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La posizione dell'Ente Porto Giulianova

 

GIULIANOVA, 2.7.2026 - Nei giorni scorsi sono intervenuto pubblicamente per ricostruire il percorso amministrativo che ha portato alla realizzazione dei nuovi Caliscendi sul molo sud del porto di Giulianova, con l’obiettivo di chiarire fatti e responsabilità.

Ritenevo che quella ricostruzione fosse sufficiente. Evidentemente non è stato così.

Anziché confrontarsi con i documenti e con gli atti amministrativi, qualcuno ha preferito alimentare polemiche e rivolgere al sottoscritto accuse di presunte connivenze o addirittura di servilismo, dimenticando – o fingendo di dimenticare – un dato fondamentale: l’Ente Porto di Giulianova non rilascia concessioni demaniali, non autorizza la realizzazione dei Caliscendi e non partecipa all’iter amministrativo che conduce al rilascio delle autorizzazioni.

Alla vigilia della manifestazione Calistelle, organizzata dall’associazione dei concessionari dei Caliscendi storici insieme al Comune di Giulianova, all’Ente Porto, ai ristoratori e alle cantine del territorio, ritengo tuttavia doveroso intervenire nuovamente affinché l’opinione pubblica possa conoscere la reale successione dei fatti, senza strumentalizzazioni.

La vicenda dei Caliscendi non nasce oggi.

Pochi ricordano che il primo tentativo di riconoscimento normativo di queste strutture risale ai primi anni Duemila, quando il consigliere regionale Antonio Macera presentò una proposta di legge finalizzata al riconoscimento dei tradizionali strumenti di pesca del porto di Giulianova. L’iter si interruppe con la fine anticipata della legislatura Del Turco, ma fu successivamente ripreso dai consiglieri Ruffini e Rabuffo, che portarono avanti il percorso legislativo fino al riconoscimento dei Caliscendi di Giulianova e Pescara.

Successivamente il Comune di Giulianova, durante l’amministrazione guidata dal sindaco Francesco Mastromauro, affidò all’Ente Porto l’incarico di effettuare il censimento e la ricognizione dei Caliscendi esistenti e di quelli demoliti negli anni precedenti.

A sostenere con convinzione quell’iniziativa vi fu anche il compianto avvocato Marco Maria Ferrari, allora presidente del Circolo Nautico “V Migliori”, che dedicò grande impegno alla valorizzazione di questo patrimonio storico e identitario.

L’Ente Porto conferì quindi l’incarico all’architetto Antonio Marchionni, il quale predispose un’approfondita relazione tecnica composta da due parti.

La prima censiva e classificava i Caliscendi esistenti; la seconda individuava le strutture documentate prima del 1988 e successivamente demolite.

Proprio questa seconda parte rappresenta il presupposto di tutta la vicenda odierna.

La relazione, infatti, non si limitava alla ricognizione storica, ma definiva anche le caratteristiche costruttive che avrebbero dovuto possedere gli eventuali ripristini delle strutture originarie: superficie coperta, tettoia, area scoperta e dimensioni complessive.

Quel documento venne formalmente recepito dalla Giunta comunale di Giulianova con deliberazione n. 48 dell’11 febbraio 2014 e successivamente richiamato all’articolo 20 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Portuale, approvato attraverso il previsto iter amministrativo che ha coinvolto tutti gli enti competenti, compreso il Comune.

È da qui che nasce la possibilità di richiedere il ripristino dei Caliscendi.

Già nel 2017 alcuni soggetti, dichiarandosi titolari dei diritti relativi alle strutture demolite, presentarono domanda alla Regione Abruzzo per ottenere le relative concessioni demaniali. Quelle procedure furono oggetto di approfondimenti investigativi da parte della Procura della Repubblica e della Guardia di Finanza.

Analoga situazione si è riproposta nel biennio 2023-2024, quando cinque ex titolari hanno avanzato nuove richieste di ripristino.

La Regione Abruzzo ha quindi attivato il procedimento previsto dagli articoli 36 e 37 del Codice della Navigazione, pubblicando gli avvisi e consentendo a chiunque fosse interessato di presentare domande concorrenti.

Ed è proprio in questa fase che l’Ente Porto, da me presieduto, ha svolto un ruolo di assoluta trasparenza.

A differenza di quanto avvenuto in passato, abbiamo dato la massima pubblicità agli avvisi regionali, consentendo la più ampia partecipazione possibile. Il risultato è noto: ben 55 soggetti hanno presentato domanda concorrente, e le concessioni sono state successivamente assegnate dalla Regione secondo le procedure previste dalla legge.

È quindi evidente che l’origine delle concessioni oggi rilasciate deriva dal percorso amministrativo avviato dal Comune di Giulianova dell’allora Sindaco Mastromauro oltre dodici anni fa, recepito con deliberazione della Giunta comunale, inserito nel Piano Regolatore Portuale e successivamente attuato dalla Regione Abruzzo attraverso le procedure previste dal Codice della Navigazione.

