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La vicenda

 

Nei giorni scorsi il giudice del tribunale di Teramo, Massimo Biscardi, ha assolto l’avvocato civico del Comune di Giulianova, Michele Del Vecchio dall'accusa di minacce a pubblico ufficiale "perchè il fatto non sussiste". La vicenda risale al 2023. Il funzionario, nel corso di un'accesa discussione con il Dirigente Finanziario nei corridoi del Municipio, sollecitava il pagamento delle sue spettanze dovute all'attività professionale istituzionale per un ammontare di 121 euro. Del Vecchio finì sotto processo per minacce a pubblico ufficiale e raggiunto da provvedimento disciplinare.  Dall'esame e dalla verifica delle documentazioni, delle videocamere e delle testimonianze, è emerso che il funzionario, assistito dall'avv. Guglielmo Marconi, non aveva rivolto minacce al dirigente, per cui, al di là degli atti di rabbia e di frustrazione nell'animata discussione, è caduto il motivo della denuncia, vale a dire le minacce a pubblico ufficiale. Di  qui  la sentenza di assoluzione con formula piena di Del Vecchio per l'insussistenza del reato e quel che ne conseguirà.

 

Attualità
politica 2026

 

 
Assoluzione di un funzionario
Nos/Coltura Politica: «Sindaco, si è incrinato il rapporto fiduciario con i dirigenti?»
 

GIULIANOVA, 4.10.2026 - Dal Capogruppo consiliare di Nos-Noi/Coltura Politica, Daniele Di Massimantonio, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato:

 

L’assoluzione con formula piena di un funzionario comunale perché "IL FATTO NON SUSSISTE" (vedi la vicenda a lato; ndr) non cancella gli anni di ombre e i procedimenti subiti dal lavoratore, ma, al contrario, si inserisce all'interno di uno scenario molto più ampio — tra richieste di trasferimento verso altri municipi da parte di numerosi dipendenti del Comune, documenti formali che proclamano lo stato di agitazione, malcontento diffuso — e apre un caso politico che colpisce il cuore della governance cittadina.

 

I consiglieri di minoranza Alessandra Matone, Oreste Marchionni e Daniele Di Massimantonio (capogruppo di NOS-NOI/COLTURA POLITICA) hanno depositato un’interrogazione consiliare per chiedere che si faccia piena luce sulle conseguenze economiche, amministrative e reputazionali di questa complessa vicenda. Al centro dell'atto ispettivo, però, emerge ora un interrogativo ancora più profondo, che interroga direttamente il Primo Cittadino: quale sia oggi lo stato del rapporto fiduciario tra il Sindaco e il dirigente coinvolto.


Al centro dell'iniziativa delle opposizioni progressiste non c’è la polemica strumentale, ma la tutela del bene pubblico e la qualità democratica dell'amministrazione. Le motivazioni della sentenza del giudice vanno infatti ben oltre l'assoluzione penale del dipendente, richiamando espliciti profili di rilevanza contabile e organizzativa. Criticità interne che sollevano inevitabilmente dubbi sulla catena di comando e sulla sintonia strategica tra la linea politica e la tecnostruttura comunale.

 

"Riteniamo doveroso che il Consiglio comunale e la cittadinanza siano informati con la massima trasparenza sui costi reali sostenuti dal Comune in questi anni di contenziosi", spiegano i tre consiglieri, i quali chiedono di sapere se sia stata avviata una ricognizione finanziaria delle spese e se gli atti siano al vaglio degli organi competenti per il danno erariale. Ma il nodo resta anche – e soprattutto – politico: come può il Sindaco garantire il buon andamento dell'Ente se la vicenda rischia di aver compromesso la necessaria e reciproca fiducia con la dirigenza?

 

Per gli interroganti, la credibilità delle istituzioni si fonda sulla trasparenza dei legami di responsabilità e sulla qualità del clima lavorativo. L'interrogazione impegna quindi il Sindaco e la Giunta a chiarire quali misure urgenti intendano adottare per ristabilire un ambiente di lavoro sereno, per tutelare l'immagine della pubblica amministrazione e per ridefinire i confini di un rapporto fiduciario apicale che non può permettersi zone d'ombra. La richiesta di una risposta puntuale in Aula è netta: la comunità ha il diritto di sapere chi risponde di questi cortocircuiti amministrativi.

 

F.to Capogruppo consiliare

NOS–NOI / cOltura politica

 

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