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L'Aquila, Mercoledì
10 Febbraio 2010 - Dal Coordinatore
Regionale di Mia Casa, Pio Rapagnà, riceviamo e
pubblichiamo:
Nella giornata di venerdì
5 giugno 2009, ad appena due mesi dal terremoto,
il Prefetto dell'Aquila Gabrielli, su richiesta
del Mia Casa d'Abruzzo, convocò una riunione
presso la sede della Prefettura della Scuola
della Guardia di Finanza di Coppito, per
affrontare la situazione degli alloggi popolari.
Alla riunione presero parte il Prefetto stesso,
il Coordinatore del Mia Casa, il Dipartimento di
Protezione Civile, il Direttore dell'ATER, i
rappresentanti della Regione, della Provincia e
del Comune dell'Aquila.
Il Mia Casa voleva fare
arrivare agli Inquilini e Assegnatari ATER e dei
Comuni del cratere “sfollati” sulla costa e
nelle tendopoli, un messaggio di incoraggiamento
e una informazione ufficiale circa gli
interventi che sarebbero stati assunti per il
ripristino delle agibilità, per la riparazione,
il recupero, la ricostruzione e la messa in
sicurezza delle abitazioni danneggiate.
Grande fu la rilevanza pubblica dell'incontro e
positivi furono i risvolti psicologici e sociali
degli impegni assunti dalla Protezione Civile,
dal Prefetto, dalle Istituzioni regionali,
provinciali e comunali e dall'ATER dell'Aquila
per moltissime famiglie in trepida e fiduciosa
attesa di un "ritorno" a casa a brevissima
scadenza: infatti venne sancito e ribadito
che il patrimonio abitativo dell'ATER
sarebbe stato riparato, consolidato e reso
riabitabile dall'ATER stesso quale soggetto
proprietario ed ente strumentale della Regione
Abruzzo. Mentre il Comune dell'Aquila avrebbe
provveduto a fare altrettanto per gli alloggi di
sua proprietà.
Tra l'altro, in quella
circostanza, il Direttore dell'ATER annunciò a
tutti che, due mesi prima, aveva provveduto ad
assicurare gli alloggi di sua proprietà rispetto
ad una serie di possibili rischi.
A seguito della verifiche
effettuate dai tecnici incaricati dalla
Protezione Civile, abbiamo preso atto che, a
fronte di un patrimonio complessivo di circa
4.000 alloggi di Edilizia
Residenziale Pubblica colpiti dal sisma, il 54,4
% pari a 2.176 alloggi hanno dato
esito A e sono stati dichiarati
agibili; il 15,6% pari a 624
alloggi hanno dato esito B
e sono stati dichiarati temporaneamente
inagibili, ma resi agibili con
provvedimento di pronto interevento; il 3,9%
pari a 156 alloggi hanno dato
esito C e sono stati dichiarati
parzialmente inagibili; l'1,3% pari a
52 alloggi hanno dato esito
D e sono stati dichiarati
temporaneamente inagibili da rivedere
con approfondimento; il 21,3% pari a 852
alloggi hanno dato esito E e
sono stati dichiarati totalmente
inagibili; il 3,5% pari a 140
alloggi hanno dato esito F
e sono stati dichiarati inagibili
per rischio esterno.
Rispetto alla
“ricostruzione leggera” dei circa 3.000 alloggi
classificati A, B e C, nei quali avrebbero
potuto rientrare 3.000 nuclei familiari di varia
composizione, cioè un numero enorme da 10.000 a
12.000 persone, l'ATER ed il Comune dell'Aquila
non hanno fino ad adesso mosso un dito e aperto
un qualsivoglia tipo di cantiere, mentre le
famiglie che sono state costrette a rientrare
negli alloggi classificati A, in assenza dei
necessari interventi di consolidamento per
riportarli ad una “ordinaria e certificata”
sicurezza antisismica, lo hanno dovuto fare a
loro rischio e pericolo.
Eppure, il Decreto-Legge
Abruzzo e la Ordinanza di Ferragosto, mettevano
a disposizione ben 150 milioni di euro, che
nessuno ha pensato di immediatamente utilizzare.
Mentre il Consiglio regionale e le altre
“Istituzioni” sono state tranquillamente a
guardare! |