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Movimento
Inquilini Assegnatari
Mia Casa
d'Abruzzo
Coordinamento
regionale: Tel. 085-8944932 – 330.431480
PERCHE' LA
RICOSTRUZIONE NON E' INIZIATA SUBITO:
dichiarazione di Pio Rapagnà – ex Parlamentare
abruzzese – Coordinatore del Mia Casa d'Abruzzo
LA “RICOSTRUZIONE”
DELL'AQUILA NON E' INIZIATA SUBITO PERCHE' LA
VOLONTA' POLITICA DEL GOVERNO E DELLA PROTEZIONE
CIVILE E' STATA QUELLA DI DARE IL VIA AI “GRANDI
APPALTI DEL PROGETTO C.A.S.E.” E AI LAVORI
STRAORDINARI PER LO “SVOLGIMENTO DEL G8”
TRASFERITO DALLA MADDALENA A L'AQUILA QUALE “GRANDE
EVENTO” ALL'INTERNO DELLA EMERGENZA DEL
TERREMOTO.
E' stata così,
nei fatti, ritardato l'avvio della vera e
propria ricostruzione sia del “centro storico” e
sia degli edifici pubblici “strategici”,
rinviando di conseguenza la riparazione, il
consolidamento e la “ricostruzione sia leggera
che pesante” dei 78.289 alloggi complessivamente
verificati dalla Protezione Civile, di cui
75.979 privati e 2.340 di edilizia residenziale
pubblica, così classificati:
per il il 48,6
% A – agibili, pari a 36.926
alloggi immediatamente “riabitabili”;
per il 14,2 %
B – temporaneamente inagibili
o C – parzialmente inagibili, pari
a 10.789 alloggi resi agibili con
provvedimento di pronto intervento
per il 25,8 %
E – totalmente inagibili, pari a
19.602 alloggi in edifici da
“ricostruire” in tutto o in parte.
Tutto ciò è
adesso sotto gli occhi di tutti, ed è stato
possibile anche perchè le nostre Istituzioni
regionali, provinciali e comunali hanno abdicato
alla loro “sovranità e autonomia” e, messi di
fronte al fatto compiuto e alla militarizzazione
della “zona rossa” del centro storico e dei
principali quartieri popolari, si sono ritrovati
per decreto “espropriati” dei propri diritti e
rispettivi doveri di “indirizzo e di controllo”.
Purtroppo, la
responsabilità maggiore “più clamorosa” è
proprio del Consiglio regionale quale principale
Istituzione legislativa abruzzese, la quale
infatti, dopo dieci mesi dal 6 aprile, ancora
non è stata convocata né in seduta ordinaria e
né straordinaria per affrontare il tema
“specifico e operativo” della ricostruzione in
tutti i suoi molteplici aspetti, nemmeno per
“impegnare” il Presidente della Regione e
Commissario delegato, la Giunta e l'Assessore
competente ad intervenire con somma urgenza,
insieme alla Protezione Civile, alla messa in
sicurezza degli edifici pubblici “strategici” e
degli alloggi di Edilizia Residenziale pubblica
e privata costruiti in zone della Regione
Abruzzo ad alto rischio sismico.
Ci
affidiamo adesso alla Magistratura abruzzese
affinchè accerti se, rispetto ai lavori
per il G8 a L'Aquila e alla mancata partenza
della ricostruzione, ciò che è accaduto in
Abruzzo possa avere a che fare “anche” con
quanto è emerso nella inchiesta della
Magistratura fiorentina sui lavori per il G8
alla Maddalena, alla luce della quale tra
l'altro, come è stato reso pubblico attraverso
le provvidenziali intercettazioni telefoniche,
qualcuno, già il 6 aprile 2009, si affrettava a
suggerire ad un suo sodale: “Alla
Ferratella occupati di sta roba del terremoto
perchè qui bisogna partire in quarta subito,
non è che c'è un terremoto al giorno”.
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