simbolico” dell'evento tanto
auspicato dagli Inquilini e Assegnatari sia
dell'ATER che delle Case Comunali, la presenza
in aula di una rappresentanza delle tante
Associazioni e personalità della società civile
abruzzese e della Provincia dell'Aquila in
particolare. |