I progetti oggi in fase di realizzazione rispettano esattamente le caratteristiche previste da quel Piano di ripristino e sono stati autorizzati da sei Enti e amministrazioni competenti.

Fino a prova contraria, si tratta quindi di opere assistite da tutti i necessari provvedimenti autorizzativi previsti dalla normativa vigente.

Per questo ritengo particolarmente gravi alcune affermazioni diffuse in questi giorni.

Sostenere che ventuno Caliscendi “oscureranno il mare” o “sottrarranno il porto ai cittadini” significa rappresentare una realtà che non trova riscontro nei fatti. Così come è fuorviante parlare di privatizzazione del porto o di chiusura degli spazi pubblici.

Il porto di Giulianova, al contrario, non è mai stato così frequentato come negli ultimi anni, e proprio il molo sud rappresenta oggi uno dei luoghi maggiormente vissuti e apprezzati da cittadini e turisti.

Da cittadino, oltre che da Presidente dell’Ente Porto, sorprende infine constatare come la stessa parte politica che, oltre dodici anni fa, contribuì a creare il quadro normativo e pianificatorio che oggi consente la realizzazione di queste strutture, chieda ora la revoca delle autorizzazioni semplicemente perché, nel frattempo, i concessionari sono cambiati attraverso procedure pubbliche improntate alla massima trasparenza.

Il confronto politico è sempre legittimo.

Molto meno lo è la ricostruzione dei fatti fondata su omissioni, insinuazioni o ricostruzioni parziali.

Su questa vicenda continuerò a confrontarmi esclusivamente sulla base degli atti amministrativi e dei documenti ufficiali, perché solo questi consentono ai cittadini di formarsi un’opinione consapevole.

 
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GIULIANOVA, 30.6.2026 - Negli ultimi anni il molo sud del porto di Giulianova ha registrato una crescita significativa del proprio appeal turistico e culturale, anche grazie alle iniziative di valorizzazione che ne hanno favorito la fruizione da parte di cittadini e visitatori. Proprio il crescente interesse verso quest’area rende opportuno ricostruire con precisione il percorso amministrativo e normativo che ha portato al rilascio delle concessioni per la realizzazione dei nuovi Caliscendi.

L’origine della vicenda risale al 2010, quando la Regione Abruzzo approvò una specifica normativa finalizzata alla tutela delle tradizionali strutture da pesca, quali Caliscendi e Trabocchi. La legge prevedeva, tra le altre cose, la possibilità di ripristinare e ampliare strutture storicamente esistenti.

Successivamente, nel 2013, il Comune di Giulianova incaricò l’allora Ente Porto di affidare a un tecnico specializzato il compito di censire le strutture presenti e individuare quelle che storicamente risultavano esistenti sul porto prima del 1988. Da questo lavoro è scaturito un documento tecnico che è stato successivamente recepito anche nel Piano Regolatore Portuale, individuando le aree del molo sud nelle quali era possibile prevedere la realizzazione dei Caliscendi.

Va inoltre evidenziato che il Piano Regolatore Portuale, per quella specifica zona del porto, non contempla attività commerciali né pubblici esercizi, mantenendo quindi una destinazione coerente con le finalità storiche e tradizionali delle strutture.

L’iniziativa per il rilascio delle nuove concessioni è nata dalle richieste avanzate dagli ex titolari delle concessioni e delle storiche bilance e dei Caliscendi che un tempo erano presenti sul molo sud. Le domande sono state presentate all’autorità competente che, in applicazione degli articoli 36 e 37 del Codice della Navigazione, ha provveduto alla pubblicazione delle istanze per consentire a eventuali soggetti portatori di un interesse legittimo equivalente di presentare domande concorrenti.

Proprio la presentazione di domande concorrenti ha reso necessario il successivo ricorso a procedure di evidenza pubblica, garantendo trasparenza, imparzialità e massima partecipazione. Se nel 2017 il numero dei partecipanti risultò più contenuto, nel bando pubblicato nel 2024 dalla Regione Abruzzo – al quale è stata assicurata la più ampia diffusione possibile – hanno partecipato ben 55 concorrenti per l’assegnazione di cinque concessioni demaniali.

Occorre inoltre ricordare che il rilascio della concessione demaniale rappresenta soltanto uno dei passaggi necessari. Per la realizzazione dei Caliscendi sono infatti coinvolti sei diversi enti chiamati a rilasciare autorizzazioni e pareri di competenza. Ogni struttura attualmente in fase di realizzazione è pertanto il risultato di un articolato percorso autorizzativo sottoposto alle valutazioni di tutte le amministrazioni competenti, a garanzia della piena regolarità degli interventi.

