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Giulianova Calcio 2011/12

Settore Giovanile

Intervista esclusiva al Presidente

Nobile Capuani: «Non mollerò, anche se i giuliesi non mi amano»

 

di Ludovico Raimondi

Giulianova, 1.5.2012 - In chiusura della stagione, la prima della nuova gestione, abbiamo fatto il punto della situazione del Settore Giovanile del Giulianova  Calcio con il Presidente Nobile Capuani, sambenedettese, rappresentante di una multinazionale, anche alla luce della salvezza matematica del Giulianova Prima Squadra, viatico obbligato per poter parlare di futuro. E non a caso, venerdì prossimo, Capuani avrà un incontro con il Presidente della società giallorossa Dario D'Agostino.

 

Quali sono stati gli obiettivi raggiunti quest'anno?

«Gli obiettivi raggiunti sono sicuramente la conoscenza della citta’ di Giulianova, intendo quella calcistica, quella arrabbiata, ma quella che ama ancora questi colori questa storia ricca di vittorie  e traguardi raggiunti, ma soprattutto Madre  e Padre di  veri campioni che tu hai elencato, ricordandone nomi e cognomi, in un articolo sul Corriere dello Sport.

Timidamente e con coraggio  mi sono presentato, educatamente ho chiesto aiuto e rispettosamente in punta di piedi ho spiegato loro perchè fossi convinto di guidare il settore giovanile qui a Giulianova. Del resto io sono nato con il pallone sotto i piedi, e’ un sogno che dura da una vita, questo mi avvantaggia nel carpire le vere sensazioni e capire tecnicamente tutte le situazioni. Il mio lavoro mi ha dotato di una forte comunicazione e questa è stata l’arma vincente  per recuperare contributi dagli imprenditori. Quindi ritengo questa la piu’ grande vittoria, che ci ha permesso di arrivare fino in fondo».

 

E quelli mancati?

«Non avere convinto la città e tutti  quelli che contano che per fare calcio oggi. Ci vogliono  strutture adeguate, il Castrum per me  è oramai una questione chiusa, la mia gestione cambia pagina il prossimo anno, emigreremo nei paesi vicini disposti ad ospitare questo settore giovanile. Ho cercato di dare  un servizio alla città,  invece il primo cittadino è stato ostile nei miei confronti, senza aver capito mai  il motivo. Credo che un primo cittadino, soprattutto quello  di una citta’ come  Giulianova, debba avere la sensibilità e l’accortezza di occuparsi anche di chi opera nello sport, per capire e percepire  i problemi qualora esistessero. Se ho detto qualcosa di sbagliato, se ho commesso errori nei sui confronti sono pronto a  chiedere scusa.

Lo vorrei invitare insieme a tutta  la città, un giorno, dentro gli spogliatoi del Castrum…a fare  un giro nella struttura. Vedrebbe cose  dell’altro mondo! Quello non è la Riserva del Borsacchio ma  l’Inferno di Dante. Ecco, caro amico mio, questo è l’obbiettivo mancato».

 

Le maggiori soddisfazioni?

«Essere chiamato Presidente del Settore Giovanile del Giulianova è stata ed è una grande soddisfazione. Ovunque vado e mi presento sento l’eco di questa meravigliosa storia. Altra soddisfazione quella di avere avuto al mio fianco allenatori, accompagnatori,  dottori e preparatori  tutti dalla mia parte, tutti con un solo obiettivo: fare sentire importante ogni singolo calciatore. I boys, come li chiamo io, sono cresciuti e pronti per un altro anno calcistico, questa è la più grande delle soddisfazioni elencate prima. Abbiamo molte richieste. Infine, grande soddisfazione è stata quella di aver cucito con l’attuale gestione della Scuola  Calcio un ottimo rapporto. Ultimamente ho parlato anche con Silvino,  Cologna  Spiaggia. Ci siamo dati una stretta di mano e fatto una promessa, di cui parleremo a tempo debito»

 

Le più grandi difficoltà e delusioni?

«Farmi accettare  e reperire contributi. Ho lavorato sempre con il fiato sul collo, ho sentito tante belle cose ma anche tante cattiverie. Ho cercato di aprire un nuovo corso, la situazione difficile  che divide oggi  i tifosi e la prima squadra non mi ha dato alcun beneficio, i maggiori contributi sono venuti da imprenditori di fuori, qui a Giulianova tutti criticano ma nessuno ha il coraggio di fare. Qualcuno mi ha promesso, poi non ha mantenuto… Siete ancora in tempo! La delusione più grande  è quella di non aver potuto vedere un esordiente in prima squadra ma domenica  a Catanzaro chissa’, una possibilità  ci potrebbe  essere ancora.

Deludente anche la mancata qualificazione per  la categoria  Allievi, arrivata ad un passo…Ci proveremo il prossimo anno. Io non mollo, mai»

 

Perchè non sei stato accettato da tutti i giuliesi, anche istituzionali?

