|
Giulianova, Lunedì
30 Agosto 2010 -
L’incavolatura di Ersilio
Cerone per la sconfitta ad opera della
Sangiovannese trova una valida giustificazione:
il tecnico di Avezzano sperava nel successo che
contribuisse a sotterrasse l'ascia di guerra dei
tifosi e lanciasse un ponte di riappacificazione
nel clima di agitazione che si respira da
tempo attorno alla società giallorossa.
Gli ultras avevano fatto capire ancora prima
dell'inizio della gara con i toscani che stavano
aspettando al varco il presidente e la squadra,
disertando la curva ovest. Una manifestazione
civile di protesta non solo contro la tessera
del tifoso, ma soprattutto contro il presidente
D’Agostino, dal quale i tifosi si è sentiti
presi in giro sia per la storia del ripescaggio
sia per la mancanza di investimenti tecnici dopo
le cessioni degli elementi di maggiore mercato.
Più dura e plateale la contestazione è diventata
al termine della gara, nel piazzale dell'ex
carcere retrostante il Fadini. Persone vicine a
D'Agostino rivelano che il presidente ieri sera
fosse così amareggiato da meditare l’abbandono
nel caso qualcuno si faccia avanti per rilevare
la società. Per intanto, medita di acquistare
almeno un esterno offensivo, magari già domani a
Milano, dove si recherà con il dg Giuseppe
Tambone in vista della scadenza del mercato,
anche se ci sarà sempre la porta lasciata aperta
dopo, con gli svincolati. Dal canto suo Cerone
dovrà lavorare sodo perchè il Giulianova già
domenica prossima, a Poggibonsi, trovi
l’adeguata condizione fisica, apparsa carente
con la Sangiovannese, passando anche attraverso
una più razionale distribuzione del gioco e
delle forze. In Toscana mancherà ancora Croce,
che lamenta una distorsione alla caviglia.
Mercoledì, nell'ultimo impegno di Coppa Italia a
L'Aquila, saranno in campo le seconde linee.
|