A conferma del valore storico e culturale di queste opere, è inoltre in corso un’iniziativa legislativa promossa da due parlamentari abruzzesi finalizzata al riconoscimento di Caliscendi e Trabocchi quali strutture di interesse storico.

Alla luce di questi elementi appare evidente come il percorso che ha portato alla realizzazione dei nuovi Caliscendi sia stato lungo, trasparente e caratterizzato da numerosi momenti di confronto e valutazione pubblica. Le occasioni per formulare osservazioni o contestazioni non sono mancate: dall’approvazione del piano di ripristino delle strutture storiche, all’iter del Piano Regolatore Portuale, conclusosi due anni fa dopo un procedimento durato circa vent’anni.

Oggi il molo sud del porto di Giulianova rappresenta uno dei principali punti di attrazione della città, frequentato da un numero crescente di visitatori. La partecipazione attiva dei concessionari dei Caliscendi alle iniziative culturali, turistiche e sociali organizzate nell’area contribuisce inoltre a garantire una fruizione pubblica del molo e delle stesse strutture, rafforzando il ruolo di questo tratto del porto come patrimonio condiviso della comunità giuliese.

Nel dibattito che accompagna il futuro del molo sud non mancano, intanto, le polemiche su presunte ipotesi di privatizzazione o di chiusura dell’area. I fatti, però, raccontano un’evoluzione diversa: fino a pochi anni fa il molo sud era sbarrato da una sbarra e l’accesso risultava fortemente limitato, con la conseguente impossibilità di svolgere molte attività nell’area portuale.

Oggi, grazie al lavoro portato avanti in questi anni in sinergia tra Ente Porto, Comune di Giulianova Regione Abruzzo e l' autorità marittima, l’Ufficio circondariale marittimo della Guardia Costiera di Giulianova, guidato dal comandante Valeria Di Mattia e dai suoi predecessori — il porto ospita concerti, iniziative culturali, manifestazioni enogastronomiche e una pista ciclabile che attraversa l’area portuale. Un cambiamento che ha reso la banchina di riva e il molo sud uno spazio più aperto, vissuto e integrato nella vita della città.

 

Fabrizio Ferrante

Presidente Ente Porto Giulianova

 
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Caso caliscendi
Cittadino Governante: Conferenza stampa partecipata dai cittadini ma non dalla stampa
 
GIULIANOVA, 5.8.2026 - Dall'Associazione di Cultura Politica 'Il Cittadino Governante':

Si è tenuta lunedì pomeriggio 3 agosto scorso una conferenza stampa aperta ai cittadini. Erano presenti tantissimi cittadini ma nessun giornalista. Solo Super J TV, che ringraziamo, la mattina dopo ha  realizzato  un servizio sull’evento diffuso durante il telegiornale.

Abbiamo mostrato immagini del porto com’era fino alla deturpazione in corso, in particolare:

Foto e video di com’era il nostro porto fino al 2024.

Foto e video di quello che da qualche mese, dopo la rifioritura della scogliera,  si sta costruendo sul molo sud.

Rendering che offrono un’idea di massima dell’impatto visivo che potrebbero avere i nuovi caliscendi sul molo sud, in particolare i 9 previsti nel tratto finale dopo la curva  fino al faro. Le suddette immagini mostrano un impatto impressionante.

Ci siamo chiesti come ciò sia potuto accadere e dagli atti chiesti risulta che ci sono varie responsabilità da parte degli Enti che dovevano occuparsene. Quindi mostrando gli atti abbiamo ricostruito in maniera oggettiva come si sono sviluppati i fatti finora:

1) L’amministrazione Mastromauro nel 2014 ha approvato il censimento e la schedatura dei Caliscendi del molo sud che nelle relazione e nelle tavole contenevano il ripristino di Caliscendi che non c’erano mai stati in quanto erano semplici Bilance. Tale delibera è stata poi presa come base per le decisioni successive ed è stata citata prima dalla Regione Abruzzo nel definire l’art.20 (riguardante i Caliscendi) del Piano Regolatore Portuale e poi anche dalla Soprintendenza quando nel 2020 ha rilasciato il parere favorevole al primo caliscendi da ripristinare. Se gli amministratori dell’epoca avessero letto attentamente la relazione illustrativa e le tavole illustrative del tecnico incaricato di fare il censimento avrebbero dovuto obiettare che dove ora stanno realizzando nuovi caliscendi (ben dodici!) c’erano Bilance non Caliscendi. Solo dopo la correzione avrebbero dovuto approvare il censimento. Non è stato fatto!  Ciò ha permesso l’avvio di questa incresciosa vicenda che sta scempiando il porto, sede di una delle più belle passeggiate di Giulianova, con la costruzione di caliscendi dove in un lontano passato c’erano state solo bilance!

