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Il “Movimento degli
Inquilini Abruzzesi” ha festeggiato il 1° Maggio
a L'Aquila in Piazza del Duomo insieme agli
altri lavoratori e pensionati, riconfermando il
quotidiano impegno per la immediata riparazione
degli alloggi classificati A, B e C, per la
ricostruzione degli edifici classificati E ed F
e per la “urgentissima e improcrastinabile”
messa in sicurezza dell'intero patrimonio di
Edilizia Residenziale Pubblica, a cominciare
dalle zone ad alto rischio colpite dal sisma,
dentro e fuori dal cratere.
Purtroppo lo stesso
Consiglio regionale, che nei 13 mesi trascorsi
dal terremoto nulla ha fatto di concreto per la
“messa in sicurezza” degli alloggi pubblici, sta
mettendo in atto una serie di provvedimenti tesi
alla “privatizzazione” del settore della
Edilizia Residenziale Pubblica, arrivando
addirittura a suggerire alle ATER, per 30
denari, la “separazione giuridica e
fisica” degli alloggi e delle unità
immobiliari dalle rispettive “pertinenze”,
a fini di profitto economico su locali
(cantine, garage e accessori) e speculazione
edilizia su superfici scoperte di uso comune,
terrazze, aree verdi condominiali e spazi
edificabili.
Il Mia Casa d'Abruzzo
intende prima di tutto respingere con forza,
anche attraverso una “denuncia legale”, un
reiterato “assalto” ad alcuni fondamentali
diritti degli Inquilini e Assegnatari pubblici
messo in atto dal Consiglio regionale attraverso
l'art. 27 della Legge Finanziaria
approvata il 29 dicembre scorso. Tale articolo
infatti assume come legittima una “interpretazione
autentica” dell'art. 13 della Legge
nazionale 392/1978 sulla determinazione della
“superfice convenzionale” per il calcolo
dell'equo canone, stabilendo che tale richiamo
da parte della Legge Regionale n. 96 del 1996
deve autenticamente interpretarsi nel senso che
il garage o l'autorimessa e quindi per
conseguenza anche tutte le altre pertinenze
dell'unità immobiliare assegnata “devono” essere
direttamente e fisicamente collegati con
l'alloggio, anche nelle unità immobiliari di più
piani, altrimenti i diritti sulle pertinenze
decadono.
Sulla base di tale
interpretazione della norma – che gli inquilini
e il “Mia-Casa” contestano in toto – si vorrebbe
determinare per via autonoma e “forzosa” o il
pagamento da parte degli Assegnatari di un
affitto “aggiuntivo” a prezzo di mercato
rispetto a quello per l'alloggio, o la locazione
e la vendita delle pertinenze “a terzi” per
gli usi commerciali o esplicitamente edificatori
con “trasferimento di volumi” e
trasformazione urbanistica e di destinazione
d'uso di interi complessi e quartieri, a
cominciare ad esempio proprio dai complessi
residenziali e quartieri popolari dell'Aquila e
dalle Frazioni, distrutti o gravemente
danneggiati dal terremoto. Tutto ciò si
verificherà proprio alla luce di quella sorta di
“privatizzazione” dell’urbanistica che investe
in pieno anche l’edilizia popolare attraverso il
Piano Casa e la nuova legge
urbanistica abruzzese.
Il Mia Casa chiederà conto
di tutto ciò al Consiglio regionale nella seduta
del 4 maggio prossimo e nel corso della
audizione da parte della 2^ Commissione
consiliare convocata dal Presidente Luca
Ricciuti per giovedì 6 maggio sulle
problematiche relative alla “ricostruzione”
delle Case ATER dell'Aquila e dei Comuni del
cratere. |