|
Pescara, 21 Gennaio
- Anche in Abruzzo, come nel resto d’Italia,
continua la mobilitazione per bloccare il
processo di privatizzazione del bene Acqua
voluto dal governo in carica con l’approvazione
del Decreto Ronchi lo scorso novembre.
Ricordiamo che il decreto
definisce l'acqua un servizio a rilevanza
economica e prevede l'obbligo di affidarne la
gestione ai privati. Tale provvedimento è
un vero e proprio attacco alla democrazia
perché sottrarrà ai cittadini e alla sovranità
delle Regioni e dei
Comuni l’acqua potabile di
rubinetto, il bene più prezioso, per
consegnarlo, a partire dal 2011, alle grandi
multinazionali.
Gli effetti della privatizzazione sono ormai
noti: crescita incontrollata delle tariffe (ad
Arezzo, ad Aprilia e in altri comuni le tariffe
sono aumentate fino al 400%!) e mancati
investimenti per la ristrutturazione delle reti
idriche colabrodo.
I segnali di
resistenza che provengono dalla società civile e
dalle realtà locali sono molto incoraggianti. La
regione Abruzzo ha approvato un emendamento al
Dpfer che impegna la Regione a
preservare il carattere pubblico dell’acqua e
che sancisce allo stesso tempo che il servizio
idrico deve ritenersi
"privo di
rilevanza economica". Chiediamo ora al
presidente Chiodi di fare ricorso alla Corte
Costituzionale contro il Decreto Ronchi (come
hanno già fatto altre quattro regioni).
Molti comuni
italiani e abruzzesi stanno avviando l’iter per
inserire nei propri Statuti un articolo che
definisca il Servizio Idrico Integrato “servizio
pubblico locale privo di rilevanza economica”. A
Pescara, Teramo, L’Aquila, e in molte altre
grandi città è già stata presentata la proposta
di modifica degli statuti comunali; in alcuni
addirittura la delibera è già in discussione e
sta per essere approvata la modifica. Le
amministrazioni comunali stanno reagendo con
fermezza all’arroganza del governo che vorrebbe
imporre loro la privatizzazione di un bene come
l’acqua. La presenza a questa conferenza stampa
di sindaci come quello di Pineto e
Fossacesia lo dimostra.
L’intervento del
Segretario della Camera del Lavoro di Pescara,
Paolo Castellucci ha rimarcato l’interesse dei
lavoratori a difendere il servizio idrico
contro le esternalizzazioni privatizzatrici e
per garantire quel nesso inscindibile tra
qualità del lavoro e qualità del servizio che
solo una gestione pubblica può valorizzare a
pieno.
Riaffermiamo l’interesse
a costruire con tutte le forze sociali ed
istituzionali una concreta gestione pubblica
regionale efficace, partecipata ed organizzata
intorno alla articolazione territoriale di
bacino idrico.
Inoltre insieme
ad associazioni di consumatori, forze sindacali
e politiche stiamo per proporre un referendum
abrogativo che fermi la privatizzazione. Il 20
marzo è stata convocata una grande
manifestazione nazionale a Roma a sostegno di
tutte le iniziative messe in campo contro la
privatizzazione dell’acqua e sarà la data di
avvio della campagna referendaria che
mobiliterà milioni di persone in tutta Italia.
Intanto il
prossimo fine settimana (23 e 24 gennaio) in
decine di località abruzzesi ci saranno
banchetti informativi e si raccoglieranno le
firme a sostegno delle delibere di modifica
degli Statuti comunali. Saremo a Pescara, Chieti,
Teramo, Sulmona, Vasto, Montesilvano,
Francavilla, Giulianova e in molti altri comuni
abruzzesi.
Per questa
Campagna stiamo utilizzando il sito
nonlasciamolifare.org con cui,
provocatoriamente, abbiamo “partecipato” alle
Elezioni politiche regionali del 2008. Il sito è
a disposizione dei cittadini per seguire
l'andamento della campagna nazionale e per
partecipare alle iniziative locali. È un
supporto
utile agli
amministratori che intendono portare questa
battaglia nelle istituzioni locali.
PROMUOVONO: Abruzzo
Social Forum, WWF Abruzzo, Marelibero.net,
Pescara in comune by amici di Beppe Grillo, Arci
Chieti, FP CGIL Abruzzo, Giovani Comuniste/i,
Punto Pace Pescara - Pax Christi, PeaceLink
Abruzzo, Collettivo onda libera, Cooperativa Il
Mandorlo Bottega Commercio equo, Site.it,
Caritas – Diocesi Pescara, R.. R.. Resh,
Filcem-Cgil Abruzzo, Emporio Primo Vere
ADERISCONO: Partito della Rifondazione
Comunista-SE, Italia dei Valori, Partito
Comunista dei Lavoratori, Verdi, Partito di
Alternativa Comunista. |