2) Le 4 leggi che disciplinano i trabocchi e i caliscendi dicono chiaramente che il Comune è chiamato a vigilare, sotto il profilo edilizio ed urbanistico, sulle suddette strutture (L.R. 71 del 2001 art. 3 commi 5 e 6). Non è stato fatto.  In particolare l’attuale Giunta Costantini quando la rifioritura della scogliera ha innalzato una barriera di circa 3 metri rispetto al livello precedente avrebbe dovuto coinvolgere assolutamente la Soprintendenza trattandosi di un ambito tutelato paesaggisticamente dal Codice dei Beni culturali (art. 142).

3) La Soprintendenza che, trattandosi di un’area vincolata, avrebbe dovuto valutare  con grande attenzione le richieste di autorizzazione paesaggistica, particolarmente dopo la rifioritura della scogliera, non ha rilasciato il parere richiesto. A quel punto Il Comune ha interpretato questo silenzio come assenso ed ha proceduto nel rilascio dell’autorizzazione paesaggistica propedeutica  poi al rilascio del Permesso di costruire.

4) Il sindaco Costantini, titolare anche della delega all’Urbanistica, avrebbe dovuto indirizzare gli uffici tecnici verso una maggiore cautela nel procedere e avrebbe dovuto pretendere il sopralluogo da parte della Soprintendenza, vista la nuova situazione creatasi sul molo sud. Il probabile parere negativo avrebbe bloccato in extremis lo scempio in atto.

Infine abbiamo proposto di lavorare per la creazione di un tavolo istituzionale comprendente la Regione, in particolare l’assessore De Annuntiis, con cui abbiamo già preso contatto, La Soprintendenza a cui abbiamo chiesto un incontro con i nostri consiglieri comunali, Il Comune e l’Ente Porto, per individuare soluzioni atte ad evitare danni irreversibili a uno dei luoghi del cuore di Giulianova.

Molti dei cittadini hanno preso la parola esprimendo indignazione e malumore per ciò che sta accadendo su un bene comune fra i più importanti della nostra città.

In particolare il sindaco nonchè onorevole Franco Gerardini - a cui va il nostro ringraziamento - ha apprezzato l’iniziativa, ha espresso giudizi molto negativi sugli accadimenti riguardanti il molo sud, ha condiviso la ricostruzione fatta ed ha ritenuto un errore l’approvazione della Delibera di Giunta del 2014 in quanto ha poi innescato gli sviluppi successivi.

Ringraziamo per la loro presenza la delegazione del PD e il Conalpa.

C’è stata anche la richiesta di creare un comitato di difesa del porto per dare un punto di riferimento all’indignazione e alle proteste della stragrande maggioranza dei Giuliesi. Di esso daremo notizie a breve.

Sarà molto importante partecipare per dare forza a questa battaglia che per il bene della nostra città va assolutamente vinta.

Video della conferenza stampa

Il Cittadino Governante

Associazione di cultura politica

 

 
 
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Bocciata la mozione di Cittadino Governante: «Sui nuovi caliscendi le cose stanno così»
 

GIULIANOVA, 4.7.2026 - Due giorni fa abbiamo presentato in consiglio comunale la mozione sui nuovi caliscendi nel molo sud del porto con cui chiedevamo di:

 

1) Eliminare dal Piano Regolatore del Porto la possibilità di nuove costruzioni oltre i caliscendi storici esistenti.

2) Evitare la chiusura delle aree portuali su cui insistono i caliscendi, vietando cancelli e lucchetti.

3) Rispettare la destinazione d’uso dei caliscendi che è quella di “pesca per diletto e luogo di incontro”, stabilendo con chiarezza che essi non possono essere trasformati in ristoranti.

 

Nel farlo abbiamo rivolto un appello al sindaco e a tutti i consiglieri di maggioranza e di opposizione chiedendo loro di fare tutto il possibile per evitare lo deturpazione del porto, anche rivolgendo insieme un accorato appello ai titolari delle concessioni al fine di evitare una ferita irreversibile a quella che è stata sempre una delle più belle passeggiate di Giulianova.

 

Purtroppo, nonostante tutti abbiano condiviso il giudizio negativo su quanto si sta realizzando sul molo sud, nessuno dei punti è stato accolto dalla maggioranza, la mozione è stata respinta!

 

È stata respinta persino la proposta di cercare di evitare la costruzione dei 3 caliscendi che ancora non aprono il cantiere e che andranno a chiudere in maniera definitiva la punta del porto vicino al faro rosso.

 

È stata confermata quindi una scelta sbagliata che la gran parte della cittadinanza considera un affronto alla nostra città.

