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Giulianova,
Venerdì 3 Setembre 2010 - “Voglio un
Giulianova “incazzato”, con lo spirito dei suoi
tifosi". Ersilio Cerone non considera la
prima trasferta in campionato, a Poggibonsi, "la
partita del riscatto” dalla sconfitta con la
Sangiovannese nell’esordio al Fadini, tuttavia
si aspetta un Giulianova diverso, appunto nello
spirito e nella concezione del gioco, rispetto
alla brutta copia di domenica scorsa. Il
tecnico di Avezzano ribadisce che “dobbiamo
curarci di essere noi stessi, non
dell’avversario”, ma è chiaro che
l'avversario, sul fronte opposto c'è e nella
fattispecie - avverte - "è un Poggibonsi
muscolare, che corre, che è migliorato rispetto
alla stagione passata, ed è tosto. Rispecchia il
carattere del suo allenatore, Firicano, che è
mio amico e conosco”. Confermato il blocco
dalla cintola in giù, anche per l'assenza di
Croce che continua ad avvertire fastidio alla
caviglia infortunata e per questo non ha ancora
effettuato la risonanza magnetica, Cerone medita
di cambiare volto all'attacco, gettando subito
nella mischia l'esterno Margarita, il rinforzo
del calciomercato insieme al centravanti
Paponetti, e di innestare Morga, autore del
goal-vittoria a L'Aquila in Coppa Italia, come
punta più avanzata, con Gubinelli o D’Angelo
nell’altro ruolo del tridente offensivo. Resta
ai box “Margarita sta bene, non escludo che
possa essere subito dell’undici iniziale.
Paponetti, che a Crotone ha lavorato a parte,
non è ancora pronto, lo sarà in una decina di
giorni” ammette l’allenatore che, prima
dell'arrivo di Margarita e Paponetti, aveva
definito il Giulianova “abbastanza
competitivo”. Si può sostituire
"abbastanza" con “completamente",
adesso? Ribatte Cerone: “Questo è un
Giulianova che può fare sicuramente bene, anche
se occorrerà naturalmente ancora un po’ di tempo
affinchè anche i nuovi possano integrarsi al
meglio. Nutro fiducia in questi ragazzi sia come
gruppo sia come valori, a patto che, ripeto,
facciano ciò sanno fare, con semplicità”.
Evidente che il tecnico marsicano, per
contrasto, si riferisca a quello che i
giallorossi non hanno fatto, o hanno fatto male,
contro la Sangiovannese, amareggiandolo
soprattutto perché la speranza e l'obiettivo
erano di riconquistare subito la fiducia dei
tifosi in un momento di particolare frizione nei
rapporti : "La tifoseria giallorossa è una
molto coinvolta nel calcio, passionale, è
naturale che di conseguenza abbia manifestato la
sua delusione dopo la sconfitta con la
Sangiovannese. Siamo noi a doverla fare tornare
dalla nostra parte", la prescrizione di
Cerone. Del resto, diciamolo, la vittoria in
Coppa a L’Aquila è storia a se’. Anzi, nemmeno
storia. Ben altro significato Poggibonsi e il
campionato. |