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Pescara,
Mercoledì 12 Maggio 2010 -
Tante attiviste del WWF Abruzzo si sono rivolte
al Ministro dell’Ambiente, Stefania
Prestigiacomo per
rivolgere un appello “rosa” contro la deriva
petrolifera nella nostra Regione.
Al Ministro le donne del
WWF chiedono adeguate iniziative legislative e
provvedimenti cautelari:
- La prima richiesta
riguarda la procedura di approvazione che
essendo attivata singolarmente per ogni istanza
di coltivazione o di ricerca non restituisce la
reale situazione nel suo complesso. Realmente ci
troviamo di fronte cioè ad un mal celato
piano regionale di sfruttamento degli
idrocarburi con significativi effetti
negativi sull’ambiente che non viene sottoposto
alla procedura della Valutazione Ambientale
Strategica così come invece la
Direttiva Comunitaria
2001/42 impone. La procedura della VAS
dovrebbe garantire, infatti, un elevato livello
di protezione dell’ambiente e la promozione
dello sviluppo sostenibile,
nell’attuazione dei piani
e programmi che hanno significativi effetti
sull’ambiente. I devastanti effetti
sull’ambiente, sull’economia e sulla salute
delle trivellazioni petrolifere in
Basilicata inducono a
considerare questo come il problema centrale;
- La seconda riguarda
maggiormente la tutela del mare. A luglio di
quest’anno tutti gli stati membri dell’Unione
Europea dovranno recepire la Direttiva Quadro
sulla Tutela del Mare
e degli Oceani,
mentre i petrolieri vogliono continuare a
trivellare il mare a pochi Km dalla
riva. L’Adriatico è un
mare quasi chiuso, poco profondo e un incidente
di gran lunga meno
grave di quello che sta
provocando un disastro ambientale dalle
dimensioni gigantesche nel
Golfo del Messico, ne
determinerebbe la morte assoluta.
In allegato Il testo
completo dell’appello.
WWF ABRUZZO
APPELLO AL
MINISTRO PRESTIGIACOMO
WWF Italia Onlus
ONG
Sezione Regionale
Abruzzo
Viale D’Annunizio, 68
65127 Pescara
Tel/fax: 085.4510236
e-mail: abruzzo@wwf.it
sito:
www.wwf.it/abruzzo
Ill.mo Ministro
Stefania Prestigiacomo
Ministro dell’Ambiente
e della tutela
del Territorio e del
Mare
Via Cristoforo
Colombo, 44
00147 Roma
Pescara, 12.05.2010
Prot. n.184
Oggetto: Richiesta
di interventi urgenti di contrasto alla deriva
petrolifera in Abruzzo
Gent.ma Ministro
Stefania Prestigiacomo,
ci rivolgiamo a Lei
certe che questo appello “al femminile” sarà
accolto con la sensibilità che già in diverse
occasioni ha manifestato nei confronti
dell’ambiente e della natura. Da alcuni anni
tutto il movimento ambientalista abruzzese è
fortemente mobilitato a contrastare la deriva
petrolifera cui sembra destinata la nostra
regione. In questi ultimi anni, a partire dalla
vicenda legata al progetto di estrazione del
petrolio presentato dall’ENI (cosiddetto Centro
Oli) ad Ortona, forze politiche, economiche ed
ambientaliste si sono ritrovate compatte
nell’esprimere contrarietà ad ogni ulteriore
ipotesi di attività estrattive a terra e in
mare, preoccupate delle conseguenze negative
sull’ambiente, sulla salute e sulle economie
legate all’agricoltura, alla pesca e soprattutto
al turismo.
Un dossier di WWF e
Legambiente, presentato il 16 Febbraio 2009
in occasione del quarto anniversario del
Protocollo di Kyoto, contenente dati e numeri
sui permessi di ricerca, concessioni
di coltivazioni e di
stoccaggio di idrocarburi in Abruzzo, ha
restituito un’immagine diversa da quella ormai
entrata nella nostra cultura e nell’immaginario
collettivo anche internazionale: il territorio
conosciuto come la Regione Verde d’Europa per la
presenza di estesi Parchi Nazionali e Regionali
di eccezionale bellezza ed importanza sta
diventando, concessione dopo concessione, un
vero e proprio distretto petrolifero.
Quasi la metà
dell’Abruzzo (49,11%) e circa i tre quarti dei
Comuni (221), che racchiudono nell’insieme quasi
l’80% della popolazione regionale (1.045.488
abitanti), sono interessati da concessioni o
permessi di ricerca di idrocarburi.
Anche il nostro mare è
interessato da sette concessioni di coltivazione
in atto e diverse sono le istanze di nuove
ricerche e nuove concessioni. Eppure, il nostro
mare e la nostra costa sono
meritevoli di tutela.