 

In consiglio comunale, per il bene di tutta la città sarebbe stata necessaria una classe politica più coraggiosa capace di correggere una scelta dannosa che viene da lontano sia dialogando con la Regione sia tentando le vie diplomatiche per evitare il contenzioso con gli aventi diritto. Ci sono momenti straordinari in cui occorre essere all’altezza in politica. Non è stato così. E ci dispiace.

 

Mentre non accadeva ciò che sarebbe stato necessario abbiamo assistito invece al tentativo di addossare la responsabilità alla passata amministrazione comunale e agli altri Enti.

 

Le cose non stanno così. Noi abbiamo chiesto gli atti e li abbiamo letti: la responsabilità è di tutti coloro che hanno amministrato negli ultimi 12 anni. Della precedente come dell’attuale amministrazione.

 

Preliminarmente per rendere più comprensibile quanto verrà detto in seguito facciamo presente che la legge regionale chiarisce che quando si parla di “Bilance” ci si riferisce ad attrezzature per la pesca senza copertura (casette o baracche), quando si parla di “Caliscendi” ci si riferisce alla Bilancia con presenza anche di casetta, tettoia e pontile.

 

Questa è la sequenza delle azioni amministrative più rilevanti nelle varie fasi:

 

Amministrazione precedente: nel 2014 adottò una Delibera di Giunta per approvare gli elaborati tecnici relativi al censimento e alla schedatura delle strutture esistenti di caliscendi del Porto di Giulianova, costituiti da “relazione illustrativa e tavole illustrative del progetto preliminare di rilievo, RIPRISTINO e valorizzazione dei caliscendi del Porto di Giulianova”. L’approvazione recepiva, senza obiettare alcunché, anche un “progetto di RIPRISTINO di caliscendi” mai esistiti, visto che in passato c’erano state solo bilance per la pesca senza alcuna copertura (casette o baracche), come dichiarato anche nella relazione illustrativa del tecnico. Questa osservazione avrebbe potuto bloccare sul nascere tutto quello che ora stiamo vedendo.

 

La Regione: ha preso la Delibera di Giunta del 2014 come base per autorizzare il ripristino di caliscendi dismessi introducendo nel Piano Regolatore del Porto, all’articolo 20, la possibilità di costruire, oltre ai 9 storici esistenti, altri 12 “caliscendi dismessi” che in realtà non erano mai esistiti come dimostrano le foto aeree commissionate dalla Regione Abruzzo tra il 1974 e il 2007 (in passato, infatti, c’erano state solo Bilance). Sottolineiamo che 8 dei nuovi caliscendi sono da realizzare su una scogliera che nel frattempo, nel tratto più ad est, è arrivata, con la rifioritura di nuovi massi, ad un’altezza di 4,5 metri dal livello del mare. Da qui, e dal fatto che alla fine ci saranno 21 caliscendi su un molo lungo appena 600 metri, il notevole impatto sul paesaggio che tutti possono constatare. Evidenziamo che nel 2023 la Giunta Regionale aggiunse un comma all’art. 20 del Piano regolatore portuale che fa riferimento all’esercizio di attività commerciali che potrebbe dare la stura ad attività di ristorazione.

 

Attuale Amministrazione: La legge regionale n.71 del 2001 per il recupero dei trabocchi e dei caliscendi stabilisce che “I Comuni esercitano i poteri di governo e vigilanza edilizia ed urbanistica su dette strutture” (art.3 comma 5). Tale legge fissa anche il “divieto assoluto di realizzare qualunque intervento di trasformazione edilizia” (art. 3 comma 6). Inoltre la L.R. 13 del 2009 all’art. 3-ter dice che si possono fare interventi di ripristino anche aumentando del 20% la superficie coperta del caliscendi preesistente. In sostanza l’amministrazione Costantini utilizzando i poteri di vigilanza conferiti ai Comuni dalla legge avrebbe potuto (e forse può ancora in autotutela), nella fase del rilascio del permesso di costruire, dialogare con gli altri Enti, obiettando che i Caliscendi non esistevano (come dichiarato anche nella relazione illustrativa allegata alla Delibera di Giunta comunale del 2014, dove si parla si semplici Bilance) e quindi non potevano essere né ripristinati, né essere aumentati del 20% della superficie coperta perché il 20 % di qualcosa che non è mai esistito (cioè zero) è zero.

 

Noi, seppur in extremis, abbiamo provato a modificare le cose, interpretando l’indignazione della gran parte del popolo giuliese. Purtroppo nella nostra città da tempo non si tiene sufficientemente ai beni comuni e al rispetto delle bellezze cittadine con la fretta di rincorrere una malintesa modernità che alla prova dei fatti non migliora affatto la bellezza e qualità della vita della nostra città.

