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Teramo, 3.02.2012 -
Un tavolo istituzionale ampio, presieduto da
Catarra, al quale hanno preso parte l’assessore
regionale al Lavoro, Paolo Gatti, gli assessori
provinciali Eva Guardiani e Ezio Vannucci, il
sindaco di Basciano, Paolo Paolini e al termine
del quale i sindacati e i rappresentanti
aziendali della Golden Lady hanno chiuso un
accordo per la chiusura di due reparti nello
stabilimento di Basciano e per la
riorganizzazione produttiva del sito aziendale.
Pur ribadendo il peso e la portata delle
difficoltà congiunturali, l’azienda,
rappresentata dal responsabile nazionale delle
risorse umane, Federico Destro accompagnato da
Carlo Scorranese dello stabilimento di Basciano,
ha confermato la volontà di continuare a
lavorare nella nostra provincia “riaffermando
che il sito produttivo resta un punto
strategicio del Gruppo ma che tuttavia il
persguimento di tale obiettivo passa per una
rivisitazione di alcuni aspetti
dell’organizzazione produttiva”. “Si tratta
di un risultato particolarmente significativo,
frutto della qualità delle relazioni industriali
grazie all’impegno congiunto di sindacati e
istituzioni e del lavoro svolto dagli uffici –
ha fatto rilevare il Presidente -
Dall’inizio di questa vertenza i numeri degli
esuberi si sono dimezzati. Noi faremo la nostra
parte e possiamo costruire un percorso insieme
alla Regione per sostenere un polo industriale
che continua ad impegnare oltre 400 persone in
uno dei settori, il tessibile, che più ha
risentito della crisi del manifatturiero”.
A conclusione della riunione le parti hanno
convenuto quindi di predisporre un programma che
accompagnerà la riorganizzazione produttiva che
avverrà attraverso un percorso di C.I.G.
straordinaria per 40 dipendenti per cessazione
dell’attività dei due reparti in un arco di
tempo di 24 mesi. Sono previsti incentivi per
chi, fra questi 40 esuberi, volesse accedere
alla mobilità volontaria. L’accesso alla cassa
integrazione straordinaria consentirebbe, fra le
altre cose, di accompagnare, almeno una ventina
di lavoratori, alle soglie della pensione. Per
il resto dei dipendenti, circa 400, sarà
applicato il contratto di solidarietà. “Vorrei
far rilevare – ha affermato a questo
proposito Paolo Gatti – la condizione
molto diversa che si è realizzata in questo polo
produttivo rispetto ad altre realtà
territoriale. E’ chiaro, anche noi ci poniamo
dei problemi di prospettiva e anche per questo
siamo qui, per confermare il nostro impegno,
quello della Regione, per sostenere con gli
strumenti a nostra disposizione, l’impegno
dell’azienda”.
L’accordo sottoscritto prevede l’attivazione da
parte di Regione e Provincia di interventi di
politiche attive del lavoro mediante la
predisposizione di specifici percorsi formativi
e di riqualificazione professionale al fine di
favorire opportunità occupazionali ai lavoratori
interessati verso aziende del territorio, anche
in settori produttivi diversi da quello tessile
e il monitoraggio da parte di Confindustria
Teramo (era presente Luciano De Remigis)
dell’andamento della situazione occupazionale
del territorio al fine di individuare
opportunità di reimpiego, per i lavoratori
sospesi, nell’ambito delle imprese associate.
Come rilevato dall’assessore Ezio Vannucci:
“Si tratta di un accordo molto positivo
perché riguarda uno dei settori dei settori che
più sono stati colpiti dalla crisi. In questo
come in atri e significativi casi il ruolo
svolto dal settore delle relazioni industriali
dell’ente ha consentito di limitare le
conseguenze negative sul piano occupazionale”.
Scheda aziendale
Golden Lady Company S.p.A. produce sin dal 1967
ed opera nel settore tessile/abbigliamento ed in
particolare nella produzione e
commercializzazione di calze, collants ed
articoli affini con sbocchi commerciali sia nel
mercato interno che in quello dei paesi europei
ed extraeuropei. Da oltre un decennio ormai
tutti i dati sull’andamento dei mercati
confermano che l’intero Sistema Moda Italiano
sta attraversando un periodo molto difficile
nell’ambito del quale anche il comparto della
calzetteria femminile ha subito una fortissima
contrazione della domanda sia in valore che in
quantità. Il comparto registra infatti una
pesante flessione di produzione, fatturato ed
esportazioni quale conseguenza di una combinata
serie di fattori negativi: la generalizzata
crisi dei consumi, la maggiore durata del
prodotto e le tendenze della moda. Dalla seconda
metà degli anni ’90, la contrazione dei volumi
subita dal mercato Italiano della calzetteria
femminile, core business del gruppo Golden Lady,
ha fatto si che si passasse da 610 milioni di
paia all’anno nel 1995, a 230 milioni nel 2011,
con una perdita di quasi due terzi dei volumi
(fonte Sita). La flessione dei consumi è stata
ulteriormente aggravata dall’accresciuta
competitività dei prodotti finiti e dei
semilavorati provenienti dai paesi di nuova
industrializzazione. La situazione involutiva
sopra menzionata è stata drammaticamente
appesantita dall’attuale crisi economica
mondiale che si è manifestata dal mese di
ottobre 2008.
Per quanto sopra l’Azienda ha ritenuto
imprescindibile ed improcrastinabile una
riorganizzazione del Gruppo finalizzata a
ricercare le migliori soluzioni organizzative e
la migliore competitività in termini di qualità,
prezzo e servizio realizzando la maggior
automazione possibile delle varie fasi di
lavorazione e ricercando sinergie produttive e
distributive idonee all’ottimizzazione dei
flussi e dei costi. Ad esito di questa
operazione le produzioni che facevano capo ai
reparti di tessitura di tubolari per biancheria
intima seamless e di cucitura manuale operanti
presso lo stabilimento di Basciano sono state
assorbite da altre unità produttive del gruppo,
le prime, e da processi di cucitura
automatizzati, le seconde. Questa situazione ha
comportato la decisione aziendale di cessare
l'attività produttiva dei reparti “Tessitura
Intimo” e “Cucitura Manuale” dello stabilimento
di Basciano . |