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Giulianova,
Mercoledì 15 Settembre 2010 -
Il Giulianova a L’Aquila
non può che essere, inevitabilmente, un derby
tra Leonardo Bitetto, che ha contrassegnato due
anni e mezzo sulla panchina giallorossa, dal
2007 al 2010, conditi da una salvezza, una
promozione in C1 e l’immediata retrocessione
dell'ultimo campionato, ed Ersilio Cerone, il
successore che ne ha raccolto il testimone nella
scorsa estate calda.
Lei,
Cerone, sente il derby come un confronto con
Bitetto?
“No, assolutamente. Conosco poco Bitetto, e per
quel poco posso dire che è una persona perbene,
che stimo per l’esperienza e i risultati
conseguiti in carriera, non soltanto a
Giulianova, ma non è un confronto tra noi due, è
un derby tra L’Aquila e Giulianova”.
Comunque sia, lei è erede di Bitetto, se non
altro perché ha preso in mano un Giulianova che,
ora come allora, punta sulla politica sui
giovani...
“Ognuno, tuttavia, vede il calcio a modo suo.
Per esempio, il gioco di Bitetto prevede gli
esterni lineari, il mio gli esterni più
offensivi. Un confronto, però, non è giusto. La
valorizzazione dei giovani, del resto, è sempre
stata la politica del Giulianova, sta poi a
ciascuno di noi strutturare la squadra secondo
le proprie vedute per raggiungere gli obiettivi
della società e una crescita per tutti”.
Quanto può valere la vittoria al Fattori in
Coppa Italia?
“Non conta. La Coppa serve per migliorare la
condizione, vincere, magari, fa morale, ma
non esprime valori assoluti. La partita da
giocare è quella di domenica prossima, anzi
anche quella del ritorno”
Pensa di recuperare tutti gli infortunati a
L'Aquila (Zoppetti, Croce, Paponetti, per la
cronaca; ndr)?
“Sì. Devono dare una mano alla causa, il
Giulianova non può fare a meno della loro
esperienza. Con loro, vedrete, sarà un'altra
squadra”.
E' andato via De Angelis, la società correrà ai
ripari?
“E' necessario. De Angelis è stata una figura
importante, come professionista e soprattutto
come uomo. Stiamo cercando il sostituto delle
sue caratteristiche e qualità”
De Simone, per esempio, o l'ex giallorosso
Scartozzi?
"Anche altri. Diciamo che De Simone, non
Scartozzi, è
il prototipo con le
caratteristiche che cerchiamo".
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