 

Il Cittadino Governante

associazione di cultura politica

 
 
 
Coltura Politica/Nos risponde al Presidente dell'Ente Porto Giulianova
 

GIULIANOVA, 1.7.2026 - Dal Capogruppo consiliare di Coltura Politica/Nos-Noi la risposta al presidente Ente Porto sulle nuove concessioni dei Caliscendi nel molo sud:

 

Abbiamo letto con attenzione l'intervento del dott. Ferrante (a lato; ndr). È un testo lungo e dettagliato. In esso, si parla continuamente di "ripristino".

 

Eppure "ripristinare" significa riportare ciò che c'era. Non moltiplicarlo.

 

Se l'obiettivo dichiarato era il RIPRISTINO dei caliscendi storici, beh, come siamo passati dai nove manufatti censiti nella memoria del porto ai ventuno previsti dal piano?

 

E poi, visto che si parla di richieste avanzate dagli ex titolari delle storiche concessioni, c'è una seconda domanda, ancora più delicata:

 

Esiste una continuità effettiva tra gli umili cittadini che per decenni hanno vissuto quei caliscendi e gli attuali — ricchi e prestigiosi — concessionari? Oppure il richiamo alla tradizione serve semplicemente a conferire un'aura romantica a un'operazione profondamente diversa?

 

Perché chi conosce davvero la storia del Porto di Giulianova ricorda persone, famiglie, volti. Ricorda strutture essenziali, nate dal lavoro, non dal prestigio.

 

Ora, nessuno mette in discussione la regolarità delle procedure amministrative. Il punto è un altro!

 

La legalità di un iter non basta a trasformare una decisione in una buona scelta.

 

Del resto, un patrimonio è autentico quando conserva il legame con la comunità che lo ha generato.

 

E in questa vicenda, evidentemente, il legame è stato reciso.

 

Infine, si mente quando si dice che l'accesso al molo sud era chiuso per mezzo di una sbarra.

 

Si mente, sì, nel senso che tale sbarra impediva l'accesso ai mezzi, non alle persone.

 

Noi giuliesi lo abbiamo sempre vissuto quel luogo. Un luogo che va custodito. E custodirlo significa rispettarne non soltanto la forma, ma anche i numeri, i protagonisti e la storia.

 

Capogruppo consiliare

NOS–NOI / cOltura politica

 
 
 
Mozione di Cittadino Governante nella seduta del consiglio comunale del 2 luglio
 
GIULIANOVA, 29.6.2026 - Il gruppo consiliare de Il Cittadino Governante ha pubblicato una serie di foto e un video che testimoniano com’era il porto di Giulianova nei decenni scorsi, fino a poco tempo fa.

Sul molo sud oltre ai caliscendi storici presenti dagli anni ’70, ci sono state solamente per un periodo Bilance per la pesca senza casetta, poi scomparse alla fine degli anni ’90. Ciò risulta anche da un censimento fatto dalla Regione Abruzzo di cui mostriamo alcune foto aeree del 1996 e del 2007.

Anche in una foto degli Anni 80 del molo nord è dimostrato che erano presenti Bilance senza casette, ora non più esistenti.

Ora si parla di ripristino di quello che c’era. Quindi si possono semmai ripristinare le Bilance non le casette che non ci sono mai state nel tratto più ad est del molo sud, dove invece si stanno realizzando numerosi caliscendi estremamente impattanti.

Di questo parleremo nel consiglio comunale di giovedì 2 luglio con la nostra mozione:

APPELLO AL CONSIGLIO COMUNALE PER FERMARE LA DETURPAZIONE DEL PORTO

Mozione:

Al presidente del Consiglio Comunale Roberto Mastrilli

Al Sindaco Jwan Costantini

Ai Consiglieri Comunali

Oggetto: APPELLO AL CONSIGLIO COMUNALE PER FERMARE LA DETURPAZIONE DEL PORTO

Tutti ormai stanno vedendo quello che sta succedendo nel molo sud, una delle più belle passeggiate di Giulianova, con scorci panoramici meravigliosi, luogo di incontri, di meditazione, di contatto con la Bellezza: una serie di cantieri per la costruzione di nuovi, impattanti caliscendi.

Uno scempio inaccettabile! Come è possibile che ciò stia accadendo?

Nel leggere le Norme Tecniche del Piano Regolatore del Porto troviamo all'articolo 20 una previsione incredibile. In aggiunta ai tradizionali 9 caliscendi ne possono essere realizzati altri 12.

Tale articolo del PRP recepisce una Delibera di Giunta del Comune di Giulianova dell’11.02.2014 che oltre alla conferma dei 9 caliscendi storici prevede la possibilità di realizzarne altri 12 con la motivazione che essendo stati demoliti possono essere ripristinati, un’argomentazione che veramente lascia molto perplessi giacché non la riteniamo corrispondente al vero.

Questo significa, comunque, che alla fine ben 21 caliscendi oscureranno la vista del mare e renderanno impraticabile la frequentazione della scogliera del molo sud, cioè gran parte del porto sarà sottratto ai cittadini.

