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Giulianova,
1.5.2012 - In chiusura della stagione, la
prima della nuova gestione, abbiamo fatto il
punto della situazione del
Settore Giovanile del Giulianova Calcio
con il Presidente
Nobile Capuani, sambenedettese, rappresentante
di una multinazionale, anche alla luce della
salvezza matematica del Giulianova Prima
Squadra, viatico obbligato per poter parlare di
futuro. E non a caso, venerdì prossimo, Capuani
avrà un incontro con il Presidente della società
giallorossa Dario D'Agostino.
Quali sono stati gli obiettivi raggiunti quest'anno?
«Gli obiettivi raggiunti sono sicuramente la
conoscenza della citta’ di Giulianova, intendo
quella calcistica, quella arrabbiata, ma quella
che ama ancora questi colori questa storia ricca
di vittorie e traguardi raggiunti, ma
soprattutto Madre e Padre di veri campioni che
tu hai elencato, ricordandone nomi e cognomi, in
un articolo sul Corriere dello Sport.
Timidamente e con coraggio mi sono presentato,
educatamente ho chiesto aiuto e rispettosamente
in punta di piedi ho spiegato loro perchè fossi
convinto di guidare il settore giovanile qui a
Giulianova. Del resto io sono nato con il
pallone sotto i piedi, e’ un sogno che dura da
una vita, questo mi avvantaggia nel carpire le
vere sensazioni e capire tecnicamente tutte le
situazioni. Il mio lavoro mi ha dotato di una
forte comunicazione e questa è stata l’arma
vincente per recuperare contributi dagli
imprenditori. Quindi ritengo questa la piu’
grande vittoria, che ci ha permesso di arrivare
fino in fondo».
E quelli mancati?
«Non avere convinto la città e tutti quelli che
contano che per fare calcio oggi. Ci vogliono
strutture adeguate, il Castrum per me è oramai
una questione chiusa, la mia gestione cambia
pagina il prossimo anno, emigreremo nei paesi
vicini disposti ad ospitare questo settore
giovanile. Ho cercato di dare un servizio alla
città, invece il primo cittadino è stato ostile
nei miei confronti, senza aver capito mai il
motivo. Credo che un primo cittadino,
soprattutto quello di una citta’ come
Giulianova, debba avere la sensibilità e
l’accortezza di occuparsi anche di chi opera
nello sport, per capire e percepire i problemi
qualora esistessero. Se ho detto qualcosa di
sbagliato, se ho commesso errori nei sui
confronti sono pronto a chiedere scusa.
Lo vorrei invitare insieme a tutta la città, un
giorno, dentro gli spogliatoi del Castrum…a
fare un giro nella struttura. Vedrebbe cose
dell’altro mondo! Quello non è la Riserva del
Borsacchio ma l’Inferno di Dante. Ecco, caro
amico mio, questo è l’obbiettivo mancato».
Le maggiori soddisfazioni?
«Essere chiamato Presidente del Settore
Giovanile del Giulianova è stata ed è una grande
soddisfazione. Ovunque vado e mi presento sento
l’eco di questa meravigliosa storia. Altra
soddisfazione quella di avere avuto al mio
fianco allenatori, accompagnatori, dottori e
preparatori tutti dalla mia parte, tutti con un
solo obiettivo: fare sentire importante ogni
singolo calciatore. I boys, come li chiamo io,
sono cresciuti e pronti per un altro anno
calcistico, questa è la più grande delle
soddisfazioni elencate prima. Abbiamo molte
richieste. Infine, grande soddisfazione è stata
quella di aver cucito con l’attuale gestione
della Scuola Calcio un ottimo rapporto.
Ultimamente ho parlato anche con Silvino,
Cologna Spiaggia. Ci siamo dati una stretta di
mano e fatto una promessa,
di cui parleremo a tempo
debito»
Le più grandi difficoltà e delusioni?
«Farmi accettare e reperire contributi. Ho
lavorato sempre con il fiato sul collo, ho
sentito tante belle cose ma anche tante
cattiverie. Ho cercato di aprire un nuovo corso,
la situazione difficile che divide oggi i
tifosi e la prima squadra non mi ha dato alcun
beneficio, i maggiori contributi sono venuti da
imprenditori di fuori, qui a Giulianova tutti
criticano ma nessuno ha il coraggio di fare.
Qualcuno mi ha promesso, poi non ha mantenuto…
Siete ancora in tempo! La delusione più grande
è quella di non aver potuto vedere un esordiente
in prima squadra ma domenica a Catanzaro
chissa’, una possibilità ci potrebbe essere
ancora.
Deludente anche la mancata qualificazione per la categoria
Allievi, arrivata ad un passo…Ci proveremo il
prossimo anno. Io non mollo, mai»
Perchè non sei stato accettato da tutti i
giuliesi, anche istituzionali?
«Perche’ sono di fuori. Senti dire: Che vo’ quo? Pecco’ ? Un
disco incantato. Perche’ le mie idee erano
chiare e pulite, non ho mai parlato di hotel,
palestre ristoranti ecc. ecc., ma di fare
diventare verde un campo ormai fuori norma. Ci
mancava che ci facessero chiudere anche il
Castrum e come tutti sanno ci siamo andati vicin.