Proprio recentemente si è concluso, con la Sua
firma e quella del Ministro Tremonti, l’iter
approvativo del Parco Marino del Cerrano
mentre è stato ripreso quello del Parco
Marino della Costa
Teatina che
ci auguriamo si concluda al più presto.
In realtà tutto il
mare Adriatico è interessato da queste attività
e con grande attenzione stiamo seguendo anche
l’evolversi delle istanze di ricerca che si
vorrebbero svolgere nei fondali tra il Gargano e
le isole Tremiti nella vicina Puglia.
Registrato come:
Associazione Italiana
per il
World
Wide Fund For Nature
Via Po,
25/c – 00198 Roma
C.F. 80078430586
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Ente morale
riconosciuto con D.P.R. n.493 del 4.4.74.
Schedario Anagrafe
Naz.le Ricerche N. H 1890AD2.
O.N.G. idoneità
riconosciuta con D.M. 2005/337/000950/5 del
9.2.2005 – ONLUS di diritto
WWF Italia Onlus
ONG
Sezione Regionale
Abruzzo
Viale D’Annunizio, 68
65127 Pescara
Tel/fax: 085.4510236
e-mail: abruzzo@wwf.it
sito:
www.wwf.it/abruzzo
Due sono, pertanto,
gli argomenti principali che desideriamo
sottoporre alla Sua cortese attenzione con
l’invito ad intervenire sia con adeguate
iniziative legislative sia con provvedimenti
cautelari:
- La prima questione è
strettamente legata alla procedura di
approvazione che essendo attivata singolarmente
per ogni istanza di coltivazione o di ricerca
non restituisce la reale situazione nel suo
complesso. Realmente ci troviamo di fronte cioè
ad un mal celato piano
regionale di sfruttamento degli idrocarburi
con
significativi effetti negativi sull’ambiente che
non viene sottoposto alla procedura della
Valutazione Ambientale Strategica così come
invece la Direttiva Comunitaria 2001/42 impone.
La procedura della VAS dovrebbe
garantire, infatti, un elevato livello di
protezione dell’ambiente e la promozione dello
sviluppo sostenibile, nell’attuazione dei piani
e programmi che hanno significativi effetti
sull’ambiente. I
devastanti effetti sull’ambiente, sull’economia
e sulla salute delle trivellazioni petrolifere
in Basilicata inducono a considerare questo come
il problema centrale;
- La seconda riguarda
maggiormente la tutela del mare. A luglio di
quest’anno tutti gli stati
membri dell’Unione
Europea dovranno recepire la Direttiva Quadro
sulla Tutela del Mare
e degli Oceani,
mentre i petrolieri vogliono continuare a
trivellare il mare a pochi Km dalla riva.
L’Adriatico è un mare quasi chiuso, poco
profondo e un incidente di gran lunga meno grave
di quello che sta provocando un disastro
ambientale dalle dimensioni gigantesche nel
Golfo del Messico, ne determinerebbe la morte
assoluta.
Da Santa Monica in
California la Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna,
appassionata paladina di questa battaglia, così
ha scritto ai tantissimi giovani che hanno
partecipato alla manifestazione “No Petrolio, Sì
all’Abruzzo delle rinnovabili” a San Vito
Chietino (CH) il 18 Aprile scorso: “Trivellarci
sarà un processo irreversibile di inquinamento,
malattie, rischi di subsidenza, di scoppi e di
incendi, in mare ed in terraferma da cui non
trarremo nulla di buono. Proprio nulla. Lasciamo
il nostro petrolio dove l’ha messo madre natura
– sottoterra.”
Gent.ma Ministro,
sarebbe per noi un onore accoglierla in visita
per un sopralluogo lungo la costa abruzzese alla
scoperta dei luoghi di straordinaria bellezza
che rischiamo di perdere se le
autorizzazioni alle
trivellazioni non saranno bloccate. Sarebbe
bello che il suo nome rimanesse per sempre
legato alla vittoria di quella che per noi
rappresenta una vera e propria battaglia di
civiltà.
Cordiali saluti
WWF Abruzzo
(Camilla Crisante)
WWF Pescara
(Loredana Di Paola)
WWF Chieti
(Nicoletta Di Francesco)
WWF Teramo (Fausta
Filippelli)
WWf L’Aquila (Anna
Narciso)
WWF Ortona
(Fabrizia Arduini)
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WWF Lanciano (Ines
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(Anna Nanni)
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(Vanessa Ponziani)
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(Chiara Rizzi)
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(Barbara Filippi)
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Marconi)
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Marina Sciarra)
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De Ascentiis) |