Oltretutto siamo di fatto di fronte ad una sostanziale privatizzazione del porto, resa ancor più evidente dal fatto che ormai cominciano a comparire addirittura i cancelli nei singoli caliscendi. Una cosa tra l'altro non possibile in quanto le concessioni demaniali non possono essere precluse ai cittadini come appunto accade per le concessioni sull'arenile. Quindi come mai accade? Chi controlla?

La presenza dei 9 caliscendi storici - tra l'altro ben inseriti nel contesto - costituiva una peculiarità del porto giuliese ed era legata ad una reale tradizione marinara, ma la totalità di 21 – di cui i nuovi molto impattanti - crediamo sia un'esagerazione, decisamente un’offesa al paesaggio che una città turistica dovrebbe evitare per rispetto dei suoi cittadini e dei turisti. E poi ci chiediamo: cosa c’entrano i nuovi caliscendi con le motivazioni per cui nacquero i caliscendi storici? Quali sono le reali finalità?

Noi crediamo che tutto ciò sia ormai evidente già dall'impatto provocato sul paesaggio portuale e marino dai parte dei 4-5 cantieri aperti.

Le recinzioni di cantiere e le nuove costruzioni stanno indignando i Giuliesi già adesso, figuriamoci quando – speriamo mai – tutto il previsto dovesse essere realizzato.

Chi governa dovrebbe porsi costantemente in ascolto dei cittadini e correggere scelte pregresse improvvide e lesive dei beni comuni.

Qualcuno nel difendere la scelta di costruire tanti nuovi caliscendi fa riferimento al successo della Costa dei Trabocchi. Facciamo notare che il suddetto territorio costiero abruzzese si estende per circa 40 km. e ospita circa 30 trabocchi storici. A Giulianova in circa 600 metri di porto ne sono previsti 21! Erano più che sufficienti i 9 caliscendi storici.

Si è più moderni se si sa preservare ciò che è bello, che fa parte di una importante tradizione che non va snaturata e che appartiene a tutti.

Per porre rimedio a questa scelta sbagliata e autolesionista per la nostra città il nostro gruppo consiliare presenta la seguente Mozione:

1) Attivare con urgenza le procedure per eliminare nell’art.20 delle NTA del PRP la possibilità di nuove costruzioni oltre i caliscendi storici esistenti.

2) Aggiungere nell’art. 20 del PRP un comma che stabilisca il divieto di chiusura delle aree portuali su cui insistono i caliscendi.

3) Considerato che la destinazione d’uso dei caliscendi stabilita nell’art.20 delle NTA del PRP è “pesca per diletto e luogo di incontro” chiediamo di eliminare l’ultimo comma aggiunto nel 2023, in quanto in contraddizione con la destinazione d’uso peraltro confermata nelle NTA del PRP anche nel 2023. Il comma in oggetto rischia di stravolgere in maniera definitiva il porto nella struttura, nelle funzioni e negli usi in quanto crea le condizioni per l’apertura di attività commerciali improprie in quella parte del porto. Il comma da eliminare è il seguente: “Nelle costruzioni e per le eventuali attività in esse esercitate, vanno rispettate tutte le disposizioni previste dalla vigente normativa in materia di commercio, igienico-sanitaria, ambientale, di sicurezza del lavoro, di accessibilità e abbattimento barriere architettoniche.”

Rivolgiamo l’appello a tutti i consiglieri comunali di compiere insieme una scelta per il bene della nostra città.

Giulianova 16 giugno 2026

Gruppo consiliare Il Cittadino Governante

Alberta Ortolani

Franco Arboretti

 
 
 
Allarme di Cittadino Governante e Coltura Politica/Nos sugli interventi nel molo sud
 

Dai gruppi consiliari Il Cittadino Governante e Coltura Politica/Nos-Noi riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa sugli interventi al molo sud del porto di Giulianova:

 

Cittadino Governante: «Appello al Consiglio Comunale, fermare la deturpazione del porto»

 

GIULIANOVA, 15.6.2026 - Tutti ormai stanno vedendo quello che sta succedendo nel molo sud, una delle più belle passeggiate di Giulianova, con scorci panoramici meravigliosi, luogo di incontri, di meditazione, di contatto con la Bellezza: una serie di cantieri per la costruzione di nuovi, impattanti caliscendi, uno ormai giunto a fine lavori.

 

Uno scempio inaccettabile! Come è possibile che ciò stia accadendo?

 

Nel leggere le Norme Tecniche del Piano Regolatore del Porto troviamo all'articolo 20 una previsione incredibile. In aggiunta ai tradizionali 9 caliscendi ne possono essere realizzati altri 12.

