Una sponsorizzazione
la ciambella di
salvataggio del
Giulianova?
Giulianova, 24 Dic. 2010 - Notizie
discordanti sull' evoluzione della crisi
societaria del Giulianova Calcio. Tramontata la
pista romana, il sindaco Mastromauro ha avuto un
appuntamento oggi pomeriggio con un noto
imprenditore locale per l'acquisto del sodalizio
giallorosso o per un ingresso nello stesso. Il
sindaco non ha risposto al telefono, mentre da
altri canali coinvolti nella trattativa ci è
stato riferito che l'incontro è stato "rinviato
alla prossima settimana per assenza
dell'interessato, il quale non vuole che esca il
suo nome. Si tratta comunque di una persona
affidabile", ci è stato confidato. Depistaggio?
Al sito
www.radiogiulianova.net ,
in realtà, il sindaco ha
rilasciato alcune dichiarazioni dalle quali
emerge che l'imprenditore sarebbe interessato a
sponsorizzare il Giulianova per cinque mesi, in
pratica per sostenere la campagna acquisti e
l'arrivo di un altro allenatore al posto di
Cerone (e si riparla di Giorgini, naturalmente).
Una soluzione interlocutoria, insomma, di
traghettamento verso la trattativa vera e
propria sull'acquisto del Giulianova a fine
campionato. Evidentemente ci sono problemi
oggettivi di varia natura, non dipendenti dalla
stessa volontà del presidente D'Agostino, al
quale verrà chiesta una risposta sulla proposta
di sponsorizzazione dell'imprenditore, di cedere
la società. Si vedrà.
Natale in casa
Cupiello per il
Giulianova in odore di
fallimento
di
Ludovico Raimondi
Giulianova, Mercoledì 22 Dic. 2010 - "Te
piace 'o presepie? No!". Con queste parole si
chiude il sipario nella famosa tragicommedia di
Eduardo De Filippo "Natale in casa Cupiello". E
certo non può piacere il "presepe" di questo
Natale in casa del Giulianova: ultimo posto in
classifica, il presidente Dario D'Agostino che
sembra aver scelto l'isolamento dopo la
durissima contestazione dei tifosi davanti alla
sua villa, i soliti alti e bassi che precedono
ogni tentativo di trattativa - presunto e reale
- per il rilevamento della società da parte di
anonimi imprenditori che hanno rimandato già i
primi incontri fissati con il Sindaco Francesco
Mastromauro. Per la verità, si sono fatti dei
nomi nell'ambiente: dal pinetese Arangiaro,
recente aggiudicatario della gara d'appalto per
l'acquisto dell'edificio ex scuola elementare di
Viale Orsini, al gruppo Beccaceci, che invece si
è aggiudicata l'area ex Sadam, al ternano
Longarini, che invece, liberatosi della Ternana,
è impegnato nella cordata dell'Unicredit che sta
rilevando la Roma. Per un motivo o per l'altro,
smentite o non conferme sull'interessamento di
questi "pezzi grossi". Gli "anonimi" sarebbero
di Roma (e già questo significa che la città non
è in grado di esprimere una sua figura di
spicco, soprattutto appassionata, che pure c'è
ma ha avuto guai giudiziari che contribuiscono a
tenerlo lontano dal calcio), e non si sa se sono
riconducibili a quel Paolone che fino ai primi
di ottobre sembrava possedere una quota
minoritaria della società giallorossa e che poi
si è defilato nel braccio di ferro con
D'Agostino per il cambio dell'allenatore. Lui
voleva Abel Balbo, nome di spicco da giocatore
un po' meno da tecnico, al posto di Cerone. In
verità, era una questione di soldi. Come suol
dirsi, doveva "chiantellare". E questione di
soldi e di giochi di forza è anche questa del
tira e molla che riguarda la cessione del
Giulianova: da una parte D'Agostino chiede un
tot, comprensivo dell'azzeramento dei debiti,
dall'altra le sue condizioni non sono ritenute
accettabili. Nel mezzo una sacrosanta realtà e
un allarmante vocìo. La sacrosanta verità è che
non ci sono soldi in giro, ed anche chi ce li
ha, non è disposto, in questi anni di crisi, a
gettarli con disinvoltura come fa Panariello in
una nota pubblicità televisiva per un gestore
telefonico... L'allarmante vocìo è che il
Giulianova sarebbe a rischio di penalizzazione
di punti perchè non tutto sarebbe oro che riluce
nelle garanzie degli stipendi esibite agli
organi di controllo della Lega. Ci mancherebbe
anche questa mazzata in classifica ed anche
questa nuova presa in giro dopo la storiella
della richiesta di ripescaggio in Prima
Divisione. In breve, si affaccia l'ombra del
fallimento per la società giallorossa così come
era accaduto ai tempi di Danubio Baratiri e di
Bruno Sabatini, i presidenti verso i quali
abbiamo condotto battaglie giornalistiche
liberatorie. O forse è proprio questo che stanno
aspettando i presunti o reali "anonimi"
imprenditori interessati a rilevare il
Giulianova, magari a costo zero, come è avvenuto
a Pescara e a Lanciano? Male che vada, in fondo,
il Giulianova dovrebbe "solo" cambiare o
correggere il suo nome. Sarebbe il male minore
quale prezzo della rinascita (?), e comunque una
ferita alla sua storia e alla sua dignità. "Te
piace 'o presepie?". Proprio no.