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Giulianova,
Lunedì 25 Aprile 2011 - A gennaio, la
salvezza del Giulianova con due giornate di
anticipo era forse un azzardo anche per i
bookmaker. Invece, la vittoria sulla
Giacomense ha reso reale un’impresa che porta la
firma soprattutto del tecnico Pino Di Meo che
alla 17ª giornata - alla faccia della
scaramanzia! - ha sostituito Ersilio Cerone
sulla panchina giallorossa. A favore di Di Meo
parlano i 21 punti effettivi conquistati in 12
partite: 1,75 punti a partita rispetto a 0,62
del suo predecessore. Sono in molti a ritenere
che con Di Meo in panchina dall’inizio il
Giulianova avrebbe potuto lottare per i play off
in un girone palesemente modesto e condizionato
dalle crisi societarie. I “se” e i “ma” non
fanno storia, anche perchè la diversità di
situazioni non consente confronti assoluti. A Di
Meo, tuttavia, vanno riconosciuti quattro meriti
fondamentali: 1. L’aver voluto e ottenuto, a
gennaio, giocatori adatti alla sua visione di
gioco pragmatico e solido; 2. L’avere trasmesso
alla squadra il suo carattere battagliero e
sanguigno, da grande motivatore; 3. L’aver
trovato a qualche elemento un ruolo più
congeniale alle proprie caratteristiche; 4.
L’essere stato più aperto e “ruffiano” con
tifosi ed ambiente, stampa compresa. Adesso
l’interrogativo è aperto: resterà? La situazione
societaria sub judice fino a giugno non consente
di garantirlo. Di Meo pone già condizioni
imbarazzanti per il presidente D’Agostino: “fare
la squadra” senza interferenze (riferimento al
dg Tambone?; ndr) e programmi seri, che include
anche la scelta dei giovani. C’è chi dice che il
tecnico non resterà perché nelle mire in Prima
Divisione, addirittura direzione Lanciano. Se
non è esattamente così, poco ci manca e comunque
si saprà tra non moltissimo. Ricordiamoci che i
campionati non sono ancora finiti. |