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Roseto degli Abruzzi,
24 febbraio 2010 - Dal Coordinatore
Regionale di Mia Casa, Pio Rapagnà, riceviamo e
pubblichiamo il seguente appello:
Associazione Inquilini
Assegnatari
Mia Casa d'Abruzzo
Sede regionale - Via
Lombardia, 10 – 64026 Roseto degli Abruzzi (TE)
COMUNICATO STAMPA
Il Mia Casa ha inviato, in
data odierna, una lettera al Presidente della
Giunta Regionale Dott. Gianni Chiodi,
all'Assessore alla Politica della Casa Ing.
Angelo Di Paolo e al Commissario straordinario
dell'ATER della Provincia dell'Aquila Avv.
Piergiorgio Merli e per conoscenza al Presidente
del Consiglio regionale Avv. Nazario Pagano, con
la quale, alfine di “attivare concretamente” la
ricostruzione-sistemazione del patrimonio di
edilizia residenziale pubblica colpita dal
terremoto del 6 aprile scorso, si chiede in
particolare di poter conoscere:
il numero effettivo di
“perizie” tecniche inviate dalla azienda Ater al
Comune dell'Aquila e/o alla società “Fintecna”
al fine di ottenere il contributo per la
sistemazione degli alloggi di tipo “A”, “B” e
“C”, corredate con il relativo numero di
protocollo delle pratiche;
l'esito delle domande
stesse, ovvero la deliberazione del contributo
richiesto o la sua determinazione nella scadenza
temporale e nel quantum; oppure, nel caso
di eventuale respingimento della richiesta, i
motivi del diniego del contributo;
l'ammontare esatto
dell'importo eventualmente concesso in
conseguenza delle richieste effettuate e i tempi
della sua eventuale giacenza qualora già
assegnato;
se nelle intenzioni della
Regione rientrano eventuali volontà di
alienazione o cessesione a privati delle aree su
cui sorgono gli edifici di edilizia residenziale
pubblica.
Con questa ulteriore
“iniziativa istituzionale” l'Associazione Mia
Casa ha interesse a conoscere se l'Ater, o la
Regione, abbiano (o non abbiano) richiesto i
contributi per la ricostruzione delle case
popolari classificate A, B e C e se li abbiano
quindi ricevuti ed, in ipotesi contraria, sapere
il perché.
Ciò anche in relazione al
fatto incontrovertibile che l'Ater, in qualità
di “proprietaria” degli alloggi di Edilizia
Residenziale Pubblica, aveva il dovere di
chiedere le somme (fino a 10 mila euro per ogni
alloggio classificato “A” più 2.500 euro per
ogni condomino) per consentire l'agibilità
effettiva degli alloggi. Senza considerare che
allo scopo, la stessa Azienda aveva persino
diramato fin dal 3 luglio 2009 un avviso
pubblico per l'affidamento degli incarichi
professionali.
E' nell'interesse pubblico
e delle famiglie ancora “sfollate” conoscere se
tutta questa attività è stata svolta al fine di
poter capire perché, finora, non ha prodotto il
risultato della effettiva esecuzione dei lavori
necessari e relativi quantomeno all'avvio della
“ricostruzione leggera”.
Pio Rapagnà
ex-parlamentare,
coordinatore “Mia-Casa” |