Non ho mai fatto richieste strane a nessuno, ho
sempre parlato di piccoli contributi, ho
attivato iniziative: il giornalino, la
lotteria, le offerte all’entrata delle partite
e via dicendo. Le iniziative invece di
invogliare a darci una mano hanno indispettito
gli immobilisti, una cosa curiosa qui a Giglie
tutti hanno i soldi per fare una guerra, ma mai
nessuno la vince ‘sta guerra… Quando sono stato
autorizzato dal presidente D’Agostino a trovare
una possibilita’ per salvare il Giulianova
calcio avevo trovato delle persone pronte a
valutare l’idea di un azionariato popolare,
anche li’ sono stato strapazzato. Sono ancora
dell’idea che la cosa e’ possibile. Il Teramo,
la Samb, l’Ancona stanno spendendo fior di
soldi per riavere la Seconda Divisione. Qui
sembra ci sia masochismo nel voler vedere e
provare quello che stanno vivendo le tre
società elencate. Sono pronto a riprovarci ce la
possiamo fare con un’organizzazione adeguata»
Quali prospettive per il settore giovanile alla
luce della permanenza del Giulianova in Seconda
Divisione?
«La salvezza ottenuta sul campo è stata per
me, per noi, una vera e concreta pietra sul
futuro, con la possibilita’ di avere una
continuita’ di lavoro, visto che il contratto
che ci lega alla gestione è di tre anni più tre
se tutto andrà nel verso giusto. Del resto, non
pesiamo sulle casse della prima squadra.
Prospettive? Operare a compasso sul nostro
territorio e allacciare rapporti con le società
limitrofe. Il convitto non e’ cosa per noi, ho
sentito che nella vicina Pescara ci sono 100
ragazzi a convitto, se pensate che il costo
annuo di un convitto è di € 3000,00 fate due
conti voi. Con le societa’ vicine potremmo
accordarci anche per le strutture pagando
l’affitto visto che sono adeguate, la
contropartita sarà l’interscambio con ragazzi
della Berretti che saranno pronti anche per
campionati come l’Eccellenza e la Serie D».
E quella famosa idea dell’Accademia?
«C’è ancora. E’ un’’idea di accademia del calcio
con l’avviamento di una scuola calcio agganciata
al settore giovanile, magari con una o due
categorie Esordienti e Giovanissimi. Il
prossimo anno saranno tagliate due categorie,
Allievi sperimentali e Giovanissimi
sperimentali, si lavorera’ su tre categorie:
Giovanissimi nazionali, Allievi nazionali e
Berretti. Molti ragazzi saranno dati in
prestito, li seguiremo nella loro maturazione
calcistica, altri saranno svincolati. I gruppi
saranno di massimo 24 a categoria. Ho gia’
avviato trattative per lo staff tecnico che
sara’ completamente rinnovato, ci sono giovani
allenatori preparati che sono pronti per
un’esperienza importante. E’ pronto un sito
tutto nostro e conto di replicare un gazzettino
per il calcio giovanile con uscita quindicinale.
Sto per siglare un accordo per portare Allievi
e Berretti in ritiro una settimana ad agosto.
Ma soprattutto allarghero’ la societa’, per fare
entrare tanti soci e avere una base economica
adeguata in partenza».
Quindi, sono previste novità a livello tecnico e
anche dirigenziale?
«Come accennavo prima, rinnoverò tutto lo staff
tecnico, ho bisogno di piu’ passione e
freschezza, qui a Giulianova non possiamo dare
rimborsi grassi, sono indietro gia’ quest’anno,
faro’ i salti mortali per
pareggiare il conto perche’ è un dovere morale.
Non voglio cadere nel solito tranello “che ce
frega”. La crisi che stiamo attraversando è
mondiale, allora bisogna lavorare il triplo per
fare entrare soldi, tanti piccoli contributi
rendono il progetto realizzabile, e i cosiddetti
sponsor sono felici di contribuire ala
realizzazione del progetto. Al livello
dirigenziale spero ci siano delle new entry, ci
sto lavorando».
Quali errori vi rimproverate e pensate di non
commettere?
«L’errore più grande è stato non avere subito
fatto sentire il cambiamento. Ho rispettato
tutto il passato, i tecnici, i calciatori, il
campo. D’altronde oneri ed onori sono i miei,
quindi e’ meglio ricevere critiche perche’ ho
deciso piuttosto perchè è scontato. La prossima
stagione sarà tutto diverso, non ho ricevuto un
grazie, solo critiche ed attacchi. Appena ho
commesso un errore, mi si sono scagliati
addosso tutti, dimenticando quanto fatto di
buono».
Fai tu la conclusione…
«Vorrei ricordare a tutti che il vero nostro
interesse e unico obbiettivo è quello di vedere
120 ragazzi felici e spensierati. Vorrei
ringraziare il sig. Sandro Quartiglia e il sig.
Domenico Angelozzi, perchè il rispetto che ho
ricevuto da parte loro è stata una forza
importante per arrivare al termine della
stagione. Una grazie sentito al sig. Jachini di
Domoclima, grande personaggio dal lato umano e
imprenditoriale. E grazie a tutti, a nome mio e
di tutti i componenti. Grazie di cuore,
naturalmente cuore giallorosso!» |