«Perche’ sono di fuori. Senti dire: Che vo’ quo? Pecco’ ? Un disco incantato. Perche’ le mie idee  erano chiare  e pulite, non ho mai parlato di  hotel, palestre ristoranti ecc. ecc., ma di fare diventare verde un  campo ormai fuori norma. Ci mancava che ci facessero chiudere anche il Castrum e come tutti sanno ci siamo andati vicin. Non ho mai fatto richieste strane a nessuno, ho sempre parlato di piccoli contributi, ho attivato  iniziative:  il giornalino, la lotteria,  le offerte all’entrata delle partite e via dicendo. Le iniziative invece di invogliare a darci una mano hanno indispettito gli immobilisti,  una cosa curiosa  qui a Giglie tutti hanno i soldi per fare una guerra, ma mai nessuno la vince ‘sta guerra… Quando  sono stato autorizzato dal presidente D’Agostino  a trovare una possibilita’ per salvare  il Giulianova calcio avevo trovato  delle persone pronte  a valutare l’idea di un azionariato popolare, anche li’ sono stato strapazzato. Sono ancora dell’idea che la cosa e’ possibile. Il Teramo, la  Samb, l’Ancona  stanno spendendo fior di soldi per riavere la  Seconda Divisione. Qui sembra  ci sia masochismo nel voler vedere e provare quello  che stanno vivendo le tre società elencate. Sono pronto a riprovarci ce la possiamo fare con un’organizzazione adeguata»

 

Quali prospettive per il settore giovanile alla luce della permanenza del Giulianova in Seconda Divisione?

«La salvezza ottenuta sul campo è stata per  me,  per noi, una vera e concreta pietra sul futuro, con la possibilita’ di avere una continuita’ di lavoro, visto che il contratto che ci  lega alla gestione è di tre anni più tre se tutto andrà nel verso giusto. Del resto, non pesiamo sulle casse della prima squadra. Prospettive? Operare a compasso sul nostro territorio e allacciare rapporti con le società limitrofe. Il convitto non e’ cosa per noi, ho sentito che nella vicina Pescara ci sono 100 ragazzi a convitto, se pensate che il costo annuo di un convitto è di  € 3000,00  fate due conti voi. Con le societa’ vicine potremmo accordarci anche per le strutture pagando l’affitto visto che sono adeguate,  la contropartita sarà  l’interscambio con ragazzi della Berretti  che saranno pronti  anche per campionati come l’Eccellenza  e la Serie D».

 

E quella famosa idea dell’Accademia?

«C’è ancora. E’ un’’idea di accademia del calcio con l’avviamento di una scuola calcio agganciata al settore giovanile,  magari con una o due categorie Esordienti  e Giovanissimi. Il prossimo anno saranno tagliate due categorie,  Allievi sperimentali e Giovanissimi sperimentali, si lavorera’ su tre  categorie: Giovanissimi nazionali, Allievi nazionali  e Berretti.  Molti ragazzi saranno dati in prestito, li seguiremo nella loro maturazione calcistica, altri saranno svincolati. I gruppi saranno  di massimo 24  a categoria. Ho gia’ avviato trattative per lo staff tecnico che sara’ completamente rinnovato, ci sono giovani allenatori preparati che sono pronti per un’esperienza importante. E’ pronto un sito tutto nostro e conto di replicare un gazzettino per il calcio giovanile con uscita quindicinale. Sto per siglare un accordo  per portare Allievi e Berretti  in ritiro una settimana ad agosto.

Ma soprattutto allarghero’ la societa’, per fare entrare tanti  soci e avere una base economica adeguata in partenza».

 

Quindi, sono previste novità a livello tecnico e anche dirigenziale?

«Come accennavo prima,  rinnoverò tutto lo staff tecnico,  ho bisogno di piu’ passione  e freschezza, qui a Giulianova non possiamo dare rimborsi grassi, sono indietro gia’ quest’anno, faro’ i salti mortali per pareggiare il conto perche’ è un dovere morale. Non voglio cadere  nel solito tranello “che ce frega”. La crisi che stiamo attraversando è mondiale, allora bisogna lavorare il triplo per fare entrare soldi,  tanti piccoli  contributi  rendono il progetto realizzabile, e i cosiddetti sponsor sono felici di contribuire ala realizzazione del progetto.  Al livello dirigenziale spero ci siano delle new entry, ci sto lavorando».

 

Quali errori vi rimproverate e pensate di non commettere?

«L’errore più grande è stato non avere subito fatto sentire il cambiamento. Ho rispettato tutto  il passato, i tecnici, i calciatori, il campo. D’altronde oneri ed onori  sono i miei, quindi e’ meglio ricevere critiche perche’ ho deciso piuttosto perchè è scontato. La prossima stagione sarà tutto diverso, non ho ricevuto un grazie, solo critiche ed attacchi. Appena ho commesso un errore, mi si sono scagliati addosso  tutti, dimenticando quanto fatto di buono».

 

Fai tu la conclusione…

«Vorrei ricordare a tutti che il vero nostro interesse e unico obbiettivo è quello di vedere 120 ragazzi felici e spensierati. Vorrei ringraziare il sig. Sandro Quartiglia e  il sig. Domenico Angelozzi, perchè il rispetto che ho ricevuto da parte loro è stata  una forza  importante per arrivare al termine della stagione. Una grazie sentito al sig. Jachini di Domoclima,  grande personaggio dal lato umano e imprenditoriale. E grazie a tutti, a nome  mio e di tutti i componenti. Grazie di cuore, naturalmente cuore giallorosso!»

 

 

 
 
 

 

 
 

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