|
Pescara, Mercoledì
21 Luglio 2010 - Dall'Ufficio stampa
del WWF Abruzzo riceviamo e pubblichiamo:
Domenica18 Luglio, insieme ad esperti
faunistici, botanici, geologi e archeologi, il
WWF Abruzzo, con la sezione locale “Zona
Frentana”, ha organizzato all’interno della
Riserva Naturale Controllata “Punta dell’Acquabella”
una giornata di studio e di ricerca.
Istituita nel 2007 con L.R. n. 5, insieme alle
nuove Riserve “Grotta delle Farfalle”, “Ripari
di Giobbe”, e “Marina di Vasto”, questa Riserva
con la sua falesia rappresenta insieme alle
dune della Riserva di Punta Aderci e alla
Lecceta di Torino di Sangro della omonima
Riserva, un altro esempio rappresentativo di
natura da tutelare lungo la Costa Teatina.
L’iniziativa del WWF, patrocinata dal Comune di
Ortona e svolta grazie alla collaborazione della
locale associazione Acquabella, ha permesso
anche la ripulitura della spiaggia e si è
conclusa in serata all’interno della pineta, a
ridosso del Cimitero Militare Canadese, con una
degustazione dei prodotti tipici della zona e
con le suggestive melodie del coro polifonico
Cromaticoro che ha iniziato e concluso
l’esibizione con la dolce e struggente canzone
“L’acquabbélle” scritta da Cesare De Titta.
Interessanti sono stati i contributi degli
esperti consegnati al WWF a conclusione della
giornata di studio e di ricerca sul campo.
Il naturalista Massimo Pellegrini ha esaminato
la vegetazione che principalmente è
rappresentata da una pineta di impianto recente
e da lembi di bosco con piante termofile anche
di grandi dimensioni come il Leccio Quercus ilex
e l’ Alloro Laurus nobilis che nelle zone più
fresche e ricche d’ acqua lasciano il posto ad
entità più mesofile come l’Olmo Ulmus minor
oltre a qualche Pioppo Populus alba e Salice
Salix alba.
L’esperto ornitologo Augusto De Sanctis ha
osservato e ascoltato il Picchio verde, il
Picchio rosso maggiore, il Colombaccio, il
Gheppio, il variopinto Gruccione (probabilmente
nidificante su qualche scarpata della zona),
l’Airone cenerino, lo Scricciolo ed altri
piccoli passeriformi comuni. Interessante
l’osservazione condotta da Federico Artizzu
della Nitticora (sicuramente nidificante) alla
foce del Torrente Moro.
Il geologo Silvano Agostini ha evidenziato
l’importanza di questo tratto di costa alta,
bordata verso il mare da una falesia dal punto
di vista geologico.
Questo elemento del paesaggio viene definito
geosito di carattere geologico e geomorfologico
in quanto permette di osservare al meglio
l’evoluzione nel tempo degli ambienti marini
prima dell’emersione di quest’area e la
successiva evoluzione della stessa come falesia,
determinata all’erosione marina tuttora in atto.
La falesia o ripa di erosione è il risultato
infatti dell’azione meccanica di degrado e
dell’allontanamento dei detriti da questo
prodotti, da parte del mare.
La sua genesi dipende oltre che dalla
tipologia di roccia presente e dalla giacitura
della stratificazione, dall’energia delle onde,
dal regime delle maree e delle correnti e non
ultimo dai fenomeni morfodinamici non solo
attuali, ma anche precedenti, tra i quali quelli
legati alle oscillazioni glacio eustatiche del
Pleistocene superiore.
L’antica formazione della falesia ripercorre
anche la presenza storica e preistorica
dell’uomo che è stata indagata dall’archeologa
Giulia Imola.
Lungo tutta la costa dei trabocchi sono
frequenti segnalazioni di materiale litico
scheggiato prevalentemente in selce, attribuito
ad epoca neolitica; questo materiale si trova
anche sulla spiaggetta dell’Acquabella, che
probabilmente corrisponde a strati appartenenti
al terrazzo marino sovrastante.
Proseguendo nel tempo abbiamo i resti di una
strada lastricata attribuita ad epoca romana e
sul versante della valle scavata dal fiume Moro,
appena fuori la Riserva, si possono osservare i
resti delle mura perimetrali della chiesa di San
Marco attribuita all’età paleocristiana, mentre
proprio alla foce del fiume Moro è stato di
recente rinvenuto un torrione di avvistamento,
già segnato da Vittorio Faglia nel 1977,
appartenente al sistema di torri costiere per
la difesa dai saraceni, adottata in tutto il
regno di Napoli nel XVI sec..
Non si può inoltre non nominare l’importanza
storica che ha avuto quest’area durante la
Seconda Guerra Mondiale: infatti sul promontorio
dell’Acquabella è situato il cimitero canadese
che ospita le tombe di oltre 1600 soldati
alleati che morirono durante le battaglie per
rompere la linea Gustav.
Dichiara Camilla Crisante, presidente del WWF
Abruzzo: “ per i valori naturalistici,
paesaggistici e storici così chiaramente
rappresentati in questa area, è di importanza
fondamentale attivare al più presto possibile
tutte le forme e azioni di tutela e gestionali
previste dalla legge istitutiva. La vicinanza
del cimitero militare, dove riposano tanti
giovani canadesi che hanno donato la vita per la
nostra libertà, dovrà guidare le nostre azioni
future a favore della Riserva in modo da far
prevalere sempre lo spirito della pace con gli
uomini e con la natura”.
INFO: 3683188739 |