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Giulianova, Venerdì
27 Agosto 2010 - "Sente" la prima,
Ersilio Cerone: “Avverto il coinvolgimento
emotivo per l’esordio in campionato",
ammette il tecnico di Avezzano nella
tranquillità della Fattoria del Cerreto di
Mosciano, dove alloggia. E' sicuro che anche il
Giulianova è già in partita contro la
Sangiovannese, l'avversario che bagnerà l'inizio
dell'avventura al Fadini. "Sì, i ragazzi
hanno voglia di incominciare nel migliore dei
modi. Ho motivo di avere fiducia nel suo spirito
giusto del gruppo, che finora mi ha seguito
abbastanza”, afferma Cerone. Non conosce a
fondo la Sangiovannese, se non che “è una
squadra che si è rinnovata molto, ma conservando
alcuni puntelli. Dell'avversario, tuttavia, non
dobbiamo preoccuparci più di tanto, dobbiamo
pensare, invece, a noi stessi con la convinzione
di continuare a crescere per raggiungere buoni
obiettivi”, incita i suoi. Per buoni
obiettivi Cerone intende “riuscire a fare più
di quello che magari ci si aspetta da un
Giulianova fatto di giovani validi da maturare
sostenuti, però, da giocatori come Zoppetti,
Pucello, De Angelis, lo stesso Croce, che hanno
qualità e predisposizione al lavoro. Questo è
molto importante”, aggiunge l'allenatore. E'
competitivo, però, questo Giulianova? Cerone è
realista: “Lo è abbastanza. Per esserlo in
pieno manca qualcosina in più". Con la
Sangiovannese, quasi certamente giocheranno
Polinesi nel ruolo di fluidificante e De Angelis
, recuperato da un infortunio al ginocchio, in
un centrocampo che proporrebbe la sorpresa di
Coppa Italia, il giovane Rinaldi. Per
Morga si prospetta inizialmente la panchina:
“Stiamo valutando, io e il mio staff, se
impiegarlo subito o in corsa. L'attaccante è in
buone condizioni ma è da poco con noi. E' anche
giusto tenere conto di chi ha fatto bene finora”,
dichiara Cerone pensando al giovane Bebeto.
Senza dimenticare che il regolamento sul
minutaggio degli under ’89, in qualche modo,
condizionerà le scelte per l’attacco tra
Gubinelli, Schneider e D'Angelo. Eccetto Croce,
squalificato e alle prese con una distorsione
alla caviglia, sono tutti abili e arruolati.
Punto fermo, per Cerone, deve essere la carica
agonistica, quella nasce "dentro". "La
passione è la molla che fa la differenza e che
deve animare tutti. A me non piacciono i
giocatori che, per esempio, timbrano solo il
cartellino o accettano passivamente anche la
panchina", sprona il tecnico. Quella
passione che - dice - anima i tifosi giallorossi:
"In Abruzzo hanno pochi eguali. Capisco che,
per questo, sono ancora più amareggiati e delusi
dalla retrocessione della scorsa stagione.
Dobbiamo essere bravi noi, sul campo, a
riconquistare la loro fiducia e il loro calore".
Primo gradino, la Sangiovannese. |