 

Tale articolo del PRP recepisce una Delibera di Giunta del Comune di Giulianova dell’11.02.2014 che oltre alla conferma dei 9 caliscendi storici prevede la possibilità di realizzarne altri 12 con la motivazione che essendo stati demoliti possono essere ripristinati, un’argomentazione che veramente lascia molto perplessi giacché non la riteniamo corrispondente al vero.

 

Questo significa, comunque, che alla fine ben 21 caliscendi oscureranno la vista del mare e la frequentazione della scogliera del molo sud, cioè in gran parte del porto.

 

Oltretutto siamo di fatto di fronte ad una sostanziale privatizzazione del porto, resa ancor più evidente dal fatto che ormai cominciano a comparire addirittura i cancelli nei singoli caliscendi. Una cosa tra l'altro non possibile in quanto le concessioni demaniali non possono essere precluse ai cittadini come appunto accade per le concessioni sull'arenile. Quindi come mai accade? Chi controlla?

 

La presenza dei 9 caliscendi storici - tra l'altro ben inseriti nel contesto - costituiva una peculiarità del porto giuliese ed era legata ad una reale tradizione marinara, ma la totalità di 21 – di cui i nuovi molto impattanti - crediamo sia un'esagerazione, decisamente un’offesa al paesaggio che una città turistica dovrebbe evitare per rispetto dei suoi cittadini e dei turisti. E poi ci chiediamo: cosa c’entrano i nuovi caliscendi con le motivazioni per cui nacquero i caliscendi storici?

 

Noi crediamo che tutto ciò sia ormai evidente già dall'impatto provocato sul paesaggio portuale e marino dai parte dei 4-5 cantieri aperti.

 

Le recinzioni di cantiere e le nuove costruzioni stanno indignando i Giuliesi.

 

Chi governa dovrebbe porsi costantemente in ascolto dei cittadini e correggere scelte pregresse improvvide e lesive dei beni comuni.

 

Qualcuno nel difendere la scelta di costruire tanti nuovi caliscendi fa riferimento al successo della Costa dei Trabocchi. Facciamo notare che il suddetto territorio costiero abruzzese si estende per circa 40 km. e ospita circa 30 trabocchi storici. A Giulianova in circa 600 metri di porto ne sono previsti 21! Erano più che sufficienti i 9 caliscendi storici.

 

Si è più moderni se si sa preservare ciò che è bello, che fa parte di una importante tradizione che non va snaturata e che appartiene a tutti.

 

Per porre rimedio a questa scelta sbagliata e autolesionista per la nostra città il nostro gruppo consiliare ha presentato la seguente Mozione:

 

1) Modificare con urgenza l’art. 20 delle NTA del PRG eliminando la possibilità di nuove costruzioni oltre i caliscendi storici esistenti.

 

2) Aggiungere un comma che stabilisca il divieto di chiusura delle aree portuali su cui insistono i caliscendi.

 

Rivolgiamo l’appello a tutti i consiglieri comunali di compiere insieme una scelta per il bene della nostra città.

 

Il Cittadino Governante

associazione di cultura politica

 

 

 

Coltura Politica/Nos: «Povero porto: il mare dietro il recinto»

 

GIULIANOVA, 13.6.2026 - Ci sono opere che avanzano in silenzio. Un palo alla volta. Una concessione alla volta. Un pezzo di paesaggio alla volta.
È ciò che sta accadendo lungo il Porto Vecchio di Giulianova, dove da mesi cresce qualcosa che non riguarda soltanto il legno, il cemento o l'acciaio. Cresce una diversa idea di città: mercificata, monetizzabile.

Da generazioni quel tratto di porto è abitato da presenze di legno, discrete e familiari. Strutture semplici, popolari, imperfette e per questo autentiche. Luoghi di pesca, certo, ma anche di memoria, di incontri, di racconti. Luoghi che appartenevano al paesaggio e, soprattutto, appartenevano (sì, purtroppo occorre usare l'imperfetto) ai giuliesi. A tutti i giuliesi.

Oggi, invece, il panorama cambia. E ciò che per decenni è stato parte dell'identità collettiva rischia di trasformarsi nell'ennesimo bene riservato a pochi.

Naturalmente ci diranno che si tratta di sviluppo, di modernizzazione, di progresso...
È sempre progresso quando qualcuno guadagna, mentre tutti gli altri perdono qualcosa che non tornerà più.

La domanda, tuttavia, resta.

Chi difende il diritto dei cittadini a riconoscere ancora il proprio porto?
E soprattutto: quando il patrimonio culturale e paesaggistico di una comunità diventa merce, chi incassa il profitto e chi paga il prezzo?

Perché la città è di tutti. Ma a Giulianova c'è chi, con il silenzioso e interessato consenso della politica, continua a comportarsi come se la città fosse soltanto la sua!

 

Capogruppo consiliare

NOS–NOI / COLTURA POLITICA

 

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