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di
Ludovico Raimondi
Giulianova,
Martedì 19 Aprile 2011 - Dario
D'Agostino tra passato, presente e futuro. A
pochi metri dal traguardo della salvezza e alla
vigilia della sentenza della Corte di Giustizia
che potrebbe ridare al Giulianova il punto tolto
dalla Commissione Disciplinare in primo grado
oppure rincarare la dose con un ulteriore punto
di penalizzazione, così come richiesto in
appello dalla Procura Federale, abbiamo
intervistato il presidente della società
giallorossa. Anche perchè cominciano ad
accavallarsi voci più o meno incontrollate sul
destino del Giulianova.
-
Presidente, giriamoci un attimo indietro. In
un'intervista a Il Messaggero ha
riconosciuto di avere commesso degli errori.
Quali in particolare?
«Nella vita se uno potesse sapere prima come
vanno poi le cose, non farebbe certe scelte. Di
sicuro se ho commesso degli errori, li ho fatti
in buona fede»
-
Andiamo più nello specifico: si è pentito di
avere preso come allenatore Cerone anzichè Di
Meo?
«Non posso dirlo perchè a giugno non conoscevo
Di Meo. Certo, con il senno di poi posso dire
che forse il cambio dell'allenatore avrei potuto
deciderlo con qualche settimana di anticipo.
Ma la controprova nel calcio
non esiste»
-
Cosa, in effetti, non ha funzionato con Cerone?
«Io ritengo che Cerone sia un bravo tecnico. A
Giulianova ha dovuto lavorare in un condizioni
proibitive tra l'ostilità della tifoseria, che
nel derby con il Celano toccò livelli
inimmaginabili, e i numerosi infortuni. Penso,
ad esempio, all'equilibrio che avrebbe avuto il
centrocampo con un tipo come Della Penna quando
Cerone non riusciva nemmeno a comporre il
centrocmpo"
-
E' innegabile, tuttavia, che Di Meo ha dato una
svolta non solo come motivatore ma come
allenatore pratico. Alla "mourinho" ha pensato
bene che i goal prima bisogna evitarli e poi
farli, soprattutto in condizioni di emergenza...
«Esatto. Cerone è stato forse troppo ideologico,
ha insistito su un 4-3-3 offensivo che, in certe
situazioni, andava rivisto per curare
maggiormente la fase difensiva. Di Meo è stato
più concreto ma devo anche aggiungere che
domenica a Gavorrano ho visto anche un bel
gioco, forse il miglior Giulianova della
stagione sotto questo aspetto. Probabile che i
risultati abbianmo aiutato il Giulianova ad
acquisire più fiducia. E poi Di Meo è entrato di
più nel tessuto della città. Credo, in
definitiva, che l'esperienza di Giulianova sarà
servita a Cerone a tutto tondo».
-
Presente: Teme altri punti di penalizzazione?
«Domani vedremo. Secondo regola non dovrei
temerlo, ma la Procura Federale ha assunto una
posizione particolarmente dura, con tutti»
-
Crede nella salvezza, a questo punto?
«Sulla salvezza avrei scommesso anche quando la
davano a 10, ma nel calcio è bene aspettare
sempre la certezza matematica. Tuttavia, la
squadra ha la testa e la mentalità giuste,
fisicamente sta bene, viaggia a un ritmo da play
off, dovrebbe succedere il finimondo per non
riuscire a raggiungerla»
-
E dopo? Qui entriamo nell'argomento del
futuro...E' vero che il Giulianova rischia
l'iscrizione al prossimo campionato?
«Io sono impegnato,
e continuo ad esserlo, a garantire la
continuità. Fino alle scadenze del 15 maggio
questo è possibile. Dopo, però, necessita il
coinvolgimento di altri imprenditori, da solo
non ce la faccio a portare avanti la società»
-
Ha avuto o ravvisa che esistano le condizioni di
avere contatti seri sotto questo punto di vista?
«Per adesso vi sono stati soltanto pour parler,
niente di concreto. Da due anni è così.
Spero che vi siano punti di interesse per il
Giulianova. In fondo, non occorrono milioni di
euro per la gestione, bensì 200-300 mila e una
convinta politica dei giovani...»
-
Parliamo senza peli sulla lingua: oltre ad
accuse di vario genere sulla sua gestione
economica, molti sospettano che lei chieda
troppo per cedere il Giulianova. E' vero?
«Non si vada troppo dietro alle chiacchiere.
Come si fa a sostenere questo quando nessuno
mai, dico nessuno, si è seduto a un tavolo con
me per chiedermi "quanto cosa il Giulianova?".
Io ribadisco che per me personalmente non chiedo
nulla, solo per la gestione»
-
Scusi, lei dice che nessuno le ha chiesto
"quanto costa il Giulianova?" ma il sindaco
Mastromauro le chiese il famoso bilancino quando
si parlò della famosa cordata ascolana. In quel
bilancino inevitabilmente lei avrà riportato le
condizioni necessarie ad acquistare il
Giulianova...
«Appunto, solo il sindaco mi ha chiesto quel
bilancio, nessun imprenditore o interlocutore ha
trattato direttamente con me. Stendiamo un velo
pietoso su quella vicenda"
-
Pensa che la prospettiva della cordata possa
ripresentarsi a giugno?
«Stendiamo un secondo velo pietoso" |